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Droni ucraini colpiscono Saratov: incendi alla raffineria Rosneft e al centro logistico Ozon

Nella notte tra il 10 e l'11 settembre droni ucraini hanno colpito la città russa di Saratov, prendendo di mira la raffineria di petrolio locale, di proprietà di Rosneft, e il centro logistico e hub di consegna della piattaforma di e-commerce Ozon. In entrambi i siti sono scoppiati incendi. Ozon ha confermato il danneggiamento e annunciato la sospensione temporanea degli ordini nella regione; il governatore Roman Busargin ha parlato di danni alle "infrastrutture civili". Secondo dati preliminari non si registrano vittime.

Punti chiave

  • Nella notte tra il 10 e l'11 settembre droni ucraini hanno colpito Saratov, in Russia.
  • Sono stati presi di mira la Saratov Oil Refinery (Rosneft) e il centro logistico e hub di consegna Ozon: in entrambi i siti sono scoppiati incendi.
  • Poco dopo le 02:00 il governatore della Oblast di Saratov, Roman Busargin, ha segnalato una minaccia di attacco con droni nella regione e ha disposto la piena operatività dei servizi di emergenza.
  • Ozon ha confermato l'impatto sul proprio hub a Saratov, evacuato il personale e sospeso temporaneamente l'accettazione di ordini e merci nella regione, cancellando parte delle spedizioni.
  • La compagnia ucraina Fire Point ha rivendicato l'attacco all'hub Ozon con droni FP-1, indicando in 85.000 m² la superficie del magazzino distrutto.
  • La Saratov Oil Refinery, fondata nel 1934 e parte di Rosneft dal 2013, è stata colpita almeno 16 volte dall'inizio dell'invasione su larga scala, secondo il canale OSINT Astra.
  • Nella stessa notte Mosca ha annunciato di aver intercettato 777 droni ucraini su più regioni russe, tra cui la Oblast di Saratov.

Perché è importante

In una sola notte sono stati colpiti due siti di rilievo strategico ed economico nella stessa capitale regionale russa: una raffineria di Rosneft e un grande hub logistico di e-commerce. La raffineria di Saratov, già bersaglio ripetuto durante la guerra, rappresenta una quota misurabile della capacità di raffinazione russa, e ogni nuovo colpo si inserisce nella campagna in corso per ridurre la produzione di carburante. Il colpo all'hub Ozon, inaugurato nel 2024, segnala inoltre che le operazioni ucraine con i droni ora prendono di mira in modo sistematico anche le infrastrutture logistiche civili russe, con ricadute sulla catena di approvvigionamento. La rivendicazione pubblica di Fire Point, con i droni FP-1 e i missili da crociera Flamingo FP-5 impiegati nella stessa notte a Volgograd, mostra un'attribuzione aperta e l'impiego di sistemi di produzione ucraina.

Che cosa è successo

Nella notte tra il 10 e l'11 settembre droni ucraini hanno colpito la città russa di Saratov. Poco dopo le 02:00 il governatore della Oblast, Roman Busargin, ha segnalato una minaccia di attacco con droni nella regione e ha disposto la piena operatività dei servizi di emergenza. Sotto il cofattacco sono finiti la Saratov Oil Refinery, di proprietà di Rosneft, e il centro logistico e hub di consegna di Ozon, inaugurato nel 2024 con una superficie di oltre 100.000 m² e una capacità di oltre 30 milioni di articoli e fino a 900.000 ordini al giorno. In entrambi i siti sono scoppiati incendi. Ozon ha confermato l'impatto sul proprio hub, ha evacuato il personale e comunicato che, secondo i dati preliminari, non si registrano vittime. La compagnia ha temporaneamente sospeso l'accettazione di ordini dai clienti e di merci dai venditori nella regione, cancellando parte delle spedizioni. Il governatore Busargin ha parlato di danni alle "infrastrutture civili". La compagnia ucraina Fire Point ha rivendicato il colpo all'hub Ozon con droni FP-1, indicando in 85.000 m² la superficie del magazzino distrutto. Nella stessa notte sono stati segnalati attacchi di droni anche in altre aree della Russia, tra cui Samara, Volgograd e Kaspiysk. Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato e abbattuto 777 droni ucraini su più regioni, inclusa la Oblast di Saratov.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti fornite sono tutte ucraine e presentano l'operazione come un'azione inequivocabile dei droni ucraini, con titoli che sottolineano il "colpo" alla raffineria e al magazzino Ozon. La rivendicazione pubblica di Fire Point (droni FP-1 sull'hub Ozon e missili Flamingo FP-5 a Volgograd) viene valorizzata come motivo di orgoglio e come dimostrazione dell'impiego di sistemi di produzione nazionale. Il racconto insiste sul contesto economico e strategico: l'anzianità della raffineria, la proprietà Rosneft, la quota sulla raffinazione russa e la capacità dell'hub Ozon. L'attacco viene inquadrato in una sequenza più ampia, che comprende i ripetuti colpi alla raffineria di Saratov, l'avvio in agosto della campagna contro i magazzini delle piattaforme di e-commerce, lo stop alla raffineria Rosneft di Ryazan dopo l'attacco del 6 settembre, e gli attacchi simultanei a Samara, Kaspiysk e Volgograd, con la sospensione di numerosi aeroporti russi.

Dove le versioni divergono

Le fonti riportano conteggi leggermente diversi per i precedenti attacchi alla raffineria di Saratov: il canale OSINT Astra indica almeno 16 attacchi dall'inizio dell'invasione su larga scala, mentre Ukrinform ne cita "più di 15" — cifre che si sovrappongono ma non coincidono del tutto. Fire Point sostiene che la superficie del magazzino Ozon distrutto a Saratov fosse di 85.000 m², mentre altre fonti descrivono il complesso complessivo come superiore a 100.000 m² — si tratta di due misure diverse (porzione distrutta contro intero complesso) presentate fianco a fianco. Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato 777 droni ucraini su più regioni nella stessa notte, inclusa la Oblast di Saratov, dato in tensione con i colpi andati a segno sulla raffineria e sull'hub Ozon riportati sia da fonti russe sia ucraine.

Contesto

La Saratov Oil Refinery è una delle più antiche della Russia, fondata nel 1934 e parte di Rosneft dal 2013; secondo il canale OSINT Astra ha subito almeno 16 attacchi dall'inizio dell'invasione su larga scala, tra cui quelli del'8 luglio e della notte tra il 7 e l'8 settembre. Ha una capacità di progetto di circa 7 milioni di tonnellate di petrolio all'anno e nel 2024 ha lavorato circa 5,8 milioni di tonnellate, pari a circa il 2,2% del totale russo. Il complesso logistico Ozon di Saratov, inaugurato nel 2024, si estende su oltre 100.000 m² ed è progettato per ospitare oltre 30 milioni di articoli e processare fino a 900.000 ordini al giorno. L'Ucraina ha avviato in agosto una campagna di attacchi ai magazzini delle piattaforme di e-commerce russe; il primo magazzino Ozon era stato colpito il 22 agosto 2025. All'inizio di settembre la raffineria Rosneft di Ryazan aveva sospeso la lavorazione dopo un attacco di droni del 6 settembre, con riparazioni che potrebbero richiedere diverse settimane. In agosto almeno sette raffinerie russe hanno dovuto fermare la produzione a causa degli attacchi, e fonti Reuters citate nell'articolo indicano la produzione russa di benzina intorno a 80.000 tonnellate al giorno, circa il 70% del livello estivo tipico di 115.000 tonnellate.