Danimarca: PET avverte che la Russia sta pianificando sabotaggi contro l'industria della difesa legata agli aiuti all'Ucraina
Il Servizio danese di intelligence e sicurezza (PET) ha lanciato un raro allarme pubblico: i servizi segreti russi stanno pianificando concretamente sabotaggi contro aziende del settore difesa in Danimarca, in particolare quelle collegate all'assistenza militare all'Ucraina. Lo ha riferito il capo della controspionaggio Emil Græsholm, citato dal Berlingske. PET avverte che Mosca recluta cittadini danesi tramite social network e piattaforme di gaming per compiti come fotografare siti e infrastrutture, spesso all'insaputa delle persone coinvolte, e che possibili metodi includono incendi dolosi.
Punti chiave
- Allarme reso pubblico il 3 settembre dal Berlingske e attribuito a Emil Græsholm, capo della controspionaggio del PET.
- Obiettivo russo dichiarato: interrompere specifiche forniture di difesa all'Ucraina e intimorire la Danimarca perché riduca il suo sostegno.
- Reclutamento di cittadini danesi comuni tramite social network e piattaforme online/gaming, anche inconsapevoli di lavorare per Mosca, per fotografare siti e infrastrutture.
- Tra gli scenari possibili individuati dal PET ci sono incendi dolosi contro gli stabilimenti difesa danesi.
- La Danimarca fornisce aiuti militari all'Ucraina dal 2022, per un totale di circa 76,8 miliardi di corone (oltre 10 miliardi di euro).
- L'allarme danese si inserisce in una serie di sospetti sabotaggi russi in Europa: drone con esplosivo all'aeroporto di Lipsia/Halle, incendio a uno stabilimento polacco di droni, vertice della sicurezza svedese, tentato incendio doloso in Slovacchia.
Che cosa è successo
Il Servizio danese di intelligence e sicurezza (PET) ha diffuso un allarme pubblico, definito inusuale per un servizio solitamente discreto, in cui afferma di disporre di informazioni su una pianificazione "molto concreta" di sabotaggi russi in Danimarca. Le aziende del comparto difesa collegate alle forniture militari all'Ucraina sono le prime obiettive. Secondo il capo della controspionaggio Emil Græsholm, i servizi russi cercano inoltre di reclutare cittadini danesi comuni attraverso social network e piattaforme online, comprese quelle di gaming, per compiti come fotografare o filmare siti e infrastrutture da usare nella preparazione di azioni, con persone che spesso non si rendono conto di lavorare per Mosca. Tra gli scenari paventati dal PET ci sono gli incendi dolosi.
L'allarme danese arriva in un contesto europeo di sospette azioni ibride russe: il 1° settembre la Germania ha accusato direttamente Mosca di un attacco ibrido all'aeroporto di Lipsia/Halle, dove è stato rinvenuto un drone con esplosivo vicino a un aereo da trasporto ucraino An-124, annunciando contromisure incluse la chiusura del consolato generale russo a Bonn e della "Russisches Haus" a Berlino. La Svezia ha poi convocato il proprio Consiglio di sicurezza nazionale, il primo ministro polacco Donald Tusk ha definito sabotaggio un incendio in uno stabilimento polacco di droni, e la polizia slovacca ha dichiarato di aver sventato un tentativo di incendio doloso contro una fabbrica di droni. Il quotidiano The Telegraph ha inoltre riferito che la Russia starebbe reclutando gruppi criminali per sabotaggi contro imprese della difesa europee.
Come la raccontano le fonti ucraine
Tutte le fonti della sintesi sono ucraine (in lingua ucraina) e inquadrano l'avvertimento danese in chiave ucraina: lo collegano direttamente alla catena delle forniture militari a Kiev e lo inseriscono in una campagna ibrida russa più ampia contro i Paesi che sostengono l'Ucraina. I media ucraini sottolineano che le aziende della difesa danesi legate all'assistenza militare sono il bersaglio principale, e collegano l'episodio ai recenti sospetti sabotaggi a Lipsia, in Polonia e in Slovacchia per descrivere un'azione russa coordinata contro l'aiuto occidentale a Kiev.
Come la raccontano le fonti internazionali
Al di fuori della chiave ucraina, fonti occidentali come Berlingske, Deutsche Welle, Süddeutsche Zeitung e The Telegraph leggono l'avvertimento del PET come parte di un più ampio allarme europeo sulle attività ibride russe. Il caso tedesco del drone a Lipsia/Halle è stato ufficialmente attribuito a Mosca con l'annuncio di contromisure diplomatiche; la Svezia ha convocato il Consiglio di sicurezza nazionale e la Polonia, tramite il premier Donald Tusk, ha qualificato come sabotaggio un incendio in uno stabilimento di droni, segnalando una risposta europea comune alla minaccia.
Contesto
La Danimarca fornisce assistenza militare all'Ucraina dal 2022, per un totale di circa 76,8 miliardi di corone danesi (oltre 10 miliardi di euro); nel giugno 2026 il ministero della Difesa danese ha annunciato il trentesimo pacchetto di aiuti, del valore di circa 4,4 miliardi di corone (590 milioni di euro). Proprio perché il Paese è un fornitore significativo di armi e ha ampliato la propria industria della difesa per sostenere Kiev, le aziende danesi del settore rappresentano un obiettivo logico per la Russia. Il PET, attraverso Græsholm, ha indicato gli incendi dolosi come uno degli scenari possibili e ha chiesto alle imprese della difesa di rafforzare la sicurezza. L'episodio si colloca dopo che il 1° settembre la Germania ha accusato Mosca dell'attacco ibrido all'aeroporto di Lipsia/Halle — dove fu rinvenuto un drone con detonatore vicino a un An-124 ucraino — annunciando contromisure come la chiusura del consolato russo a Bonn e della "Russisches Haus" a Berlino. In seguito, la Svezia ha convocato il Consiglio di sicurezza nazionale, il premier polacco Donald Tusk ha definito sabotaggio un incendio in uno stabilimento polacco di droni, e la polizia slovacca ha riferito di aver sventato un tentato incendio doloso contro una fabbrica di droni.