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Le Pen al FT: se eletta presidente bloccherà i fondi UE all'Ucraina e taglierà il bilancio europeo

Marine Le Pen ha dichiarato in un'intervista al Financial Times che, se diventerà presidente della Francia, è pronta a ridurre drasticamente il bilancio dell'UE e i poteri di Bruxelles, a non sostenere i finanziamenti europei all'Ucraina e a porre fine agli aiuti bilaterali francesi a Kyiv, salvo un limitato supporto operativo e addestramento. Le Pen guida i sondaggi in vista delle presidenziali francesi del 2027.

Punti chiave

  • Le Pen ha detto al Financial Times che, se andrà al potere, ridurrà drasticamente il bilancio UE e i poteri di Bruxelles.
  • Ha ribadito che Parigi non sosterrà i finanziamenti UE all'Ucraina, soprattutto se la Francia ne resta con il conto.
  • Promette di porre fine agli aiuti bilaterali francesi a Kyiv, mantenendo solo un limitato supporto operativo e addestramento.
  • Intende usare il veto della Francia per affossare il meccanismo di finanziamento per l'Ucraina fino a 100 miliardi di euro previsto nella bozza del bilancio UE settennale, trattenendo metà del contributo francese.
  • Cita prestiti UE all'Ucraina per 90 miliardi di euro, di cui 18 miliardi attribuiti alla Francia.
  • Conferma la sua ferma opposizione all'adesione dell'Ucraina all'UE, definendola un «harakiri» con perdite economiche «assolutamente colossali» per la Francia, e propone una «grande conferenza di pace» per una soluzione diplomatica.
  • Guida i sondaggi in vista delle presidenziali francesi del 2027.

Perché è importante

Le Pen è in testa nei sondaggi per le presidenziali francesi del 2027, quindi le sue posizioni potrebbero plasmare la futura politica francese ed europea verso l'Ucraina. Ha giurato di usare il veto e la leva del bilancio francese per far deragliare il meccanismo di finanziamento dedicato all'Ucraina nel prossimo bilancio pluriennale dell'UE. Prevede inoltre di porre fine agli aiuti bilaterali francesi a Kyiv, mantenendo solo un supporto operativo e addestrativo limitato, il che potrebbe indebolire il sostegno finanziario europeo all'Ucraina proprio mentre sono in fase di negoziazione i meccanismi di supporto a livello UE.

Che cosa è successo

In un'intervista al Financial Times, riportata da Yevropeiska Pravda, Marine Le Pen ha dichiarato che, se verrà eletta presidente della Francia, è pronta a ridurre drasticamente il bilancio dell'UE e i poteri di Bruxelles. Ha ribadito che Parigi non sosterrà i finanziamenti europei all'Ucraina e ha affermato che potrebbe rifiutarli se lasciassero alla Francia il peso del conto. Le Pen ha promesso di porre fine agli aiuti bilaterali francesi a Kyiv, ad eccezione di un limitato supporto operativo e addestramento delle truppe ucraine, sostenendo che la Francia non può più permettersi l'attuale livello di assistenza a causa delle sue difficoltà finanziarie. Ha citato i 90 miliardi di euro di prestiti UE già erogati all'Ucraina, di cui 18 miliardi attribuiti alla Francia, e si è detta determinata a far deragliare qualsiasi accordo sul bilancio settennale UE, che contiene un meccanismo di finanziamento dedicato all'Ucraina fino a 100 miliardi di euro, trattenendo metà del contributo francese. Ha inoltre confermato la sua ferma opposizione all'adesione dell'Ucraina all'UE, definendola equivalente a un «harakiri» con perdite di sovranità e «danni economici assolutamente colossali» per la Francia, in particolare per l'agricoltura. Le Pen ha proposto una «grande conferenza di pace» per raggiungere una «soluzione diplomatica» della guerra russa contro l'Ucraina.

Come la raccontano le fonti ucraine

La copertura ucraina, in particolare di Yevropeiska Pravda, sottolinea l'intenzione dichiarata da Le Pen di bloccare i finanziamenti UE all'Ucraina e di porre fine agli aiuti bilaterali francesi, inquadrando le sue posizioni come una minaccia diretta al sostegno finanziario di Kyiv. I media ucraini evidenziano anche il suo vantaggio nei sondaggi in vista del 2027 e i suoi legami storici con la Russia, compreso un prestito ricevuto dal suo partito da una banca russa, sottolineando il rischio che possa diventare un canale per gli interessi russi a Bruxelles. Le sue posizioni — sostegno a una «soluzione diplomatica» e opposizione all'adesione dell'Ucraina all'UE — vengono presentate come parte di un più ampio schema scettico verso l'Ucraina.

Dove le versioni divergono

Le due fonti ucraine riportano le dichiarazioni di Le Pen sui finanziamenti UE all'Ucraina con sfumature leggermente diverse: una inquadra la sua posizione come un rifiuto del futuro finanziamento europeo, l'altra come un rifiuto del finanziamento europeo in generale.

Contesto

La bozza del bilancio settennale dell'UE contiene un meccanismo di finanziamento dedicato all'Ucraina fino a 100 miliardi di euro. Le Pen ha citato i prestiti UE esistenti all'Ucraina per un totale di 90 miliardi di euro, di cui 18 miliardi attribuiti alla Francia. È la leader informale del Rassemblement National, l'estrema destra francese, e ha una storia documentata di simpatia verso la Russia, incluso un prestito che il suo partito ricevette da una banca russa. In precedenza aveva sostenuto l'assistenza finanziaria e militare francese a Kyiv dopo l'invasione russa su larga scala del 2022 e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Si oppone all'adesione dell'Ucraina all'UE, definendola equivalente a un «harakiri» e avvertendo della perdita di sovranità e dei danni economici per la Francia, in particolare per l'agricoltura. Propone una «grande conferenza di pace» per raggiungere una «soluzione diplomatica» della guerra russa contro l'Ucraina.