Zelensky: Trump ha deciso in via definitiva di concedere all'Ucraina le licenze per produrre i missili Patriot
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato il 25 settembre che il presidente statunitense Donald Trump gli ha comunicato, nel loro incontro del 22 settembre a New York a margine dell'Assemblea generale dell'ONU, di aver preso una decisione finale per trasferire all'Ucraina le licenze di produzione dei missili Patriot. Zelensky non ha specificato se si tratta dei modelli PAC-2 o PAC-3 né quando le licenze saranno effettivamente consegnate. Lo stesso Trump non ha confermato pubblicamente la decisione, e il Dipartimento di Stato USA aveva dichiarato il 23 settembre che non era ancora stata assunta alcuna decisione definitiva.
Punti chiave
- Zelensky ha dichiarato il 25 settembre che Trump gli ha comunicato una decisione «finale» durante l'incontro del 22 settembre a New York, a margine dell'Assemblea generale dell'ONU
- Le licenze riguardano la produzione di missili per i sistemi di difesa aerea Patriot, ma Zelensky non ha specificato se si tratti dei modelli PAC-2 o PAC-3
- I tempi per la consegna delle licenze e l'avvio della produzione in Ucraina restano sconosciuti
- Il Dipartimento di Stato USA ha dichiarato il 23 settembre che non era ancora stata presa alcuna decisione definitiva
- Trump non ha confermato pubblicamente la decisione e, sollecitato dai giornalisti, ha deviato le domande invitando Ucraina e Russia a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra
- In occasione del vertice NATO di Ankara di inizio luglio Trump aveva promesso la licenza, per poi affermare che gli USA devono essere «molto attenti» a consentire la produzione in Ucraina
- Secondo quanto riportato da The Telegraph, Trump ha cambiato idea in luglio per timore che la tecnologia potesse finire in mano russa
Perché è importante
Una licenza per la produzione dei missili Patriot darebbe per la prima volta all'Ucraina la capacità interna di produrre un sistema di difesa aerea occidentale chiave contro i raid missilistici russi, sia balistici che di altro tipo. La dichiarazione di Zelensky di un'approvazione «finale» da parte degli USA è significativa, ma va letta con cautela: Trump non l'ha confermata pubblicamente e il Dipartimento di Stato ha negato, a sole 24 ore di distanza, che una decisione definitiva sia stata presa. Anche se la licenza venisse concessa, i produttori ucraini avrebbero bisogno di tempo per allestire le linee produttive, e nel frattempo la domanda di intercettori Patriot già pronti rimane pressante. L'annuncio segna un cambio di tono rispetto alle precedenti esitazioni americane, motivate, secondo indiscrezioni, dal timore che la tecnologia possa finire in mano russa.
Che cosa è successo
Il 25 settembre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto, nel corso di un collegamento audio con i giornalisti, che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump gli ha comunicato durante il loro incontro del 22 settembre a New York — a margine della settimana ad alto livello dell'81ª Assemblea generale dell'ONU — di aver preso una decisione finale per trasferire all'Ucraina le licenze di produzione dei missili per i sistemi di difesa aerea Patriot. Zelensky ha parlato di un'approvazione politica «definitiva» da parte americana, ma non ha fornito dettagli su quale variante dei missili Patriot sia interessata (PAC-2 o PAC-3), né sui tempi di consegna delle licenze o sui volumi di produzione previsti.
L'incontro tra i due presidenti si è svolto il 22 settembre a New York. Il giorno successivo, il 23 settembre, il Dipartimento di Stato USA ha dichiarato che Washington non aveva ancora preso alcuna decisione definitiva, sebbene Trump il giorno prima si fosse detto favorevole all'idea. Lo stesso Trump non ha confermato pubblicamente la decisione: interpellato dai giornalisti, ha preferito dirottare l'attenzione sull'esortazione a Ucraina e Russia a concludere un accordo per porre fine alla guerra.
