L'UE sblocca 3,2 miliardi di euro per i missili Patriot dell'Ucraina
Gli Stati membri dell'UE hanno approvato una deroga che consente all'Ucraina di acquistare prodotti critici per i sistemi di difesa aerea Patriot utilizzando i fondi del prestito UE da 90 miliardi di euro. La prossima erogazione ammonta a 3,2 miliardi di euro, destinati in particolare ai missili intercettori Patriot. La decisione è stata annunciata congiuntamente dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal segretario generale della NATO Mark Rutte.
Punti chiave
- Deroga UE approvata per l'acquisto di prodotti critici per i sistemi Patriot con i fondi del prestito Ukraine Support Loan da 90 miliardi di euro.
- Prossima erogazione pari a 3,2 miliardi di euro, in aggiunta agli 8,4 miliardi già versati nell'ambito del prestito.
- I 3,2 miliardi si aggiungono ai fondi già destinati alla difesa aerea e mirano a coprire il periodo autunno-inverno.
- Le regole del prestito da 90 miliardi richiedono in genere che le armi siano prodotte in Ucraina, nell'UE o nel SEE: per i missili Patriot PAC-3, fabbricati negli Stati Uniti, era necessaria un'eccezione specifica.
- Il 3 settembre l'Ucraina ha presentato la domanda formale; il 2 settembre la presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva confermato la richiesta di Kiev per oltre 2 miliardi di euro.
- Il ministro della Difesa ucraino Yevhenii Khmara ha dichiarato che è in corso la contrattualizzazione di circa 1.000 missili Patriot con i partner e attraverso il prestito UE.
- L'approvazione politica è stata raggiunta; il completamento tecnico dell'erogazione è previsto entro venerdì 11 settembre, ma i fondi saranno versati solo dopo la firma e la verifica dei contratti con i fornitori.
Perché è importante
La decisione sblocca per la prima volta il finanziamento europeo per i missili intercettori Patriot di fabbricazione statunitense, che fino ad ora erano esclusi dalle regole del prestito UE da 90 miliardi, pensate per sostenere la produzione europea e ucraina. Per l'Ucraina i fondi arrivano in un momento critico, alla vigilia di un autunno-inverno in cui si prevede un'intensificazione degli attacchi russi e in cui, come denunciato dal presidente Volodymyr Zelensky, le forniture occidentali di missili per la difesa balistica si sono ridotte a un terzo rispetto all'anno precedente. Sul piano politico, il via libera congiunto di Bruxelles e della NATO segnala il mantenimento di un sostegno militare-finanziario su larga scala all'Ucraina nonostante i vincoli paralleli sulle forniture americane.
Che cosa è successo
Gli Stati membri dell'Unione europea hanno approvato una deroga che consente all'Ucraina di utilizzare i fondi del prestito Ukraine Support Loan da 90 miliardi di euro per acquistare prodotti critici per i sistemi di difesa aerea Patriot, in particolare i missili intercettori PAC-3 fabbricati negli Stati Uniti. La regola generale del prestito prevede che le armi finanziate siano prodotte in Ucraina, nell'UE o nello Spazio economico europeo: serviva dunque un'eccezione specifica, ora concessa. La prossima erogazione ammonterà a 3,2 miliardi di euro, in aggiunta agli 8,4 miliardi già versati all'Ucraina nell'ambito dello stesso strumento, parte dei quali destinati alla difesa aerea. L'intesa è stata annunciata congiuntamente dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal segretario generale della NATO Mark Rutte. L'iter era iniziato il 2 settembre, quando von der Leyen aveva confermato che Kiev aveva chiesto ufficialmente per la prima volta il finanziamento UE per i PAC-3 (oltre 2 miliardi di euro); il 3 settembre l'Ucraina ha presentato la domanda formale, e il 7 settembre la Commissione europea ha approvato la richiesta, come riportato da Suspilne citando un funzionario UE non identificato. Il ministro della Difesa ucraino Yevhenii Khmara ha dichiarato che sono in corso contratti per circa 1.000 missili Patriot, finanziati anche attraverso il prestito UE, e ha definito la decisione cruciale per preparare la difesa aerea al periodo autunno-inverno. Sul piano procedurale, l'accordo politico è stato raggiunto ma il completamento tecnico dell'erogazione è atteso entro venerdì 11 settembre, con successiva procedura scritta; il versamento effettivo dei fondi avverrà solo dopo la firma e la verifica da parte della Commissione europea dei contratti con i fornitori, un passaggio che può richiedere diverse settimane.
Dove le versioni divergono
Due sono le divergenze principali tra le fonti. La prima riguarda la data di presentazione della domanda formale ucraina: diverse testate indicano il 3 settembre, mentre altre, tra cui Suspilne, riportano l'1 settembre. La seconda riguarda l'ammontare della prossima erogazione: la Commissione europea e la maggior parte delle fonti la indicano in 3,2 miliardi di euro, mentre una fonte e il segretario generale della NATO Mark Rutte, nella sua dichiarazione pubblica, hanno parlato di 3,5 miliardi di dollari. Le due cifre appaiono incompatibili così come riportate.
Contesto
Il prestito UE da 90 miliardi a favore dell'Ucraina (Ukraine Support Loan) è il principale strumento macrofinanziario europeo per Kiev, di cui circa 60 miliardi sono destinati alle esigenze di difesa. Prima di questa decisione erano già stati erogati oltre 8,4 miliardi, parte dei quali per la difesa aerea. La domanda ucraina per i Patriot si inserisce in un contesto di urgenza: il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato che quest'anno l'Ucraina ha ricevuto un terzo dei missili per la difesa balistica rispetto all'anno precedente, con i partner che hanno indicato ufficialmente come motivo le operazioni in Medio Oriente. Il Financial Times ha inoltre riportato che il presidente statunitense Donald Trump avrebbe rifiutato la richiesta ucraina di 300 missili Patriot per preservare le scorte americane nel quadro della guerra contro l'Iran. Sullo sfondo restano anche altri annunci di sostegno: l'8 settembre il Regno Unito ha stanziato 100 milioni di sterline (circa 135 milioni di dollari) per un pacchetto di mezzi di difesa aerea che include missili Patriot nell'ambito dell'iniziativa PURL, e nello stesso giorno il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha annunciato il trasferimento di intercettori PAC-2 dalle scorte della Bundeswehr.