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Velia diplomatica tra Ucraina e Corea del Sud sul trasferimento di due prigionieri nordcoreani

Il 23 settembre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato all'Assemblea generale dell'ONU che l'Ucraina aveva trasferito due soldati nordcoreani catturati nella regione russa di Kursk alla Corea del Sud. Il giorno dopo il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha accusato Kiev di aver violato un accordo di riservatezza, minacciando "misure aggiuntive" se l'Ucraina non si scuserà. L'Ucraina nega l'esistenza di qualsiasi accordo di non divulgazione e definisce la vicenda un "malinteso diplomatico".

Punti chiave

  • Il 23 settembre Zelensky ha annunciato all'Assemblea generale dell'ONU il trasferimento di due prigionieri nordcoreani in Corea del Sud
  • I due soldati erano stati catturati nella regione russa di Kursk e sono arrivati in Corea del Sud a metà settembre in buone condizioni di salute
  • Il 24 settembre il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha accusato Kiev di aver violato un accordo di riservatezza
  • L'Ufficio del presidente ucraino nega l'esistenza di qualsiasi accordo di riservatezza con Seul
  • Il 28 settembre Seul ha convocato l'incaricato d'affari ucraino Andrii Yeshkin per chiedere spiegazioni ufficiali e scuse
  • Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito la vicenda un "malinteso diplomatico" e ha affermato di essere in contatto quotidiano con il suo omologo sudcoreano Cho Hyun
  • Lee Jae-myung ha minacciato "misure aggiuntive" senza specificarle, mentre Seul ha fornito aiuti umanitari ma non armi all'Ucraina

Perché è importante

La vicenda segna una rara frattura pubblica tra l'Ucraina e un partner democratico asiatico su un tema legato alla guerra della Russia e al ruolo della Corea del Nord, con possibili ricadute sugli aiuti umanitari e finanziari sudcoreani a Kiev.

Che cosa è successo

Il 23 settembre, intervenendo all'Assemblea generale dell'ONU, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che l'Ucraina aveva trasferito due soldati nordcoreani catturati nella regione russa di Kursk alla Corea del Sud. I due prigionieri erano arrivati a Seul a metà settembre in buone condizioni di salute e, secondo quanto riferito dall'intelligence sudcoreana, avevano espresso il desiderio di stabilirsi in Corea del Sud. Il giorno dopo il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha accusato Kiev di aver violato un accordo di riservatezza, affermando che l'Ucraina stessa avrebbe inizialmente chiesto la segretezza. L'Ufficio del presidente ucraino ha negato l'esistenza di qualsiasi intesa. Il 25 settembre il consigliere presidenziale ucraino Dmytro Lytvyn ha scritto su Facebook che non c'era mai stato un accordo di non divulgazione. Il 28 settembre Seul ha convocato l'incaricato d'affari ucraino Andrii Yeshkin, chiedendo spiegazioni ufficiali e scuse. Il 2 ottobre Lee Jae-myung ha minacciato "misure aggiuntive" se l'Ucraina non si scusa. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito la vicenda un "malinteso diplomatico" e ha detto di essere in contatto quotidiano con il collega sudcoreano Cho Hyun.

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini inquadrano la vicenda come un "malinteso diplomatico" in via di risoluzione, sottolineando i contatti quotidiani tra i ministri degli Esteri. L'Ufficio del presidente nega l'esistenza di un accordo di riservatezza, e il consigliere Dmytro Lytvyn ha scritto che sarebbe stato sbagliato nascondere dove fossero finiti i prigionieri. Il koreanista Mykola Polishchuk ha ipotizzato che Seul intendesse consegnare i due prigionieri a Kim Jong Un per usarli nella propaganda nordcoreana, rilettura che inquadra la disputa come uno scontro sulla gestione dei captivi nordcoreani. L'ambasciatore ucraino Valeriy Chaly ha scritto che l'episodio rivela un problema più profondo di indebolimento delle comunicazioni interne alla diplomazia ucraina.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le fonti sudcoreane, riprese da media internazionali, presentano la rivelazione di Zelensky come una violazione di un accordo reciproco e pongono l'accento sulle richieste di spiegazioni ufficiali e scuse. Citano la valutazione del servizio di intelligence sudcoreano secondo cui Zelensky avrebbe voluto raccogliere consenso interno in Corea del Sud a favore dell'invio di armi all'Ucraina. I funzionari sudcoreani temono che la divulgazione metta a rischio i prigionieri e le loro famiglie nel Nord e complici la diplomazia intercoreana e quella tra Stati Uniti e Corea del Nord. Viene evidenziata la minaccia di "misure aggiuntive" da parte di Lee Jae-myung e il suo "profondo rammarico" per le dichiarazioni ucraine su un possibile scontro militare tra Nord e Sud.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono innanzitutto sull'esistenza stessa di un accordo di riservatezza: Seul afferma che esisteva e che fu Kiev a chiederlo, mentre l'Ufficio del presidente ucraino lo nega. Un alto funzionario sudcoreano citato dal Korea JoongAng Daily sostiene che Kiev avesse preavvisato Seul, tramite canali diplomatici, dell'intenzione di Zelensky di menzionare i prigionieri all'ONU; la posizione ucraina, negando ogni accordo, implica che la rivelazione non fosse concordata. L'intelligence sudcoreana afferma che non è giunta alcuna scusa o espressione di rammarico da Kiev attraverso canali ufficiali o ufficiosi, mentre i funzionari ucraini descrivono la questione come un "malinteso diplomatico" e dicono di voler ricostruire i rapporti, senza però aver formulato scuse formali. Resta inoltre aperto il nodo delle "misure aggiuntive" minacciate da Lee Jae-myung: il ricercatore Cho Han-bum del Korea Institute for National Unification ipotizza che riguarderebbero gli aiuti umanitari, finanziari e per la ricostruzione, ma lo stesso Lee non ha specificato.

Contesto

I due soldati nordcoreani erano stati catturati dalle forze ucraine nella regione russa di Kursk, con una fonte che indica il gennaio 2025. Sono arrivati in Corea del Sud a metà settembre e, secondo l'intelligence sudcoreana, avrebbero espresso la volontà di stabilirsi nel Paese. La Corea del Sud fornisce aiuti umanitari e finanziari all'Ucraina dal 2022, ma segue la politica di non inviare armi a paesi in guerra attiva; a luglio Seul ha promesso ulteriori 100 milioni di dollari di aiuti non letali in occasione di un vertice NATO. Il servizio di intelligence sudcoreano stima che circa 9.000 soldati nordcoreani siano stati impiegati in operazioni di sorveglianza nella regione di Kursk. La Corea del Nord non ha commentato pubblicamente il trasferimento, ma in passato ha descritto le defezioni di massa come rapimenti o adescamenti da parte di Seul.