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Rubio: gli USA negoziano con l'Ucraina la licenza per produrre missili Patriot

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha confermato il 2 settembre che gli Stati Uniti stanno negoziando con l'Ucraina la concessione di licenze per la produzione di missili per i sistemi di difesa aerea Patriot. Rubio ha avvertito che, anche con una licenza, la produzione richiederebbe anni e non risolverebbe il fabbisogno immediato di intercettori da parte di Kiev. Il tema si intreccia con le resistenze emerse a Washington, le preoccupazioni di Raytheon e Lockheed Martin e una possibile soluzione di compromesso con assemblaggio in Germania.

Punti chiave

  • Il 2 settembre Rubio ha dichiarato che gli USA stanno negoziando con l'Ucraina una licenza per produrre missili Patriot.
  • Rubio ha detto che la produzione, anche con licenza, richiederebbe diversi anni e non risolverebbe il problema immediato.
  • Rubio ha sottolineato l'alta domanda mondiale di intercettori Patriot e la necessità per gli USA di preservare le proprie scorte.
  • A fine maggio Zelensky aveva inviato una lettera urgente a Trump e al Congresso chiedendo la licenza per produrre i Patriot.
  • A luglio Trump aveva aperto alla possibilità della licenza, per poi esprimere dubbi il 31 luglio parlando di massima cautela.
  • Un compromesso allo studio prevede la produzione ucraina di componenti e l'assemblaggio finale in Germania.
  • Secondo ISW, a luglio la Russia ha intensificato l'uso di missili Zircon e S-400 contro l'Ucraina.

Perché è importante

La concessione di una licenza permetterebbe per la prima volta all'Ucraina di produrre sul proprio territorio un sistema di difesa aerea chiave occidentale, affrontando la cronica carenza di intercettori. Il Patriot è attualmente l'unico sistema ucraino in grado di intercettare efficacemente i missili russi Iskander-M, Kinzhal e Zircon, il cui impiego da parte della Russia è in aumento. I colloqui arrivano mentre l'amministrazione Trump ha smesso di finanziare direttamente l'aiuto militare a Kiev e gli alleati europei acquistano armi americane per l'Ucraina nell'ambito del programma PURL. La spinta ucraina ha inoltre fatto emergere l'opposizione commerciale dei contractor Raytheon e Lockheed Martin.

Che cosa è successo

Il 2 settembre 2026, intervenendo al The Brian Kilmeade Show, il segretario di Stato USA Marco Rubio ha confermato che Washington sta negoziando con Kiev la concessione di licenze per la produzione di missili destinati ai sistemi di difesa aerea Patriot. Rubio ha precisato che, anche ottenendo la licenza, la produzione di armi così complesse e la costruzione degli impianti richiederebbero diversi anni e non risolverebbero il fabbisogno immediato di intercettori. Ha aggiunto che gli intercettori Patriot sono molto richiesti a livello globale — anche da Paesi del Medio Oriente — e che gli USA devono innanzitutto garantire la sufficienza delle proprie scorte di difesa. Rubio ha inoltre commentato l'offerta ucraina di condivisione della tecnologia dei droni, descrivendola come un possibile progetto a lungo termine ma senza annunci concreti. La questione si inserisce in un percorso avviato a fine maggio con la lettera urgente del presidente Zelensky a Trump e al Congresso, proseguito con l'apertura di Trump alla licenza al vertice NATO dell'8 luglio e con i suoi dubbi espressi il 31 luglio. È allo studio un compromesso che prevede la produzione ucraina di singoli componenti e l'assemblaggio finale in Germania.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine differiscono sull'interpretazione delle parole di Trump del 31 luglio, quando ha detto che Washington deve essere "molto prudente": alcune testate lo leggono come un'espressione di perplessità, altre come un passo indietro rispetto all'apertura espressa al vertice NATO. Gli articoli divergono anche sulla gerarchia delle ragioni addotte per l'esitazione: alcuni enfatizzano il rischio di fughe tecnologiche verso la Russia, altri il fabbisogno delle scorte americane e gli impegni in Medio Oriente, altri ancora l'opposizione dei contractor Raytheon e Lockheed Martin, preoccupati per la concorrenza e ufficialmente contrari per il rischio di furto di proprietà intellettuale.

Contesto

A fine maggio 2026 il presidente Zelensky ha inviato una lettera urgente a Trump e al Congresso avvertendo di una carenza critica di sistemi di difesa aerea e chiedendo una licenza per produrre i Patriot. Al vertice NATO dell'8 luglio Trump aveva prospettato la possibilità di concedere tale licenza, ma il 31 luglio ha dichiarato che Washington deve essere "molto prudente". Secondo quanto riportato dal Financial Times, Trump ha respinto la richiesta di Zelensky di centinaia di ulteriori intercettori Patriot, citando le esigenze americane in Medio Oriente. Washington teme inoltre fughe di tecnologia verso la Russia; un compromesso allo studio prevede la produzione ucraina di componenti e l'assemblaggio finale in Germania. L'UE sta valutando separatamente la richiesta ucraina di acquistare i Patriot con fondi europei, e diversi Paesi UE hanno promesso ulteriori contributi alla difesa aerea di Kiev.