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UE: roadmap individuali di adesione per Montenegro, Ucraina, Moldova e Albania

L'UE sta preparando delle «roadmap» individuali che daranno a Montenegro, Ucraina, Moldova e Albania un percorso chiaro e graduale verso l'adesione, con scadenze indicative per la chiusura dei cluster negoziali. L'iniziativa è parallela a una revisione della politica di «pre-allargamento» che sarà presentata il 6 ottobre. Sette altri candidati non riceveranno roadmap in questa fase.

Punti chiave

  • Roadmap individuali in preparazione per Montenegro, Ucraina, Moldova e Albania, riportate da Politico citando due alti funzionari UE.
  • Per la prima volta i candidati riceverebbero garanzie di ammissione legate ai progressi delle riforme e calendari indicativi per chiudere i cluster negoziali.
  • Le roadmap definiranno cosa è atteso da ciascun candidato e fisseranno obblighi per gli attuali Stati membri nel dare il consenso al processo.
  • Kosovo, Macedonia del Nord e Bosnia-Erzegovina non riceveranno roadmap in questa fase; Georgia, Turchia e Serbia sono escluse per timori di arretramento democratico.
  • Von der Leyen ha promesso sostegno mirato ai candidati «che hanno fatto più progressi» nel discorso sullo Stato dell'Unione a inizio settembre.
  • Una revisione della politica di pre-allargamento, guidata dal consigliere di von der Leyen Alexandre Adam, sarà presentata ai funzionari il 6 ottobre e propone una «integrazione graduale» con benefici economici e accesso a progetti comuni.
  • Il tema dell'allargamento è atteso anche al vertice dei leader UE del 15-16 ottobre.

Perché è importante

Per la prima volta i Paesi candidati riceverebbero garanzie esplicite di ammissione legate ai progressi delle riforme, anziché un processo aperto e senza scadenze. Le roadmap introducono calendari indicativi per la chiusura dei cluster negoziali, offrendo una misura concreta dell'avanzamento. Sette altri candidati sono esclusi da questa tornata: troppo indietro nel processo o con candidature bloccate per arretramento democratico. L'iniziativa è esplicitamente presentata dai funzionari UE come risposta alla Russia, per aver agito ostile della Cina e alle tensioni con gli USA, segnalando l'allargamento come strumento strategico.

Che cosa è successo

L'UE sta sviluppando proposte per offrire a Montenegro, Ucraina, Moldova e Albania un percorso chiaro e graduale verso l'adesione, sotto forma di «roadmap» individuali. Lo ha riportato Politico citando due alti funzionari UE che hanno parlato in forma anonima. Le roadmap darebbero per la prima volta ai quattro Paesi la garanzia che, proseguendo con le riforme, verranno ammessi, e fisserebbero scadenze indicative per la conclusione dei cluster negoziali, oltre a obblighi per gli attuali Stati membri, che devono dare il proprio consenso per l'avanzamento del processo. Un portavoce della Commissione europea ha confermato che le roadmap definiranno il cammino per completare i negoziati di adesione e conterranno un elenco chiaro di priorità, calendari e risultati per aiutare i candidati più avanzati a portare a termine le riforme necessarie. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva già promesso, nel discorso sullo Stato dell'Unione all'inizio di settembre, un sostegno mirato ai candidati «che hanno fatto più progressi». Kosovo, Macedonia del Nord e Bosnia-Erzegovina non riceveranno roadmap in questa fase, mentre le candidature di Georgia, Turchia e Serbia restano di fatto bloccate per timori di arretramento sugli standard democratici e giudiziari. In parallelo è in corso una revisione della politica di «pre-allargamento», guidata dal consigliere di von der Leyen Alexandre Adam, che sarà presentata ai funzionari il 6 ottobre e propone un percorso di «integrazione graduale» con incentivi economici e accesso a progetti comuni come ricompensa per i progressi. Von der Leyen e la commissaria per l'Allargamento Marta Kos proporranno inoltre modifiche ai meccanismi interni dell'UE per introdurre salvaguardie che impediscano ai nuovi membri di minare aree politiche chiave o di ritirarsi dagli impegni.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti fornite sono ucraine e concentrate sulle prospettive di adesione dell'Ucraina: i titoli sottolineano come per la prima volta Kyiv riceverà un piano «chiaro e graduale» verso l'adesione, inquadrando la mossa come un traguardo. La copertura dettaglia il blocco dei cluster da parte dell'Ungheria e cita funzionari ucraini e polacchi per ribadire che l'Ucraina resta sulla strada europea nonostante gli ostacoli.

Contesto

L'Ucraina e la Moldova hanno aperto formalmente il primo cluster negoziale «Fundamentals» il 15 giugno; con l'Ucraina è stato aperto anche il sesto cluster sulle relazioni esterne il 14 luglio. L'Ungheria ha bloccato i progressi sull'apertura del secondo e terzo cluster per Ucraina e Moldova nelle riunioni COELA del 17 e 22 luglio, e il gruppo di lavoro era pronto a riprendere i lavori dopo la pausa estiva. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha segnalato un'accelerazione per i candidati più avanzati nel discorso sullo Stato dell'Unione di inizio settembre. Il tema dell'allargamento è previsto anche al vertice dei leader UE del 15-16 ottobre. Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha pubblicamente impegnato Varsavia a non bloccare i cluster negoziali, mentre il primo ministro Serhij Koretskyj ha dichiarato che l'Ucraina non abbandonerà il cammino europeo. Politico aveva già riportato un piano di Bruxelles per una roadmap dell'Albania con fine 2027 come traguardo per chiudere i negoziati di quel Paese.