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Trump-Putin: telefonata e colloqui, ma i dubbi di Kiev e degli alleati restano

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato mercoledì che Vladimir Putin vuole raggiungere un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina, dopo una telefonata con il leader russo definita dalla Casa Bianca «ottima» e dal Cremlino «molto costruttiva e franca». Tuttavia, funzionari dei servizi segreti americani, ucraini ed europei dubitano della reale intenzione di Putin di concludere il conflitto. Intanto il New York Times riporta che Zelensky ha comunicato agli alleati un fabbisogno aggiuntivo di 27 miliardi di dollari per l'anno in corso, mentre continuano i raid russi sulle città ucraine e gli attacchi ucraini in profondità nel territorio russo.

Punti chiave

  • Trump ha detto che Putin «vuole fare un accordo» e che un incontro trilaterale «potrebbe accadere», pur riconoscendo come ostacolo principale l'ostilità fra Putin e Zelensky.
  • Il Cremlino ha definito la telefonata di un'ora «molto costruttiva e franca» e ha riferito che Putin ha negato «piani aggressivi» verso l'Europa.
  • Funzionari dell'intelligence Usa, ucraina ed europea mettono in dubbio la sincerità dell'interesse di Putin a porre fine a una guerra che dura da oltre quattro anni.
  • Il New York Times, citando funzionari europei, riferisce che Zelensky ha comunicato un deficit di bilancio maggiore del previsto: servirebbero altri 27 miliardi di dollari per chiudere l'anno.
  • Un drone ucraino ha colpito un impianto industriale nella regione russa di Jamalia, a circa 2.800 km dal confine: le Forze speciali ucraine parlano del colpo più profondo dall'inizio della guerra.
  • Attacchi russi hanno ucciso almeno sei persone e ferito decine in diverse regioni ucraine: a Kiev una donna è morta nell'urto di un drone contro un palazzo residenziale.

Perché è importante

Le dichiarazioni ottimistiche di Trump si scontrano con lo scetticismo dell'intelligence Usa, ucraina ed europea, e con un contesto militare ancora molto pesante: la combinazione fra prospettive di vertici bilaterali o trilaterali, un fabbisogno finanziario ucraigno più ampio del previsto e attacchi in profondità dentro la Russia rende questa fase potenzialmente decisiva per la traiettoria diplomatica del conflitto.

Che cosa è successo

Mercoledì, dopo una telefonata di un'ora con Vladimir Putin, Donald Trump ha dichiarato che il leader russo «vuole fare un accordo» per terminare la guerra in Ucraina e non ha escluso un incontro trilaterale con Zelensky, pur indicando nell'ostilità fra i due capi di Stato il principale ostacolo. Il Cremlino ha definito la conversazione «molto costruttiva e franca» e ha riferito che Putin ha negato «piani aggressivi» verso l'Europa; l'aiutante presidenziale Yuri Ushakov ha aggiunto che Putin ha offerto a Trump un'analisi dettagliata del campo di battaglia e suggerimenti su come Washington possa contribuire a fermare i combattimenti. Questi sviluppi seguono il tour diplomatico degli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner — incontratisi con Putin a Mosca il 5 settembre e poi con Zelensky a Kiev il 6 settembre, dove Zelensky ha detto che gli emissari miravano a «sbloccare» il processo diplomatico — e la visita a sorpresa a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe del 25 agosto, con cui si ipotizza abbia proposto lo stesso vertice a tre. Sul terreno, nella stessa giornata, un drone ucraino ha colpito un impianto industriale nella regione russa di Jamalia, a circa 2.800 km dal confine: le Forze speciali ucraine lo descrivono come il colpo più profondo dall'inizio della guerra, mentre il governatore locale Dmitry Artyukhov parla di danni limitati a un incendio da detriti. In senso opposto, attacchi russi hanno provocato almeno sei morti e decine di feriti in diverse regioni ucraine: una donna è deceduta a Kiev nell'impatto di un drone contro un palazzo residenziale; a Mykolaiv due persone sono morte e dodici sono rimaste ferite; a Kramatorsk nove civili sono stati feriti da bombe plananti; a Sumy un drone ha colpito il parcheggio di un centro commerciale uccidendo tre persone. Il sindaco di Kiev Vitalij Klyčko ha riferito che il totale dei feriti nella capitale ha raggiunto quota 16.

Come la raccontano le fonti internazionali

L'unica fonte disponibile, in lingua araba del Qatar, intreccia sullo stesso piano la dichiarata sintonia politica fra Trump e Putin, il raid ucraino in profondità nel territorio russo e i continui attacchi russi sulle città ucraine, inserendo senza gerarchia i dubbi dei funzionari europei sulle intenzioni di Putin e il fabbisogno di 27 miliardi di dollari comunicato da Kiev agli alleati.

Dove le versioni divergono

Donald Trump sostiene che Putin voglia davvero concludere un accordo per porre fine alla guerra, ma funzionari dell'intelligence americana, ucraina ed europea mettono in dubbio la reale serietà dell'interesse di Mosca a fermare il conflitto, in corso da oltre quattro anni. Sul raid nella regione di Jamalia, le Forze speciali ucraine e la società Fire Point affermano di aver colpito due impianti di lavorazione del condensato di gas a più di 3.300 chilometri, mentre il governatore Dmitry Artyukhov sostiene che i danni si siano limitati a un incendio da detriti senza vittime e che la sede sia l'area di Novyj Urengoj; il Cremlino ha scelto di non commentare l'episodio.

Contesto

Mosca, Washington e Kiev avevano già tenuto precedenti cicli di colloqui trilaterali, l'ultimo a Ginevra a febbraio. Alla fine di agosto il direttore della Cia John Ratcliffe si era recato a Mosca per incontrare funzionari dell'intelligence russa e incoraggiarli a porre fine alla guerra. All'inizio di settembre l'Ucraina aveva avvertito che avrebbe intensificato gli attacchi a lungo raggio per rendere insicuro lo spazio aereo russo. Novyj Urengoj, indicata dal governatore locale come obiettivo del raid nella regione di Jamalia, si trova appena a sud del Circolo polare artico e ha circa 100.000 abitanti.