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Le Pen e Bardella condannano le «azioni ostili» della Russia e difendono le infrastrutture francesi

Marine Le Pen e Jordan Bardella, leader del Rassemblement National, hanno pubblicato il 19 settembre una dichiarazione congiunta in cui condannano le azioni ostili della Russia verso la Francia, affermano che Mosca non può dettare la politica francese attraverso intimidazioni o destabilizzazioni e si impegnano a sostenere le misure di protezione delle infrastrutture strategiche. Il testo arriva il giorno dopo un briefing all'Eliseo sulle crisi geopolitiche a cui Bardella ha partecipato e alla vigilia delle elezioni presidenziali francesi del 2027.

Punti chiave

  • Il 19 settembre Marine Le Pen e Jordan Bardella hanno pubblicato una dichiarazione congiunta che condanna le azioni ostili della Russia verso la Francia.
  • I due leader affermano che la Russia non può «direttamente o indirettamente dettare la politica della Francia» attraverso intimidazioni, minacce, destabilizzazione o pressione psicologica.
  • Le Pen e Bardella dichiarano che nessuna provocazione o operazione di destabilizzazione potrà costringere la Francia ad aiutare la Russia a raggiungere i suoi obiettivi militari in Ucraina.
  • Condannano la decisione di Mosca di porre sotto controllo statale gli attivi russi di aziende europee ancora operative in Russia, citando Nestlé e Auchan, definendola un «atto ostile».
  • Esprimono sostegno a tutte le misure necessarie per rafforzare la sicurezza delle infrastrutture strategiche francesi, incluse quelle contro gli attacchi ibridi russi.
  • La dichiarazione è stata diffusa il giorno dopo una riunione all'Eliseo, a cui Bardella ha partecipato, dedicata alle crisi geopolitiche che interessano la Francia.
  • Le Pen e Bardella affermano che il dibattito democratico francese sul livello e le condizioni del sostegno finanziario all'Ucraina è legittimo, mentre la pressione straniera non lo è.

Perché è importante

La dichiarazione segna una presa di posizione pubblica insolitamente ferma contro Mosca da parte di un partito spesso criticato per le sue posizioni ritenute concilianti verso la Russia. Arriva nel momento in cui l'Europa è in allarme per le operazioni ibride russe, dopo che un decreto del Cremlino del 17 settembre ha di fatto confiscato gli attivi russi di aziende europee come Auchan, Leroy Merlin e Nestlé, e alla vigilia delle presidenziali francesi del 2027, in cui Le Pen è in testa nei sondaggi e Bardella è accreditato come possibile primo ministro. Il testo abbina la retorica anti-russa a una condizionalità sul sostegno all'Ucraina, rivendicando come legittimo il dibattito interno sul livello e sulle condizioni dell'aiuto a Kiev.

Che cosa è successo

Il 19 settembre Marine Le Pen e Jordan Bardella, leader del Rassemblement National, hanno pubblicato una dichiarazione congiunta in cui condannano le «azioni ostili» della Russia verso la Francia. I due affermano che Mosca non può dettare la politica francese «direttamente o indirettamente» attraverso intimidazioni, minacce, destabilizzazione o pressione psicologica, e dichiarano che nessuna provocazione o operazione occulta potrà costringere la Francia ad aiutare la Russia a raggiungere i suoi obiettivi militari in Ucraina. Le Pen e Bardella condannano in particolare la decisione russa di porre sotto controllo statale gli attivi di aziende europee ancora attive in Russia, citando Nestlé e Auchan, e definiscono l'atto un gesto ostile che lede gli interessi e i diritti delle imprese europee. Esprimono inoltre sostegno a tutte le misure necessarie per proteggere le infrastrutture strategiche francesi, anche dagli attacchi ibridi russi, e affermano che la Francia non può lasciare impunite azioni ostili commesse sul suo territorio contro le sue infrastrutture, i suoi interessi strategici o i suoi cittadini. Il testo è stato diffuso il giorno dopo un incontro all'Eliseo, a cui Bardella ha partecipato, dedicato alle crisi geopolitiche che riguardano la Francia. Le Pen e Bardella precisano infine che un dibattito democratico in Francia sul livello e sulle condizioni del sostegno finanziario all'Ucraina è legittimo, mentre la pressione straniera non lo è.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine disponibili, tutte in lingua ucraina, presentano la dichiarazione come una «netta critica alla Russia» e ne sottolineano il legame con l'Ucraina: da un lato l'impegno a non lasciarsi forzare ad aiutare Mosca a raggiungere i suoi obiettivi militari, dall'altro l'insistenza sulla legittimità di un dibattito interno francese sul livello e sulle condizioni dell'aiuto a Kiev. I media ucraini ricordano inoltre come contesto storico il prestito di 9,4 milioni di euro ricevuto nel 2014 dal Rassemblement National da una banca moscovita (restituito nel 2023) e la visita di Le Pen a Mosca nel 2017 con incontro con Putin, elementi che spiegano perché la presa di posizione sia trattata come notevole. Viene anche segnalata l'incongruenza tra questa condanna e le recenti dichiarazioni di Le Pen sulla sostenibilità del sostegno finanziario francese all'Ucraina.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sullo status giudiziario di Marine Le Pen in relazione alle presidenziali del 2027. Alcune fonti riportano che il 31 marzo 2025 un tribunale francese l'ha condannata a quattro anni di carcere e a cinque anni di ineleggibilità, escludendola di fatto dalla corsa all'Eliseo. Un'altra fonte citata segnala invece che, in luglio, una corte d'appello ha confermato la condanna ma le ha consentito di candidarsi alle elezioni.

Contesto

Il 18 settembre il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato di aver incaricato il governo di preparare un piano per proteggere le infrastrutture critiche dagli attacchi ibridi russi. Il 16 settembre Le Pen aveva dichiarato che la Francia non può più mantenere il precedente livello di sostegno finanziario all'Ucraina, pur affermando che ciò non è «ostile verso Kiev» e che Parigi può continuare ad addestrare e rifornire i soldati ucraini. Bardella aveva in precedenza proposto che la Francia ottenesse ritorni economici per il suo aiuto militare e finanziario a Kiev, citando l'alto debito pubblico e il deficit di bilancio francesi e indicando come modello l'accordo «minerario» degli Stati Uniti con l'Ucraina. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha dichiarato che i servizi di intelligence indicano «piani di colpi ibridi» russi contro i paesi che sostengono l'Ucraina, e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che l'UE intende presentare una nuova strategia di sicurezza pensata per integrare l'articolo 4 del Trattato NATO. Secondo l'Ukraine Support Tracker del Kiel Institute, dalla data di inizio dell'invasione su larga scala la Francia ha fornito all'Ucraina 26,2 miliardi di euro di aiuti, di cui 7,9 miliardi come sostegno bilaterale diretto e 18,3 miliardi come contributo francese al livello UE.