Pubblicato: · Aggiornato:

Ucraina-Sudcorea: disputa diplomatica sulla trasferimento di due prigionieri nordcoreani

Il 23 settembre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato all'Assemblea generale dell'ONU a New York che l'Ucraina ha trasferito due militari nordcoreani catturati nella regione russa di Kursk nel 2025 alla Corea del Sud. Il giorno dopo il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha accusato Kiev di aver violato un accordo di riservatezza, definendo la rivelazione fonte di «profondo rammarico». L'Ufficio del presidente ucraino nega l'esistenza di qualsiasi obbligo di non divulgazione. Il 28 settembre Seul ha convocato l'ambasciatore ucraino Andrii Vieshkin.

Punti chiave

  • Il 23 settembre Zelensky ha annunciato all'Assemblea generale ONU di New York il trasferimento di due prigionieri nordcoreani alla Corea del Sud.
  • Il 24 settembre il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha accusato Kiev di aver violato un accordo di riservatezza, parlando di «profondo rammarico».
  • L'Ufficio del presidente ucraino e il consigliere Dmytro Lytvyn negano l'esistenza di un qualsiasi obbligo di non divulgazione.
  • Il 28 settembre il ministero degli Esteri sudcoreano ha convocato l'incaricato d'affari ucraino Andrii Vieshkin per protestare formalmente.
  • I due militari nordcoreani erano stati catturati nella regione russa di Kursk nel 2025; uno, secondo Zelensky, ha tentato il suicidio al momento della cattura.
  • Zelensky ha detto che catturare soldati nordcoreani vivi è difficile, dato che tendono a togliersi la vita.

Perché è importante

L'episodio evidenzia una rara disputa pubblica tra l'Ucraina e un donatore chiave di aiuti non letali proprio mentre la Corea del Sud sta valutando un'eventuale espansione del proprio sostegno. Solleva interrogativi sulle norme di riservatezza diplomatica quando una parte rende pubblica un'informazione sensibile in una sede internazionale come l'Assemblea generale ONU. La vicenda arriva in un momento di crescente coinvolgimento diretto della Corea del Nord nella guerra russa contro l'Ucraina, con Pyongyang che ha inviato decine di migliaia di soldati al fianco di Mosca.

Che cosa è successo

Il 23 settembre, nel suo intervento all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che l'Ucraina aveva trasferito due militari nordcoreani, catturati nel 2025 nella regione russa di Kursk, alla Corea del Sud. Zelensky ha aggiunto che catturare soldati nordcoreani vivi è difficile, riferendo che uno dei due ha tentato il suicidio al momento della cattura. Il giorno dopo, il presidente sudcoreano Lee Jae-myung — in quel momento in visita di Stato in Messico — ha scritto su X che la rivelazione di Zelensky ha causato «profondo rammarico», definendola una violazione di un accordo di riservatezza e definendo la questione «estremamente sensibile» per la diplomazia, la sicurezza nazionale e la penisola coreana. Il segretario presidenziale sudcoreano per la comunicazione Song Ki-hon ha definito l'azione ucraina una «divulgazione unilaterale» e ha definito «non veritiera» la successiva smentita ucraina dell'esistenza di un accordo di riservatezza, esigendo spiegazioni ufficiali e scuse. Il 28 settembre il ministero degli Esteri sudcoreano ha convocato l'incaricato d'affari ucraino Andrii Vieshkin, con il primo viceministro Park Yoon-joo che ha trasmesso la posizione «ferma» di Seul e chiesto scuse ufficiali. L'Ufficio del presidente ucraino e il consigliere presidenziale Dmytro Lytvyn hanno negato l'esistenza di qualsiasi obbligo di riservatezza, affermando che la Corea del Sud non aveva chiesto di mantenere i dettagli riservati.

Dove le versioni divergono

Seul e Kiev divergono pubblicamente sull'esistenza stessa dell'accordo di riservatezza. La Corea del Sud — tramite il presidente Lee Jae-myung e il segretario Song Ki-hon — afferma che tra i due governi era stata raggiunta un'intesa reciproca a non rendere pubblico il trasferimento e che l'Ucraina l'avrebbe violata annunciandolo all'ONU. Secondo Seul, inoltre, sarebbe stata proprio l'Ucraina a chiedere inizialmente la riservatezza per timore di critiche interne, e Seul avrebbe accettato per motivi umanitari, diplomatici e di sicurezza, inclusa la protezione dei prigionieri e delle loro famiglie. Un alto funzionario sudcoreano citato da Korea JoongAng Daily ha inoltre affermato che Kiev aveva avvertito Seul in anticipo, tramite canali diplomatici, che Zelensky avrebbe menzionato i prigionieri nel suo discorso, chiedendo comprensione, ma che Seul non conosceva le formulazioni esatte. L'Ufficio del presidente ucraino e il consigliere Dmytro Lytvyn negano invece l'esistenza di qualsiasi obbligo di non divulgazione e affermano che la Corea del Sud non aveva chiesto di mantenere riservati i dettagli. Un alto funzionario ucraino citato dal Financial Times ha sostenuto che a livello presidenziale non vi era stato alcun accordo di riservatezza e che Kiev considerava «strana» l'aspettativa di Seul, dato che il tema era discusso pubblicamente da tutta l'estate.

Contesto

I due militari nordcoreani erano stati catturati nella regione russa di Kursk nel 2025 e il caso era diventato uno dei pochi temi concreti nel dialogo tra Ucraina e Corea del Sud. A fine maggio 2025 Seul aveva chiesto che i prigionieri nordcoreani non venissero inseriti nelle liste di scambio «1000 per 1000»; nel giugno 2026 Seul si era detta pronta ad accogliere i militari nordcoreani catturati dall'Ucraina che lo desiderassero, opponendosi al loro rimpatrio forzato verso la Russia o la Corea del Nord. Nel luglio 2026 la Corea del Sud aveva annunciato un pacchetto di aiuti da 100 milioni di dollari all'Ucraina, ampliandone il sostegno non letale (elmetti, giubbotti antiproiettile, attrezzature mediche), restando fedele alla propria politica di non fornire armi a Stati in guerra. In base alla Costituzione sudcoreana, tutti i coreani — inclusi i residenti del Nord — sono considerati cittadini sudcoreani. Il 17 settembre 2026 Zelensky aveva dichiarato che la Corea del Nord aveva inviato tra i 30.000 e i 50.000 soldati in Russia, che avrebbero acquisito esperienza di combattimento reale.