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Seul accusa Kiev di aver violato un patto di riservatezza sulla restituzione di due prigionieri nordcoreani

Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha accusato l'Ucraina di aver violato un accordo di non divulgazione annunciando, il 23 settembre all'Assemblea generale dell'ONU, il trasferimento di due soldati nordcoreani catturati in Russia alla Corea del Sud. L'ufficio del presidente ucraino nega l'esistenza di qualsiasi intesa del genere.

Punti chiave

  • Lee Jae-myung ha pubblicato la sua dichiarazione su X il 24 settembre, un giorno dopo il discorso di Zelenskyy all'Assemblea generale dell'ONU.
  • La dichiarazione di Lee è stata la prima conferma ufficiale del trasferimento da parte di Seul.
  • Zelenskyy ha annunciato il trasferimento dei due prigionieri durante il suo intervento all'Assemblea generale dell'ONU a New York.
  • I due soldati nordcoreani, Pek (21 anni) e Ri (26 anni), erano stati catturati dalle Forze per operazioni speciali e dai paracadutisti ucraini nell'oblast di Kursk nel gennaio 2025.
  • Dmytro Lytvyn, consigliere per la comunicazione di Zelenskyy, ha negato l'esistenza di un accordo di non divulgazione; Oksana Torop, consulente per i media dell'ambasciatore Valeriyzaluzhny, ha affermato invece che esisteva.
  • Prima dell'annuncio di Zelenskyy, il governo sudcoreano aveva rifiutato di confermare l'arrivo dei prigionieri, citando i rischi per la loro sicurezza e per le famiglie rimaste in Corea del Nord.

Perché è importante

Lo scontro è il primo attrito pubblico nel dialogo tra Kiev e Seul sui prigionieri nordcoreani e ha innescato critiche interne al governo Lee da parte dell'opposizione sudcoreana. Lee ha inquadrato la divulgazione come avventata e irresponsabile, dati i rischi per i prigionieri, le loro famiglie nel Nord, la diplomazia, la sicurezza nazionale e la situazione nella penisola coreana. Si tratta inoltre del primo caso confermato di soldati nordcoreani catturati vivi nella guerra e trasferiti in Corea del Sud, con delicate implicazioni diplomatiche e umanitarie.

Che cosa è successo

Il 23 settembre, durante il suo intervento all'Assemblea generale dell'ONU a New York, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha annunciato che l'Ucraina aveva trasferito due prigionieri nordcoreani alla Corea del Sud. Il giorno seguente, il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha pubblicato una dichiarazione su X accusando l'Ucraina di aver violato un accordo di non divulgazione e definendo la rivelazione «crudele e irresponsabile». È stata la prima conferma ufficiale del trasferimento da parte di Seul. L'ufficio del presidente ucraino ha risposto all'agenzia Yonhap di aver reso pubblico solo il fatto del trasferimento, senza dettagli sull'operazione, e che sarebbe stato strano mantenere l'intera operazione segreta. Il consigliere per la comunicazione di Zelenskyy, Dmytro Lytvyn, ha negato l'esistenza di qualsiasi accordo di riservatezza con Seul, definendo l'Ucraina «un Paese aperto». Oksana Torop, consulente per i media dell'ambasciatore ucraino nel Regno Unito Valeriy Zaluzhny, ha invece affermato che un tale accordo esisteva e che i negoziati sui prigionieri erano parte di un più ampio processo di cooperazione tra Ucraina e Corea del Sud.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine mettono in primo piano la negazione da parte dell'ufficio del presidente dell'esistenza di un accordo di non divulgazione, con Lytvyn che definisce l'Ucraina «un Paese aperto» e sottolinea come sia stato comunicato solo il fatto del trasferimento. La copertura ucraina dà ampio risalto alle critiche più generali di Zelenskyy al ruolo della Corea del Nord nella guerra e al suo inquadramento dei prigionieri come prova che Kim Jong Un usa i suoi soldati «come moneta di scambio». Le fonti ucraine sottolineano inoltre il desiderio scritto dei due prigionieri di essere trasferiti in Corea del Sud, inquadrando la divulgazione come coerente con tale volontà.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le testate internazionali presentano la vicenda principalmente come una frattura diplomatica tra Seul e Kiev e come un problema politico per l'amministrazione Lee. Le fonti internazionali pongono l'accento sulla definizione data da Lee della divulgazione come «crudele e irresponsabile» e come rottura di un accordo, e rilevano le critiche interne dell'opposizione sudcoreana — tra cui quelle di Ahn Cheol-soo del People Power Party — a Lee per aver permesso a un leader estero di fare l'annuncio. Le testate internazionali danno anche più risalto al disaccordo interno ucraino sull'accordo di non divulgazione, citando la posizione di Torop contrapposta a quella di Lytvyn.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sull'esistenza stessa di un accordo di non divulgazione tra Kiev e Seul: il presidente Lee Jae-myung e Oksana Torop, consulente per i media dell'ambasciatore Valeriy Zaluzhny, affermano che esisteva, mentre il consigliere di Zelenskyy Dmytro Lytvyn e l'ufficio del presidente ucraino lo negano. Un secondo punto di disaccordo riguarda il fatto che Seul sia stata adeguatamente avvertita in anticipo della divulgazione pianificata da Zelenskyy: un funzionario anonimo dell'amministrazione presidenziale sudcoreana ha detto a Yonhap che Seul conosceva l'intenzione di Zelenskyy ma non la forma della divulgazione, mentre la posizione più ampia espressa da Lee qualifica l'annuncio pubblico come una violazione non concordata di un patto.

Contesto

I due soldati nordcoreani, identificati 21 anni e Ri (26 anni), erano stati catturati nell'oblastrna di Kursk nel gennaio 2025 dalle Forze per operazioni speciali e dai paracadutisti ucraini. Entrambi avevano espresso per iscritto il desiderio di essere trasferiti in Corea del Sud; le loro richieste scritte erano state riportate a partire da dicembre 2025. In base alla Costituzione della Repubblica di Corea, i residenti del Nord sono cittadini del Paese e Seul è obbligata ad accoglierli sul proprio territorio se lo desiderano. Alla fine di maggio 2025 la Corea del Sud aveva chiesto che i prigionieri nordcoreani non fossero inclusi negli elenchi di scambio «1000 per 1000», e nel giugno 2026 il ministero degli Esteri sudcoreano ha dichiarato di essere pronto ad accettare tutti i militari nordcoreani catturati dall'Ucraina che lo desiderassero, opponendosi al loro ritorno forzato in Russia o in Corea del Nord. Stime ucraine e sudcoreane collocano il dispiegamento di truppe nordcoreane a sostegno della Russia intorno ai 15.000 uomini dal 2024, concentrati nell'area di confine di Kursk.