La Commissione UE vuole limitare l'accesso di Kiev al mercato agricolo anche dopo l'adesione
La Commissione europea ha adottato il 6 ottobre un pacchetto di documenti che propone di limitare in modo sostanziale l'accesso dell'Ucraina al mercato agricolo dell'UE e ai sussidi della Politica agricola comune anche dopo l'adesione, in risposta alle preoccupazioni di Polonia, Francia e Italia. Le restrizioni riguarderebbero in particolare grano e cereali "sensibili". Il ministro ucraino dell'Agricoltura Taras Vysotsky ha respinto l'idea di limiti permanenti, dichiarandosi disposto solo a misure transitorie con data di scadenza definita.
Punti chiave
- Il pacchetto della Commissione è stato adottato il 6 ottobre; le "roadmap" individuali per i quattro candidati più avanzati sono attese per il 28 ottobre.
- Vengono nominati come candidati più avanzati Ucraina, Moldavia, Montenegro e Albania: le loro roadmap non includeranno date fisse di adesione.
- Le restrizioni proposte colpirebbero i prodotti agricoli "sensibili", in particolare grano e altri cereali.
- La Commissione giustifica le limitazioni con la portata, la struttura e l'elevata produttività del settore agricolo ucraino (circa 30 milioni di ettari, un quarto dei terreni agricoli UE).
- Il bilancio della PAC ammonta a circa 55 miliardi di euro l'anno, pari a circa un terzo del bilancio UE.
- Il piano prevede di aiutare l'Ucraina a riconquistare i mercati di esportazione tradizionali in paesi terzi, soprattutto in Africa e Medio Oriente.
- L'Ucraina accetta misure transitorie con data di fine certa, ma rifiuta limitazioni permanenti, considerate incompatibili con la logica dell'adesione completa.
Perché è importante
Le proposte aprirebbero una categoria inedita di restrizioni post-adesione che incidono su un settore chiave dell'economia ucraina. Senza limiti, l'Ucraina diventerebbe il maggiore beneficiario dei pagamenti della PAC a causa dei suoi circa 30 milioni di ettari di terreni agricoli, con il rischio che Polonia, Ungheria e altri paesi passino da beneficiari netti a contributori netti del bilancio UE. Il governo ucraino ha fissato una linea rossa: accetta misure transitorie con data di scadenza, ma rifiuta vincoli permanenti giudicati incompatibili con l'adesione a pieno titolo. Il pacchetto tocca anche l'impianto più ampio dell'allargamento: roadmap su base meritocratica, legame tra fondi UE e riforme, e semplificazione delle procedure dell'articolo 7.
Che cosa è successo
Il 6 ottobre la Commissione europea ha adottato un pacchetto di documenti sulla riforma della politica di allargamento, in vista del prossimo allargamento dell'Unione. Il pacchetto propone di limitare in modo significativo il sostegno finanziario e l'accesso al mercato dell'UE per i prodotti agricoli "sensibili" ucraini, soprattutto grano e cereali, anche in caso di adesione. La motivazione addotta è la portata e l'elevata produttività del settore agricolo ucraino, e l'obiettivo è rassicurare gli attuali Stati membri, in particolare Polonia, Francia e Italia, sulla pressione competitiva di cereali e semi oleosi ucraini. La Commissione preferisce aiutare Kiev a riconquistare i mercati tradizionali in paesi terzi (Africa, Medio Oriente) anziché aprire completamente il mercato UE. Il pacchetto prevede inoltre "roadmap" individuali senza date fisse per i quattro candidati più avanzati (Ucraina, Moldavia, Montenegro, Albania), da presentare il 28 ottobre, il legame tra finanziamenti UE e riforme giudiziarie, anticorruzione e finanziarie, e la semplificazione della procedura di cui all'articolo 7 del Trattato UE per revocare i diritti di voto. Il ministro ucraino Vysotsky ha ribadito il rifiuto di limiti permanenti, accettando solo periodi transitori con data di fine definita.
Contesto
La Politica agricola comune (PAC) è la voce più consistente del bilancio UE, circa 55 miliardi di euro l'anno, pari a un terzo del totale. Dopo la sospensione di dazi e quote sui prodotti ucraini seguita all'invasione russa su larga scala, nel 2023 Polonia, Ungheria e Slovacchia hanno vietato unilateralmente le importazioni di alcuni prodotti agricoli ucraini; oggi il commercio UE-Ucraina è disciplinato da un accordo di libero scambio aggiornato con quote sui beni sensibili. Ucraina e Unione hanno aperto il primo cluster negoziale ("Fundamentals", stato di diritto, istituzioni democratiche, pubblica amministrazione) il 15 giugno 2025; l'apertura di ulteriori cluster è stata bloccata a fine giugno dalla posizione dell'Ungheria in sede COELA. Le restrizioni agricole mirate troverebbero formalizzazione nelle posizioni comuni UE sul Cluster 5 (Risorse, Agricoltura e Coesione). Ucraina e Moldavia hanno aderito dal 1° gennaio 2026 al regime "Roam Like at Home" dell'UE.