La NATO valuta strike convenzionali in profondità nella Russia in caso di invasione su larga scala
La NATO staElaborando una nuova strategia difensiva che potrebbe consentire attacchi convenzionali contro basi militari, depositi di approvvigionamento e strutture industriali della difesa in profondità nel territorio russo. L'approccio prevede di fermare la prima ondata di un attacco e poi distruggere i sistemi che consentono al nemico di continuare l'avanzata. Il piano pubblicato non prevede l'uso di armi nucleari.
Punti chiave
- La nuova strategia potrebbe prevedere attacchi convenzionali in profondità nella Russia se il Paese lancerà un'invasione su larga scala.
- Gli obiettivi possibili includono basi militari, depositi di approvvigionamento e strutture del complesso industriale-defensivo russo.
- Aлексей Гринкевич ha proposto di fermare la prima ondata e poi privare il nemico della capacità di proseguire l'avanzata.
- L'approccio prevede di colpire le forze in avanzata e gli oggetti che le supportano, alimentano o controllano.
- Gli Stati Uniti stanno modernizzando e rifornendo i depositi di missili Tomahawk e ATACMS.
- I paesi europei vogliono aumentare gli stock di Storm Shadow, SCALP e Taurus; in Europa sono stati annunciati almeno 48 progetti di missili economici.
- Il piano reso pubblico non prevede l'impiego di armi nucleari.
Perché è importante
La proposta segnerebbe un cambiamento rilevante per l'Alleanza: il contrasto a un'eventuale invasione non si baserebbe più soprattutto su barriere e posizioni di blocco, ma anche su attacchi convenzionali a lungo raggio contro obiettivi che sostengono l'avanzata. L'aumento delle scorte di missili influenzerebbe le capacità disponibili alla NATO e ai suoi partner europei. La strategia resta nettamente distinta da un eventuale impiego di armi nucleari, mentre l'esperienza ucraina di attacchi con droni e missili a lungo raggio è presentata come un riferimento pertinente.
Che cosa è successo
I comandanti militari della NATO stanno rivedendo il proprio approccio alla potenziale aggressione russa alla luce della guerra in Ucraina e dei conflitti in Medio Oriente. Nel modello presentato da Aлексей Гринкевич, gli alleati devono anzitutto fermare la prima ondata di un attacco e poi distruggere le strutture che permettono al nemico di continuare a combattere e ad avanzare. Il piano prevede la possibilità di colpire con armi convenzionali basi, depositi logistici e obiettivi industriali nel territorio russo.
Nel contempo, gli Stati Uniti modernizzano e riforniscono i missili Tomahawk e ATACMS, mentre i paesi europei intendono aumentare gli stock di Storm Shadow, SCALP e Taurus. In Europa sono stati inoltre annunciati almeno 48 progetti per missili a basso costo. Il piano pubblicato non prevede l'uso di armi nucleari.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura ucraina collega la strategia riferita della NATO all'esperienza propria di impiego di droni e missili a lungo raggio contro raffinerie russe, fabbriche di componenti per droni, data center e depositi di carburante. Le fonti ucraine mettono in evidenza l'importanza di colpire l'origine della minaccia e gli sforzi americani ed europei per aumentare le scorte di missili.
Come la raccontano le fonti internazionali
La copertura internazionale presenta il cambiamento come un ripensamento della difesa del fianco orientale, che passerebbe dal reliance prevalente su barriere e forze di blocco a una risposta in due fasi. Gli attacchi di precisione in profondità nella Russia sono descritti anche come misura di deterrenza, mentre il piano pubblicato resta limitato alle armi convenzionali.
Contesto
La precedente difesa del fianco orientale della NATO si basava in misura significativa su barriere e posizioni di blocco. I suoi strategisti hanno concluso che questi mezzi, da soli, non garantirebbero la cancellazione di un'eventuale invasione. L'esperienza della guerra in Ucraina e dei конфліктів на Близькому Сході спorse ha spinto i comandanti a riconsiderare questo approccio.