Esplosione e incendio in un deposito di armi EMCO in Bulgaria, le autorità indagano su un possibile sabotaggio
Nella notte del 12 settembre, un'esplosione e un incendio hanno colpito un deposito di armi e munizioni della società EMCO nella regione di Gabrovo, in Bulgaria, vicino al villaggio di Tsareva Livada. È il secondo episodio simile in poche settimane presso un impianto EMCO. Le autorità bulgare non escludono sabotaggio e interferenza esterna. Il proprietario di EMCO, l'imprenditore bulgaro Emilian Gebrev, è già stato in passato al centro di indagini che i procuratori bulgari collegano ad agenti russi.
Punti chiave
- Nella notte del 12 settembre un'esplosione e un incendio hanno colpito un deposito di armi nella regione di Gabrovo, in Bulgaria.
- Nessuno è rimasto ferito: due guardie sono riuscite ad allontanarsi dal sito.
- È il secondo incendio presso un impianto EMCO in poche settimane, dopo quello del 10 agosto nell'area di Tryavna.
- Il deposito conteneva munizioni e polvere da sparo, come confermato dal direttore di EMCO Slavcho Dimiev.
- Il ministro dell'Interno bulgaro Ivan Demerdzhiev ha affermato che non si escludono sabotaggio e interferenza esterna.
- EMCO è di proprietà dell'imprenditore bulgaro Emilian Gebrev, già al centro di precedenti attacchi che i procuratori bulgari collegano ad agenti russi.
- Nel 2024 la Bulgaria ha emesso mandati d'arresto contro sei cittadini russi accusati del coinvolgimento nella distruzione di magazzini EMCO dove erano stoccate munizioni destinate all'esportazione verso Ucraina e Georgia.
Perché è importante
L'episodio riguarda un'azienda della difesa il cui proprietario, Emilian Gebrev, è già stato in passato bersaglio di azioni che i procuratori bulgari collegano ad agenti russi. I magazzini EMCO hanno storicamente stoccato munizioni destinate all'esportazione verso l'Ucraina, il che rende qualsiasi interruzione potenzialmente rilevante per le catene di approvvigionamento della difesa ucraina. Si tratta del secondo incendio in poche settimane presso un sito EMCO, con le autorità bulgare che non escludono sabotaggio o interferenza esterna. L'evento segue analoghe esplosioni recenti in siti dell'industria della difesa europea, tra cui l'Italia, sollevando interrogativi su un possibile coordinamento degli attacchi.
Che cosa è successo
Nella notte del 12 settembre un'esplosione seguita da un incendio ha colpito un deposito di armi e munizioni della società EMCO nella regione di Gabrovo, in Bulgaria, nei pressi del villaggio di Tsareva Livada. Il direttore di EMCO Slavcho Dimiev ha confermato ufficialmente alla televisione nazionale bulgara che il deposito conteneva munizioni e polvere da sparo. La governatrice regionale Kristina Sidorova ha riferito che il rogo si è sviluppato nell'area della base dei magazzini dello stabilimento, propagandosi da un deposito all'altro. Due guardie sono riuscite ad allontanarsi; nessuno è rimasto ferito. Si tratta del secondo episodio del genere presso un impianto EMCO in poche settimane, dopo le esplosioni e l'incendio del 10 agosto nell'area di Tryavna.
Dove le versioni divergono
Le fonti non concordano sulla localizzazione precisa: una colloca l'incendio nei pressi del villaggio di Tsareva Livada, un'altra indica un deposito EMCO nell'area di Gorni Vyrpishhta, descritte come località vicine presso lo stesso stabilimento. Un'altra divergenza riguarda la posizione delle autorità bulgare: dopo l'incendio di agosto a Tryavna, il ministro dell'Interno Demerdzhiev aveva detto che, secondo una prima ipotesi, non vi era un legame con fattori esterni; dopo l'episodio del 12 settembre ha invece affermato che vengono prese in considerazione l'ipotesi di sabotaggio e quella di interferenza esterna. Una terza differenza riguarda la valutazione dell'episodio italiano: il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che il governo italiano non dispone di dati che indichino un coinvolgimento russo nell'esplosione di agosto all'ex stabilimento Simmel Difesa, in contrasto con la valutazione dei procuratori bulgari circa un collegamento russo con i precedenti attacchi alle strutture EMCO.
Contesto
I procuratori bulgari hanno collegato precedenti attacchi contro le strutture di Gebrev, tra cui la distruzione di magazzini EMCO, all'azione di agenti russi, ipotizzando possibili collegamenti con il tentato avvelenamento dello stesso Gebrev nel 2015 e con le esplosioni nei depositi di munizioni di Vrbětice, in Repubblica Ceca, nel 2014. Nel 2020 i procuratori bulgari hanno accusato tre cittadini russi del tentato avvelenamento di Gebrev avvenuto nel 2015. Nel 2024 la Bulgaria ha emesso mandati d'arresto contro sei cittadini russi accusati del coinvolgimento nella distruzione dei magazzini EMCO nei quali, tra il 2011 e il 2020, erano stoccate munizioni destinate all'esportazione verso Ucraina e Georgia. Alla fine di agosto il quotidiano britannico The Telegraph, citando fonti di intelligence occidentali, ha riferito che la Russia avrebbe avviato una nuova ondata di attacchi contro imprese europee dell'industria della difesa, utilizzando gruppi criminali locali.