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La centrale nucleare di Zaporizhzhia torna al buio: 16° blackout nel 2026

La centrale nucleare di Zaporizhzhia ha perso l'alimentazione esterna alle 02:36 dell'8 novembre 2026 a causa della disconnessione dell'ultima linea elettrica in funzione, la «Ferosplavna-1». La riconnessione automatica è fallita e la stazione dipende interamente dai generatori diesel di riserva. «Energoatom» definisce lo stato di blackout una minaccia critica per la sicurezza nucleare e radiologica.

Punti chiave

  • Zaporizhzhia ha perso l'alimentazione esterna alle 02:36 dell'8 novembre 2026
  • La disconnessione della linea 330 kV «Ferosplavna-1» ha privato la stazione del collegamento con la rete elettrica ucraina
  • Il tentativo automatico di richiusura della linea è fallito
  • I fabbisogni interni della centrale sono assicurati solo dai generatori diesel di riserva
  • È il 16° caso di totale perdita di alimentazione esterna dall'inizio del 2026
  • Secondo «Energoatom», un guasto o l'esaurimento dei generatori diesel può compromettere i sistemi di sicurezza e il raffreddamento del combustibile nucleare, con rischio di incidente radiologico

Perché è importante

La stazione è la più grande centrale nucleare d'Europa e la sua sicurezza riguarda l'intera regione. Senza alimentazione esterna, il funzionamento dipende da generatori diesel con riserve limitate: «Energoatom» avverte che un loro guasto o l'esaurimento del carburante può compromettere i sistemi di sicurezza e il raffreddamento del combustibile nucleare, con rischio di incidente radiologico. L'evento è inoltre il 16° blackout completo registrato dall'inizio del 2026.

Che cosa è successo

Alle 02:36 dell'8 novembre 2026 la centrale nucleare di Zaporizhzhia ha perso l'alimentazione elettrica esterna. La causa è stata la disconnessione della linea da 330 kV «Ferosplavna-1», l'ultima in funzione che collegava la stazione alla rete elettrica ucraina. Il tentativo di richiusura automatica della linea non è riuscito. Le esigenze interne della centrale sono state pertanto soddisfatte esclusivamente dai generatori diesel di riserva. «Energoatom» ha indicato l'evento come il 16° caso di completa perdita di alimentazione esterna dall'inizio del 2026, ha messo in evidenza il rischio per la sicurezza nucleare e radiologica e ha collegato la perdita sistematica di alimentazione all'occupazione della stazione da parte della Russia.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti sono ucraine e la maggior parte riporta la posizione di «Energoatom», che definisce il blackout una minaccia critica per la sicurezza nucleare e radiologica. I materiali sottolineano il ruolo dell'occupazione della centrale nella perdita sistematica di alimentazione e indicano come condizione per ripristinare la sicurezza il ritorno completo della stazione sotto il controllo dell'Ucraina e del suo operatore legittimo. Il contesto cita i precedenti blackout, il ripristino della linea «Ferosplavna-1» e la presenza costante dell'AIEA sul posto.

Come la raccontano le fonti internazionali

I rappresentanti dell'AIEA sono costantemente presenti nella centrale di Zaporizhzhia per monitorare la sicurezza durante gli attacchi di artiglieria. Il 5 settembre il direttore generale dell'AIEA Rafael Grossi ha informato di una cessazione locale del fuoco nei pressi della stazione, necessaria per i lavori di ripristino dell'alimentazione elettrica esterna.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sul numero complessivo dei blackout: un titolo indica il 28° blackout dall'inizio dell'invasione su vasta scala, mentre gli altri materiali citano il 16° blackout dall'inizio del 2026. Le stime si riferiscono quindi a periodi e basi di conteggio differenti.

Contesto

Le forze russe hanno occupato la centrale di Zaporizhzhia nelle prime settimane dell'invasione su vasta scala, a febbraio 2022. I sei reattori della stazione sono in fermo freddo dal 2022 e la centrale non produce energia elettrica. La stazione aveva già perso l'alimentazione esterna il 3 giugno e il 20 agosto 2026; l'elettricisti ucraini avevano ripristinato il 7 settembre la linea «Ferosplavna-1», permettendo alla centrale di rientrare nella rete elettrica ucraina. «Energoatom» collega la perdita sistematica di alimentazione all'occupazione della stazione. Ucraina e Russia si accusano regolarmente a vicenda di combattimenti vicino alla centrale, minacciando la sicurezza nucleare.