Il premier Koretsky annuncia un sistema di allerta automatico contro i droni per le stazioni di servizio
Il primo ministro ucraino Serhiy Koretsky ha convocato il 12 settembre una riunione con gli operatori del mercato dei carburanti e i ministeri per rispondere all'intensificazione degli attacchi russi contro le stazioni di servizio. Durante l'incontro è stata annunciata la fase di test di un software che avvisa automaticamente le stazioni dell'avvicinamento di droni ostili e ne traccia la direzione di volo, da estendere in seguito ad altre imprese. Sono state inoltre decise strutture protettive aggiuntive per le infrastrutture e misure per stabilizzare l'approvvigionamento di carburante.
Punti chiave
- Il premier di Koretsky ha riunito il 12 settembre operatori del mercato dei carburanti, ministeri dell'Energia, dell'Economia, delle Finanze, delle Infrastrutture, Consiglio di sicurezza e difesa, Servizio statale per le emergenze e ministero dell'Interno.
- È in fase di test un software che avvisa automaticamente le stazioni di servizio dell'avvicinamento di droni russi e ne indica la direzione; dopo la fase pilota il sistema sarà esteso ad altre imprese.
- I ministri hanno ricevuto l'incarico di accelerare l'implementazione del sistema di allerta.
- Alla riunione si è parlato di strutture protettive aggiuntive per le infrastrutture a terra delle stazioni e di allestire rifugi per le persone.
- Il governo prepara misure per stabilizzare l'approvvigionamento di carburante, tra cui trasporti ferroviari e procedure doganali semplificate per le autocisterne, sul modello delle decisioni del 2022.
- La Russia ha colpito stazioni di servizio ucraine con regolarità dalla fine del 2025: oltre 300 impianti distrutti o danneggiati, fino a 20 a settimana nell'estate e nel settembre 2026.
- Il 10 e 11 settembre i droni russi hanno colpito per la prima volta su larga scala stazioni di servizio a Kyiv, provocando morti e feriti; il 12 settembre un nuovo attacco ha colpito una stazione nell'oblast di Rivne.
Perché è importante
La Russia ha preso di mira sistematicamente le stazioni di servizio ucraine dalla fine del 2025, con un'intensificazione netta nell'estate e nel settembre 2026 e oltre 300 impianti distrutti o danneggiati. Il 10 e 11 settembre i droni russi hanno colpito per la prima volta in modo massiccio le stazioni di Kyiv, uccidendo almeno due persone. Il sistema automatico di allerta in fase di test è una risposta diretta a questa nuova ondata di attacchi che ormai raggiunge regioni profonde del Paese — Zhytomyr, Poltava, Chernihiv, Kyiv e Rivne — con droni ad alta velocità. Le misure di stabilizzazione dell'approvvigionamento di carburante, tra cui trasporti ferroviari e procedure doganali semplificate sul modello 2022, arrivano in un contesto di prezzi petroliferi mondiali in risalita per gli eventi in Medio Oriente.
Che cosa è successo
Il 12 settembre il premier ucraino Serhiy Koretsky ha convocato una riunione a Kyiv con gli operatori del mercato dei carburanti e i rappresentanti di ministeri dell'Energia, dell'Economia, delle Finanze, delle Infrastrutture, del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale, del Servizio statale per le emergenze e del ministero dell'Interno. All'ordine del giorno la protezione del personale e degli impianti dopo l'escalation russa contro le stazioni di servizio. È stata annunciata la fase di test di un software che traccia la direzione dei droni e avvisa automaticamente le stazioni dell'avvicinamento di velivoli ostili; dopo il pilotaggio il sistema sarà esteso ad altre imprese e i ministri hanno ricevuto l'incarico di accelerarne l'implementazione. La riunione ha inoltre affrontato l'installazione di strutture protettive aggiuntive per gli elementi a terra delle stazioni e l'allestimento di rifugi, e ha definito un piano per i trasporti ferroviari e per la semplificazione delle procedure doganali per le autocisterne, sul modello delle decisioni del 2022. Koretsky ha segnalato che i prezzi mondiali del petrolio sono in risalita per gli eventi in Medio Oriente e le interruzioni delle catene di approvvigionamento. Secondo Ukrnafta, durante le allerte aeree gialle o rosse le sue stazioni di servizio cessano l'attività e i visitatori devono lasciare immediatamente i locali. Negli stessi giorni sono proseguiti gli attacchi: il 10 settembre un drone russo ha colpito una stazione Ukrnafta nel distretto di Holosiivskyi a Kyiv, provocando un incendio e feriti; l'11 settembre altri droni hanno colpito stazioni Ukrnafta nei distretti di Dnipro e Obolon; il 12 settembre un attacco ha colpito una stazione nell'oblast di Rivne.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le testate ucraine — Forbes Ukraine, LIGA.net, NV e Radio Svoboda — presentano il sistema di allerta automatica e il coordinamento governativo come una risposta protettiva diretta a una campagna russa in escalation contro infrastrutture civili. La copertura è centrata sugli attori interni: premier Koretsky, ministeri, Consiglio di sicurezza e difesa, Servizio statale per le emergenze, sindaco di Kyiv Klitschko e Ukrnafta. L'attenzione cade sulle misure concrete decise il 12 settembre — protezione fisica, allerte automatiche, stabilizzazione logistica — e sulla diffusione geografica degli attacchi, dalle regioni del fronte a Zhytomyr, Poltava, Chernihiv, Kyiv e Rivne, per sottolineare come la minaccia sia ormai arrivata in profondità nel territorio.
Dove le versioni divergono
Le cifre delle vittime degli attacchi a Kyiv del 10–11 settembre variano tra le fonti: un bilancio complessivo riporta tre morti e almeno nove feriti; un altro specifica che due degli otto feriti dell'11 settembre sono successivamente morti, tra cui un soccorritore; un resoconto ancora separato riporta quattro feriti per il solo attacco dell'11 settembre a Holosiivskyi.
Contesto
Il sistema di allerta per i droni, dopo la fase di test sulle stazioni di servizio, dovrà essere esteso ad altre imprese. Ukrnafta ha annunciato che durante le allerte aeree gialle o rosse le sue stazioni cessano l'attività e i visitatori devono lasciare immediatamente i locali. Le autorità ucraine e le organizzazioni internazionali qualificano come crimini di guerra gli attacchi russi contro le infrastrutture civili e ne sottolineano il carattere mirato.