Ucraina chiede all'UE di finanziare missili Patriot con il prestito da 90 miliardi
L'Ucraina ha formalmente chiesto alla Commissione europea di destinare diversi miliardi di euro dal prestito UE da 90 miliardi all'acquisto di missili intercettori PAC-3 per i sistemi di difesa aerea Patriot. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha confermato la ricezione della richiesta il 2 settembre a Bruxelles, prima di un incontro con il segretario generale della NATO Mark Rutte, e ha detto che il processo "sta andando nella giusta direzione". La decisione finale spetta agli Stati membri, poiché i PAC-3 sono prodotti negli Stati Uniti e richiedono una deroga alla regola del programma che privilegia le armi prodotte in Ucraina, nell'UE e nello Spazio economico europeo.
Punti chiave
- L'Ucraina ha chiesto alla Commissione europea di usare diversi miliardi di euro dal prestito UE da 90 miliardi per l'acquisto di missili PAC-3 per i sistemi Patriot.
- Von der Leyen ha confermato la ricezione della richiesta il 2 settembre a Bruxelles, prima di un incontro con il segretario generale della NATO Mark Rutte.
- Secondo fonti di Suspilne, l'Ucraina chiede oltre 2 miliardi di euro solo per i Patriot.
- I PAC-3 sono prodotti negli USA: il loro acquisto richiede una deroga alla regola "acquista europeo", approvata dalla Commissione dopo il parere di un gruppo di esperti e del comitato di programma.
- Von der Leyen ha definito il processo di revisione "nella giusta direzione"; la decisione finale spetta agli Stati membri dell'UE.
- Da giugno l'UE ha erogato circa 8,5 miliardi di euro dal prestito per droni e missili all'Ucraina.
- Il prestito UE da 90 miliardi copre il 2026–2027: circa 60 miliardi per la difesa e circa 30 miliardi per il sostegno al bilancio; nel 2026 sono disponibili fino a 45 miliardi, di cui 28,3 destinati alla difesa.
Perché è importante
Si tratta della prima richiesta ufficiale ucraina all'UE per finanziare missili Patriot prodotti negli Stati Uniti attraverso il prestito da 90 miliardi, un cambio di passo rispetto all'uso precedente del fondo principalmente per droni e armi di produzione europea. La richiesta mette alla prova la regola "acquista europeo" del programma, poiché i PAC-3 sono fabbricati negli USA e richiedono una deroga formale. Allo stesso tempo evidenzia il ruolo crescente dell'UE come finanziatore della difesa aerea ucraina in un momento in cui le forniture americane sono diminuite: Zelensky ha detto che nel primo semestre 2026 l'Ucraina ha ricevuto tre volte meno missili contraerei rispetto all'anno precedente.
Che cosa è successo
Il 2 settembre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha confermato, prima di un incontro con il segretario generale della NATO Mark Rutte a Bruxelles, di aver ricevuto una richiesta ufficiale dell'Ucraina per utilizzare diversi miliardi di euro dal prestito UE da 90 miliardi destinato al 2026–2027 per acquistare missili intercettori PAC-3 per i sistemi di difesa aerea Patriot. Secondo fonti di Suspilne, l'importo richiesto solo per i Patriot supera i 2 miliardi di euro. Poiché i PAC-3 sono prodotti negli Stati Uniti, il loro acquisto necessita di una deroga alla regola del programma che privilegia le armi fabbricate in Ucraina, nell'UE e nello Spazio economico europeo: la deroga deve essere approvata dalla Commissione dopo la consultazione di un gruppo di esperti e un parere positivo del comitato di programma degli Stati membri. Von der Leyen ha definito la revisione "nella giusta direzione"; il portavoce della Commissione Balazs Ujvari ha aggiunto il 3 settembre che l'esecutivo sta accelerando l'esame dato il carattere urgente, ma i tempi di consegna dipenderanno dai contratti tra l'Ucraina e i produttori. Da giugno l'UE ha già erogato circa 8,5 miliardi di euro dal prestito per droni e missili, fondi in parte destinati anche all'acquisto di caccia dall'industria europea, mentre ulteriori 6,1 miliardi sono stati approvati, in parte per rafforzare la difesa aerea ucraina.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine inquadrano la notizia come la conferma che la prima richiesta ufficiale dell'Ucraina di finanziare i missili Patriot attraverso il prestito UE è stata ricevuta e viene esaminata con priorità dalla Commissione europea. La copertura sottolinea l'urgenza delle necessità di difesa aerea, citando le dichiarazioni di Zelensky sulla drastica riduzione delle consegne di intercettori e l'intensificazione degli attacchi russi con missili balistici, e presenta il processo UE come orientato positivamente.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono sulla precisione dell'importo richiesto dall'Ucraina per i missili Patriot: alcune si limitano a descriverlo come "diversi miliardi di euro", mentre fonti di Suspilne, citate da diversi media ucraini tra cui Бабель, hromadske, LIGA.net, Інтерфакс-Україна, НВ, ЛІГА.net LB.ua e Радіо Свобода, riferiscono che la cifra supera i 2 miliardi di euro.
Contesto
L'UE ha approvato un prestito da 90 miliardi di euro per l'Ucraina per il 2026–2027, di cui circa 60 miliardi destinati agli acquisti per la difesa e circa 30 miliardi al sostegno di bilancio; nel 2026 sono disponibili fino a 45 miliardi, con 28,3 miliardi per la difesa. Da giugno l'UE ha erogato circa 8,5 miliardi dal prestito per droni e missili per l'Ucraina, e ulteriori 6,1 miliardi sono stati approvati anche per la difesa aerea. Ucraina e UE collaborano inoltre al progetto FREYA per sviluppare un sistema europeo di difesa anti-balistica. Il presidente Zelensky ha dichiarato che nel primo semestre 2026 l'Ucraina ha ricevuto tre volte meno missili contraerei rispetto all'anno precedente, con i partner che citano le operazioni in Medio Oriente come motivo. Il 29 luglio Zelensky ha detto di aver chiesto al presidente statunitense Donald Trump un "pacchetto invernale" d'emergenza di 300 intercettori Patriot, rifiutato per le scarse disponibilità americane. Il 13 agosto l'Alto rappresentante UE Kaja Kallas ha invitato gli Stati membri con Patriot in magazzino a trasferirli all'Ucraina e il 1° settembre ha annunciato un gruppo di alto livello di ex leader politici e militari europei e ucraini per lavorare sulle capacità di difesa del blocco.