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Ucraina chiede al Consiglio NATO priorità sulla difesa aerea in vista del Ramstein

Il 7 settembre si è tenuta a Bruxelles una sessione straordinaria del Consiglio Ucraina–NATO a livello di rappresentanti permanenti, convocata su iniziativa ucraina alla vigilia della riunione in formato Ramstein dell'8 settembre. L'Ucraina ha consegnato ai partner l'elenco delle priorità urgenti in materia di difesa aerea e antimissile e ha esortato gli alleati a mobilitare entro fine anno le risorse necessarie per onorare l'impegno di 70 miliardi di euro dichiarato dalla NATO.

Punti chiave

  • Sessione straordinaria del Consiglio Ucraina–NATO a livello di rappresentanti permanenti il 7 settembre a Bruxelles, su iniziativa dell'Ucraina
  • L'Ucraina ha consegnato alla NATO un elenco prioritario delle esigenze urgenti di mezzi di difesa aerea e antimissile
  • Kyiv ha chiesto di mobilitare entro fine anno le risorse per raggiungere il livello di sostegno militare dichiarato dalla NATO pari a 70 miliardi di euro
  • Il rafforzamento della difesa aerea e antimissile ucraina sarà uno dei temi chiave della riunione in formato Ramstein dell'8 settembre
  • La delegazione ucraina era composta dal viceministro della Difesa per l'integrazione europea Serhiy Boiev e dal generale di brigata Serhiy Sobko
  • Boiev: "La tempestività oggi conta più dei volumi. Droni e mezzi di difesa aerea decideranno l'andamento di questo inverno"

Perché è importante

La sessione del 7 settembre fissa ufficialmente l'agenda della riunione in formato Ramstein dell'8 settembre, ponendo la difesa aerea e antimissile come priorità assoluta per l'inverno. Kyiv traduce l'impegno politico di 70 miliardi di euro dichiarato dalla NATO in un obiettivo concreto di mobilitazione da raggiungere entro la fine dell'anno, e riformula al netto la questione: proteggere i cieli ucraini equivale a tutelare direttamente il territorio dell'Alleanza. Sul tavolo ci sono opzioni reali — varianti di Patriot, sistemi franco-italiani SAMP/T con rami Aster — che potrebbero cambiare la protezione delle città e delle infrastrutture ucraine nei mesi più difficili.

Che cosa è successo

Il 7 settembre, nella sede NATO di Bruxelles, si è svolta una sessione straordinaria del Consiglio Ucraina–NATO a livello di rappresentanti permanenti, convocata su iniziativa di Kyiv alla vigilia della riunione in formato Ramstein dell'8 settembre. La delegazione ucraina, guidata dal viceministro della Difesa per l'integrazione europea Serhiy Boiev e dal vicecomandante in capo delle Forze armate, generale di brigata Serhiy Sobko, ha presentato ai partner una valutazione dettagliata delle minacce aeree attuali e ha consegnato alla NATO un elenco delle esigenze prioritarie e urgenti in materia di difesa aerea e antimissile.

Al termine dell'incontro l'Ucraina ha esortato gli alleati a «passare da ciò che è politicamente possibile a ciò che è operativamente necessario», sollecitando la fornitura rapida di capacità aggiuntive di difesa aerea e antimissile direttamente legate alla protezione della popolazione. Kyiv ha inoltre chiesto ai partner di mobilitare entro fine anno le risorse necessarie per onorare il livello di sostegno militare all'Ucraina dichiarato dalla NATO, pari a 70 miliardi di euro. Boiev ha dichiarato che «la tempestività conta più dei volumi» e che «droni e mezzi di difesa aerea decideranno l'andamento di questo inverno». La sessione abbia fornito la cornice politica per la riunione in formato Ramstein dell'8 settembre, dove il rafforzamento della difesa aerea ucraina è indicato come uno dei temi centrali.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine forniscono datazioni differenti per la sessione straordinaria del Consiglio Ucraina–NATO: alcune la collocano con precisione al 7 settembre, altre la descrivono genericamente come avvenuta «alla vigilia» della riunione in formato Ramstein senza indicare il giorno esatto. Un secondo punto di divergenza riguarda il rapporto tra la posizione dell'Eliseo sulle opzioni Patriot e il quadro più ampio di una pressione UE/NATO su Spagna e Grecia per la cessione di intercettori: alcuni articoli descrivono la Francia come coordinatrice di nuove consegne, altri parlano di una pressione alleata su Paesi terzi detentori di intercettori. Un terzo disaccordo riguarda lo stato della domanda ucraina all'UE per il finanziamento dei Patriot: le ricostruzione dei media oscillano tra la conferma di Ursula von der Leyen di aver ricevuto la richiesta, la fase di istruttoria della Commissione e, secondo Suspilne che cita una fonte UE anonima, una vera e propria approvazione.

Contesto

La sessione si è svolta sulla scia della riunione in formato Ramstein del 18 giugno a Bruxelles, co-presieduta da Regno Unito e Germania, dopo la quale il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha annunciato la fornitura di missili aria-aria e la produzione congiunta di sistemi robotici terrestri. A luglio Francia e Italia hanno concordato di accelerare le consegne dei missili Aster 30 e di concedere all'Ucraina una licenza di produzione; Parigi ha annunciato il trasferimento di due sistemi SAMP/T, restituibili dal 2027 quando sarà disponibile la versione modernizzata. L'Ucraina ha inoltre presentato all'UE una domanda di finanziamento per l'acquisto di intercettori PAC-3 per i sistemi Patriot nell'ambito del programma Ukraine Support Loan. Il Regno Unito ha annunciato un pacchetto di aiuti da 100 milioni di sterline in vista dell'inverno, comprensivo di intercettori per Patriot acquistati tramite il meccanismo PURL. Francia e Ucraina hanno raggiunto a luglio un accordo preliminare per l'acquisto di 16 caccia Rafale, nel quadro di un piano ucraino più ampio per 100 Rafale.