Evento: 25 settembre · Pubblicato:

L'Ue sblocca 6,6 miliardi di euro del Fondo europeo per la pace per l'Ucraina

I paesi dell'Unione europea hanno raggiunto un accordo politico sulle condizioni per liberare 6,6 miliardi di euro del Fondo europeo per la pace (EPF) a sostegno dell'Ucraina, ponendo fine a un blocco durato oltre due anni imposto dal veto dell'Ungheria. Lo ha annunciato il 25 settembre l'Alta rappresentante Ue per gli affari esteri Kaja Kallas. Dei fondi, 900 milioni andranno alla missione militare EUMAM, 1 miliardo al procurement congiunto di nuove attrezzature militari e 4,7 miliardi rimborseranno gli Stati membri per gli aiuti già forniti. La decisione formale spetta ora ai ministri della Difesa riuniti lunedì nel Consiglio Ue.

Punti chiave

  • Accordo politico Ue per sbloccare 6,6 miliardi di euro del Fondo europeo per la pace a favore dell'Ucraina
  • 900 milioni destinati alla missione EUMAM Ucraina
  • 1 miliardo per il procurement congiunto di nuove attrezzature militari
  • 4,7 miliardi per rimborsare gli Stati membri degli aiuti militari già forniti all'Ucraina
  • Fondi EPF bloccati dal veto ungherese dalla primavera 2023, revocato dal nuovo premier Péter Magyar
  • La decisione formale finale spetta ai ministri della Difesa Ue nella riunione del Consiglio di lunedì

Perché è importante

L'intesa sblocca una tranche consistente di finanziamenti militari per Kiev dopo più di due anni di stallo, rispondendo a un'esigenza immediata: il ministero della Difesa ucraino affronta un deficit di bilancio stimato in 27 miliardi di dollari che minaccia le forniture di droni. Sul piano politico, l'accordo archivia una delle principali fonti di dissidio interno all'Ue legate al cambio di governo in Ungheria e segnala la determinazione dei Ventisette a mantenere, anzi ampliare, il sostegno militare a Kiev nonostante le pressioni ibride di Mosca.

Che cosa è successo

Il 25 settembre i paesi dell'Unione europea hanno raggiunto un'intesa politica sulle condizioni di utilizzo dei 6,6 miliardi di euro del Fondo europeo per la pace destinati all'Ucraina. Ad annunciarlo, tramite il proprio account X, l'Alta rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas, che ha parlato di una decisione che «non fa che confermare che l'Europa continuerà a sostenere l'Ucraina nonostante gli attacchi ibridi russi». L'intesa prevede tre linee di spesa: 900 milioni per la missione di assistenza militare EUMAM Ucraina, 1 miliardo per il procurement congiunto di nuove attrezzature militari e 4,7 miliardi a titolo di rimborso degli Stati membri per il costo degli aiuti militari già forniti all'Ucraina. La decisione resta per ora un accordo politico: i ministri della Difesa Ue sono attesi lunedì 28 settembre per adottare formalmente gli atti giuridici necessari a definire il meccanismo di erogazione. Restano da chiarire la ripartizione tra i paesi membri dei 4,7 miliardi compensativi e la quota che verrà dirottata direttamente su Kiev; diversi governi, tra cui Svezia e Germania, hanno già annunciato l'intenzione di reinvestire le proprie compensazioni in ulteriore assistenza all'Ucraina.

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini presentano l'intesa come una svolta nel sostegno militare europeo, sottolineando in particolare il cambio di governo a Budapest e il ruolo del nuovo premier Péter Magyar nello sblocco del veto. Il racconto è strettamente collegato alle esigenze di finanziamento della difesa ucraina, dal deficit di 27 miliardi di dollari del ministero della Difesa alla necessità di garantire la fornitura di droni. La cornice fornita da Kallas — «cattiva notizia per la Russia» — è ripresa pressoché uniformemente dai titoli e dai titoli ucraini.

Come la raccontano le fonti internazionali

L'unica fonte non ucraina del dossier, un quotidiano in lingua inglese con sede a Hong Kong, riferisce la medesima decisione di fondo ma la titola con una cifra in dollari Usa (7,5 miliardi) anziché in euro, discostandosi da tutte le altre fonti che parlano di 6,6 miliardi di euro del Fondo europeo per la pace.

Dove le versioni divergono

Una sola testata, il South China Morning Post, titola l'importo in dollari (7,5 miliardi) mentre tutte le altre fonti concordano sui 6,6 miliardi di euro del Fondo europeo per la pace. Sul merito della ripartizione, la Germania aveva proposto di trasferire l'intera somma direttamente all'Ucraina; in giugno la Polonia si era opposta, chiedendo il pieno rimborso dei circa 450 milioni di euro di aiuti già erogati tramite il fondo. La sintesi raggiunta riflette un compromesso tra queste posizioni.

Contesto

Il Fondo europeo per la pace (EPF) è uno strumento extra-bilancio dell'Ue del valore di 17 miliardi di euro, creato nel marzo 2021 per finanziare l'assistenza militare e di difesa ai paesi partner. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina del febbraio 2022, è stato usato per la prima volta per finanziare la fornitura di armi letali a un paese terzo sotto attacco. I pagamenti richiedono l'approvazione unanime dei Ventisette. I fondi per l'Ucraina erano bloccati dalla primavera 2023 dal veto ungherese sotto il premier Viktor Orbán, revocate dal suo successore Péter Magyar, che aveva fatto della revoca una promessa elettorale. Il 18 settembre la Commissione europea aveva già stanziato 3,3 miliardi di euro per l'acquisto di droni e missili. L'Ucraina segnala un deficit di bilancio del ministero della Difesa di 27 miliardi di dollari che potrebbe compromettere le forniture di droni; Commissione europea e Fondo monetario internazionale sono in trattativa con Kiev per una possibile soluzione.