La vicenda ha una storia precedente: in occasione del vertice NATO di Ankara di inizio luglio Trump aveva promesso a Zelensky la concessione della licenza, salvo poi affermare, ancora in luglio, che gli USA devono essere «molto attenti» a consentire la produzione di Patriot in Ucraina. Secondo quanto riportato da The Telegraph, il cambio di posizione sarebbe stato motivato dal timore che la tecnologia potesse finire nelle mani della Russia.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine mettono in primo piano l'annuncio di Zelensky di una decisione americana «finale» e lo presentano come un successo diplomatico dell'incontro del 22 settembre a New York. Diversi media ucraini citano fonti dell'Ufficio del presidente secondo cui l'Ucraina sta negoziando licenze sia per i PAC-2 che per i PAC-3, e segnalano colloqui paralleli con produttori di componenti per diversi tipi di missili. La copertura ucraina sottolinea i dettagli ancora irrisolti: quale variante sia effettivamente coperta, quando le licenze saranno consegnate e il fatto che la produzione interna non colmerà il fabbisogno nel breve periodo, rendendo necessarie ulteriori forniture di intercettori già pronti. Molti organi di stampa ucraini evidenziano inoltre il contrasto tra la versione di Zelensky e la dichiarazione del Dipartimento di Stato del 23 settembre, secondo cui nessuna decisione definitiva era stata assunta.
Come la raccontano le fonti internazionali
La copertura internazionale non ucraina — un organo di stampa tedesco e un articolo in spagnolo basato su agenzie — inquadra la notizia nel contesto più ampio della guerra russa contro l'Ucraina e riporta la presunta approvazione di Trump in modo più cauto, evitando la formula della «decisione finale» usata da Zelensky. Un articolo ucraino basato su fonti CNN rileva che Trump ha rifiutato di rispondere direttamente quando gli è stato chiesto se l'Ucraina potesse produrre i missili Patriot, dirottando l'attenzione sull'invito a Kiev e Mosca a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto. Complessivamente, la stampa internazionale tende a sottolineare la natura condizionata e politica dell'approvazione e l'incertezza sui tempi, anziché presentare l'intesa come un accordo concluso.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono su due punti centrali. Da un lato, Zelensky ha dichiarato pubblicamente il 25 settembre che Trump ha preso una decisione «finale» per concedere le licenze di produzione dei Patriot, ma il Dipartimento di Stato USA ha affermato il 23 settembre che non era stata assunta alcuna decisione definitiva, e lo stesso Trump non ha confermato pubblicamente la concessione, declinando di rispondere direttamente. Dall'altro lato, le fonti non concordano su quale variante di missile sia effettivamente oggetto della licenza: Zelensky non ha specificato se si tratti dei PAC-2 o dei PAC-3, alcune ricostruzioni parlano di una versione «tecnologicamente meno complessa», mentre altre, citando fonti dell'Ufficio del presidente ucraino, riferiscono di negoziati in corso per entrambe le varianti.
Contesto
I Patriot sono sistemi di difesa aerea a lungo raggio impiegati anche per intercettare missili balistici. La variante PAC-2, più datata, è prodotta principalmente da Raytheon (con coproduzione tedesca tramite la joint venture COMLOG con MBDA Deutschland); la più recente PAC-3, nelle versioni CRI e MSE, utilizza la tecnologia d'impatto cinetico «hit-to-kill» ed è prodotta dalla Lockheed Martin, con produzione aggiuntiva in Giappone da parte di Mitsubishi Heavy Industries. La domanda di sistemi Patriot è fortemente aumentata dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, riducendo le scorte globali di intercettori.
Il 30 luglio gli Stati Uniti hanno firmato con Lockheed Martin un contratto pluriennale del valore di 58,6 miliardi di dollari per la produzione di missili Patriot, con l'obiettivo dichiarato di triplicare i ritmi produttivi entro il 2030. Il 18 settembre l'ambasciatore USA alla NATO Matthew Whitaker ha spiegato che il vero collo di bottiglia nelle forniture di intercettori PAC-3 all'Ucraina non è rappresentato dai fondi, ma dalla capacità produttiva e dalle scorte esistenti, e ha stimato che la situazione migliorerà sensibilmente nel giro di circa due anni. Zelensky ha più volte dichiarato che l'Ucraina avrebbe bisogno del 5% delle scorte americane di Patriot per arrivare al prossimo inverno e del 10% per intercettare tutti i missili balistici russi, e che quest'anno l'Ucraina ha ricevuto circa un terzo degli intercettori per la difesa balistica rispetto all'anno precedente, con i partner che hanno indicato ufficialmente il conflitto in Medio Oriente come motivo della riduzione.