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Sikorski a Kyiv: la Polonia non ostacolerà l'apertura dei cluster negoziali UE per l'Ucraina

Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski, in visita a Kyiv insieme al ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, ha dichiarato che la Polonia non bloccherà l'apertura dei cluster negoziali per l'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea. Sikorski ha messo in guardia dal ritenere che l'apertura dei cluster significhi una loro rapida chiusura e ha sottolineato che la sicurezza di Polonia e Ucraina è inscindibile.

Punti chiave

  • Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha dichiarato che la Polonia non bloccherà l'apertura dei cluster negoziali UE dell'Ucraina.
  • La dichiarazione è stata rilasciata a Kyiv durante una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha.
  • Sikorski ha affermato che, secondo la Commissione europea, l'Ucraina è già pronta per i negoziati di adesione.
  • Il 1° settembre l'Ungheria ha rifiutato di approvare i risultati dello screening per i cluster 2 e 3, chiedendo passi legislativi sulla minoranza nazionale ungherese.
  • Sikorski ha avvertito che l'apertura dei cluster non significa che verranno chiusi rapidamente.
  • Sikorski ha sostenuto che la Russia non potrà dominare Ucraina e Polonia e che la sicurezza dei due paesi è inscindibile.
  • Finora per Kyiv sono stati aperti i cluster "Fundamentals" (15 giugno) ed "External Relations" (14 luglio).

Perché è importante

La dichiarazione di Sikorski è rilevante perché elimina un potenziale veto polacco tra gli Stati membri dell'UE mentre l'Ucraina cerca di aprire nuovi cluster negoziali. Il ministro ha inquadrato l'integrazione europea ucraina come analoga all'esperienza di adesione della Polonia, segnalando sostegno politico al processo. Inoltre, ha legato l'integrazione dell'Ucraina nell'UE alla sicurezza, sostenendo che le minacce russe vicino al confine polacco rendono la sicurezza polacca e ucraina inscindibile. Ha anche sostenuto che il completamento dell'Accordo di associazione e della DCFTA potrebbe consentire all'Ucraina di partecipare al mercato unico UE anche prima dell'adesione formale.

Che cosa è successo

Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski si è recato a Kyiv e, in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, ha annunciato che la Polonia non bloccherà l'apertura dei cluster negoziali nel processo di adesione dell'Ucraina all'UE. Ha sottolineato che i negoziati non saranno facili per l'Ucraina, paragonandoli alla propria esperienza di adesione della Polonia, e ha osservato che, secondo la Commissione europea, l'Ucraina è già pronta per i negoziati. Sikorski ha espresso la speranza che l'Ucraina completi l'attuazione dell'Accordo di associazione, inclusa la Zona di libero scambio globale e approfondita (DCFTA), il che potrebbe permetterle di entrare nel mercato unico UE anche prima dell'adesione formale. Ha inoltre messo in guardia dal ritenere che l'apertura dei cluster ne implichi una rapida chiusura. Sul piano della sicurezza, ha dichiarato che il terrorismo russo è già entrato in Europa e che i bombardamenti a poche centinaia di metri dal confine polacco riguardano la sicurezza dei cittadini polacchi, affermando che la Russia non potrà dominare Ucraina e Polonia. In precedenza, il 1° settembre l'Ungheria aveva rifiutato di approvare i risultati dello screening per i cluster 2 e 3, chiedendo passi legislativi sulla minoranza nazionale ungherese. Finora all'Ucraina sono stati aperti due cluster: "Fundamentals" il 15 giugno ed "External Relations" il 14 luglio, e le autorità ucraine considerano realistico aprirne altri quattro in autunno.

Contesto

Il 15 giugno tutti i 27 Stati membri dell'UE avevano approvato il primo cluster negoziale ("Fundamentals") per l'adesione dell'Ucraina. Il 14 luglio era stato aperto il Cluster 6 ("External Relations") alla Conferenza intergovernativa UE-Ucraina. Il 1° settembre l'Ungheria ha rifiutato di approvare i risultati dello screening per i cluster 2 e 3, chiedendo passi legislativi riguardanti la minoranza nazionale ungherese, e il 3 settembre il primo ministro ungherese Péter Magyar ha dichiarato che l'Ucraina non soddisfa le condizioni per l'adesione all'UE. L'ambasciatore ucraino in Ungheria Fedir Shandor ha affermato che tutti i cluster negoziali potrebbero essere aperti entro la fine dell'anno. In precedenza, esponenti polacchi avevano espresso posizioni contrastanti: il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz aveva detto che Varsavia non avrebbe sostenuto l'adesione senza un cambio di approccio di Kyiv sulle figure di OUN e UPA; il presidente Karol Nawrocki aveva sostenuto che l'adesione avrebbe minacciato l'agricoltura polacca; il primo ministro Donald Tusk aveva assicurato che Varsavia non intende scambiare il proprio sostegno all'adesione ucraina. Un sondaggio Opinia24 di luglio ha rilevato che il 52% dei cittadini polacchi è contrario all'adesione dell'Ucraina all'UE.