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Due raffinerie russe ferme dopo gli attacchi con droni ucraini

Le raffinerie di petrolio di Syzran e Saratov, in Russia, hanno interrotto la lavorazione del greggio in seguito ad attacchi con droni ucraini, secondo quanto riportato da Reuters citando tre fonti industriali. L'impianto di Syzran si è fermato martedì 15 settembre, quello di Saratov l'11 settembre. I danni all'unità CDU-6 di Syzran, che rappresenta circa il 71% della capacità dell'impianto, potrebbero richiedere almeno un mese di riparazioni, aggravando i problemi di approvvigionamento di carburante sul mercato russo.

Punti chiave

  • Le raffinerie di Syzran e Saratov hanno interrotto la lavorazione dopo attacchi con droni ucraini
  • Reuters ha riportato la notizia citando tre fonti del settore
  • La raffineria di Syzran si è fermata martedì 15 settembre
  • La raffineria di Saratov ha sospeso le operazioni l'11 settembre
  • L'unità CDU-6 di Syzran, con capacità di 17.100 tonnellate al giorno, è stata danneggiata e rappresenta circa il 71% della capacità dell'impianto
  • Le riparazioni dell'unità CDU-6 potrebbero richiedere almeno un mese
  • La Russia ha già limitato le esportazioni di benzina, diesel e carburante per aviazione a causa delle interruzioni di fornitura

Perché è importante

L'unità danneggiata CDU-6 rappresenta circa il 71% della capacità della raffineria di Syzran: un fermo di diverse settimane elimina quindi una quota rilevante della produzione dell'impianto. Queste interruzioni si aggiungono a una serie di attacchi con droni ucraini alle infrastrutture di raffinazione russe e potrebbero aggravare la carenza di carburante all'interno della Russia. Mosca ha già limitato le esportazioni di benzina, diesel e cherosene avio a causa delle precedenti interruzioni di fornitura.

Che cosa è successo

Le raffinerie di Syzran e Saratov, in Russia, hanno interrotto la lavorazione del petrolio in seguito ad attacchi con droni ucraini. Lo ha riportato Reuters citando tre fonti del settore; l'azienda Rosneft, contattata dall'agenzia, non ha risposto. La raffineria di Syzran ha sospeso le operazioni martedì 15 settembre: l'attacco ha danneggiato diverse strutture, tra cui l'unità principale di distillazione primaria CDU-6, con una capacità di 17.100 tonnellate al giorno, che rappresenta circa il 71% della capacità di lavorazione dell'impianto. Un'altra unità di Syzran, la CDU-5 (7.100 tonnellate al giorno, il 29% della capacità), era già ferma per riparazioni dopo un attacco con droni avvenuto in luglio. Le riparazioni della CDU-6 potrebbero richiedere almeno un mese.

La raffineria di Saratov aveva interrotto le operazioni l'11 settembre dopo un nuovo attacco con drone; l'impianto si era già fermato l'8 settembre a causa di danni alle apparecchiature e un incendio, mentre era in preparazione una ripresa delle lavorazioni prevista per il 10–11 settembre. In precedenza, la stessa raffineria aveva sospeso le attività per diverse settimane dopo un attacco con drone il 2 agosto.

Nella notte tra il 14 e il 15 settembre, inoltre, sono state segnalate esplosioni e incendi in impianti industriali nelle regioni russe di Volgograd e Samara, tra cui il cementificio Sebryakovcement e la raffineria di Syzran. Il marketplace russo Ozon ha reso noto che il suo hub logistico di Saratov è stato colpito, e l'azienda ucraina di tecnologia della difesa Fire Point ha confermato di aver colpito il centro logistico Ozon di Saratov. Lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine ha dichiarato che le unità delle Forze di difesa ucraine hanno colpito la raffineria di Saratov.

La sospensione dei due impianti potrebbe aggravare la carenza di carburante sul mercato interno russo: la Russia ha già limitato le esportazioni di benzina, diesel e carburante per aviazione a causa delle interruzioni di fornitura.

Come la raccontano le fonti ucraine

Gli organi di stampa ucraini riportano la notizia attribuendola direttamente a Reuters e mettendo in primo piano l'agenzia come fonte autorevole, presentando l'impatto degli attacchi sulla raffinazione russa come una notizia consolidata che merita di essere riportata.

Contesto

L'unità CDU-5 della raffineria di Syzran era già ferma per riparazioni dopo un attacco con droni avvenuto in luglio, aggravando l'effetto dell'ultimo attacco all'impianto. La raffineria di Saratov era stata costretta a fermarsi anche l'8 settembre a causa di danni alle apparecchiature e di un incendio, prima di programmare brevemente una ripresa, e si era già fermata per diverse settimane dopo un attacco con drone del 2 agosto. L'unità CDU-6 ha una capacità dichiarata di circa 17.100 tonnellate al giorno.