La Corea del Sud richiama il suo ambasciatore dall'Ucraina dopo la rivelazione di Zelensky sui prigionieri nordcoreani
La Corea del Sud ha richiamato il suo ambasciatore a Kiev, Park Ki-chang, in segno di protesta contro la decisione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di rendere pubblico, durante un discorso all'Assemblea generale dell'ONU, il trasferimento di due soldati nordcoreani catturati a Seoul. Seul sostiene che la divulgazione abbia violato un accordo di riservatezza; l'Ucraina nega l'esistenza di un tale accordo.
Punti chiave
- La Corea del Sud ha richiamato il suo ambasciatore in Ucraina, Park Ki-chang.
- Il richiamo fa seguito alla rivelazione fatta da Zelensky all'Assemblea generale dell'ONU, il mese precedente, del trasferimento a Seul di due soldati nordcoreani catturati.
- Seul ha convocato l'ambasciatore ucraino e ha minacciato ulteriori misure non specificate; il presidente Lee Jae-myung ha chiesto scuse formali.
- I funzionari ucraini negano l'esistenza di un accordo di riservatezza che Seul afferma fosse stato violato.
- I due soldati nordcoreani erano stati catturati nella regione russa di Kursk nel gennaio 2025; erano i primi militari nordcoreani catturati da quando Pyongyang è entrata nella guerra nel 2024.
- Park Ki-chang è tornato a Seoul il sabato successivo all'annuncio del richiamo.
- Secondo i media ucraini, Seul starebbe cercando di allontanarsi dall'Ucraina anche a causa di un riorientamento della politica estera sudcoreana verso Pechino e per fattori politici interni.
Perché è importante
Il richiamo è una misura diplomatica estremamente rara per la Corea del Sud — l'ultima volta Seul ha ritirato un ambasciatore come forma di protesta risale al 2008, quando lo fece con il Giappone per la disputa sulle isole Dokdo/Takeshima — e segnala una rottura seria nei rapporti bilaterali. La vicenda ruota attorno a uno scambio politicamente delicato di prigionieri di guerra nordcoreani, i primi soldati di Pyongyang catturati da quando la Corea del Nord è entrata nella guerra a fianco della Russia nel 2024. I due paesi si contraddicono pubblicamente sull'esistenza di un accordo di non divulgazione, mentre gli analisti citati collegano la frattura a più ampi cambiamenti nell'orientamento della politica estera sudcoreana e alle pressioni politiche interne sul presidente Lee Jae-myung.
Che cosa è successo
La Corea del Sud ha annunciato il richiamo del suo ambasciatore in Ucraina, Park Ki-chang, in risposta alla rivelazione fatta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il suo discorso all'Assemblea generale dell'ONU a New York, il mese precedente, sul trasferimento a Seul di due soldati nordcoreani catturati. Il ministero degli Affari Esteri sudcoreano ha comunicato la decisione giovedì 8 ottobre, esprimendo la speranza che le questioni aperte tra i due paesi vengano risolte senza intoppi e che le consultazioni proseguano. Park Ki-chang è rientrato a Seoul nella mattina di sabato, due giorni dopo l'annuncio del richiamo; Seul non ha indicato quando l'ambasciatore potrà tornare a Kiev. Seul ha inoltre convocato l'ambasciatore ucraino e ha minacciato ulteriori misure di natura non specificata; il presidente Lee Jae-myung ha chiesto scuse formali a Kiev. Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Heorhiy Tykhyi, ha risposto che l'Ucraina resta aperta al dialogo e che la diplomazia deve prevalere sulle emozioni. Seul sostiene che la divulgazione di Zelensky abbia violato un accordo di riservatezza volto a proteggere i soldati e le loro famiglie rimaste in Corea del Nord; i funzionari ucraini negano l'esistenza di un tale accordo. Una fonte ucraina riporta inoltre che l'Ucraina avrebbe formulato scuse ufficiali, giudicate insufficienti dal governo sudcoreano e personalmente dal presidente Lee.
Come la raccontano le fonti ucraine
I media ucraini, in particolare l'esperto di Corea Mykola Polishchuk, inquadrano la rottura come il risultato di dinamiche politiche interne sudcoreane e di un presunto riorientamento della politica estera di Seul lontano da Washington e verso Pechino, con l'Ucraina divenuta una partecipante incidentale. Le testate ucraine collocano la disputa nel contesto più ampio dei rapporti commerciali tra Corea del Sud e Russia — in particolare le esportazioni di gasolio riferite da The Guardian — e sottolineano l'interesse di Kiev a mantenere il dialogo, presentando Kiev come la parte che chiede la via diplomatica mentre Seul va all'escalation. Alcune analisi ucraine collegano inoltre il comportamento del presidente Lee Jae-myung a lungo scandalo politici che lo hanno caratterizzato, suggerendo che lo scontro sia in parte prodotto delle sue vulnerabilità politiche personali.
Come la raccontano le fonti internazionali
La copertura internazionale disponibile, rappresentata da Al Jazeera Arabic, si concentra in modo più stretto sul richiamo dell'ambasciatore come crisi bilaterale scatenata dalla rivelazione di Zelensky all'ONU sul trasferimento dei prigionieri nordcoreani, con minore enfasi sul contesto geopolitico e politico interno evidenziato dagli analisti ucraini.
Dove le versioni divergono
Le fonti sudcoreane affermano di aver raggiunto con Kiev un accordo di non divulgazione per proteggere i soldati nordcoreani e le loro famiglie rimaste in Corea del Nord, e accusano Zelensky di averlo violato; i funzionari ucraini negano l'esistenza di un simile accordo. Una fonte riporta anche che l'Ucraina avrebbe presentato scuse ufficiali giudicate insufficienti da Seul e dal presidente Lee, mentre un'altra fonte ucraina si limita a un appello al dialogo. Sul piano più ampio, le fonti ucraine inquadrano la disputa come conseguenza di fattori interni sudcoreani e di un riorientamento geopolitico di Seul, con l'Ucraina partecipe in modo incidentale; la fonte internazionale presenta la crisi più strettamente come uno scontro bilaterale sul trasferimento dei prigionieri nordcoreani.
Contesto
I due soldati nordcoreani erano stati catturati dall'Ucraina nella regione russa di Kursk nel gennaio 2025, dopo aver combattuto a fianco delle forze russe dispiegate da Pyongyang; erano i primi militari nordcoreani catturati da quando la Corea del Nord era entrata nella guerra nel 2024. Secondo la Costituzione sudcoreana, tutti i coreani, compresi i residenti del Nord, sono considerati cittadini della Corea del Sud, circostanza che ha reso politicamente delicato il loro trasferimento a Seul. Il discorso di Zelensky all'Assemblea generale dell'ONU a New York, in cui è stato reso pubblico il trasferimento, si è svolto nel settembre 2026. Il quotidiano britannico The Guardian ha riportato che 176.000 tonnellate di prodotti, principalmente gasolio, sono state spedite dalla Corea del Sud alla Russia nei mesi di luglio e agosto, un ulteriore punto di attrito tra Kiev e Seul. L'ultima volta in cui la Corea del Sud ha richiamato un ambasciatore come forma di protesta risale al 2008, quando ritirò il suo inviato dal Giappone per la disputa sulle isole Dokdo/Takeshima.