UE: due nuovi cluster negoziali per Ucraina e Moldavia possibili la prossima settimana, condizionati alla legge sulle minoranze
La commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos ha dichiarato il 5 ottobre a Bruxelles che l'UE potrebbe aprire la prossima settimana, in una conferenza intergovernativa a Lussemburgo, i cluster 2 "Mercato interno" e 3 "Competitività e crescita inclusiva" per Ucraina e Moldavia. L'apertura è subordinata all'adozione da parte della Verkhovna Rada di una legge sui diritti educativi delle minoranze nazionali, condizione posta dall'Ungheria.
Punti chiave
- La commissaria UE Marta Kos ha annunciato il 5 ottobre a Bruxelles la possibile apertura dei cluster 2 e 3 per Ucraina e Moldavia la settimana successiva.
- L'apertura è prevista durante una conferenza intergovernativa a Lussemburgo, in via provvisoria il 13 ottobre.
- La condizione è l'adozione da parte della Verkhovna Rada, attesa il 12 ottobre, di un disegno di legge sull'istruzione nelle lingue delle minoranze nazionali.
- Il primo ministro ungherese Péter Magyar ha ordinato ai diplomatici di non bloccare l'invio delle lettere a Ucraina e Moldavia, secondo il Financial Times.
- Dopo l'apertura di questi due cluster ne resteranno due ancora da aprire: agenda verde e agricoltura/coesione.
- La Commissione europea spera di concludere l'apertura di tutti i cluster per Ucraina e Moldavia entro la fine dell'anno.
- La relazione annuale di allargamento della Commissione, con la valutazione delle riforme ucraine, è prevista per il 28 ottobre.
Perché è importante
L'apertura di due nuovi cluster rappresenterebbe il primo progresso nei colloqui di adesione dell'Ucraina dallo scorso luglio, ponendo fine a un blocco ungherese durato mesi. Si tratterebbe di traguardi concreti e verificabili nel processo di adesione, che lascerebbero aperti solo due dei sei cluster per l'Ucraina. Il pacchetto è legato a una legge sull'istruzione delle minoranze nazionali, a conferma di come le questioni bilaterali sulle minoranze continuino a modellare l'integrazione europea di Kiev. La relazione annuale di allargamento della Commissione, prevista per il 28 ottobre, valuterà i progressi delle riforme ucraine e delineerà il percorso di integrazione.
Che cosa è successo
Il 5 ottobre, al termine della riunione del Consiglio di associazione Moldova-UE a Bruxelles, la commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos ha annunciato che la prossima settimana l'UE potrebbe aprire, in una conferenza intergovernativa a Lussemburgo, due nuovi cluster negoziali per Ucraina e Moldavia: il cluster 2 "Mercato interno" e il cluster 3 "Competitività e crescita inclusiva". L'apertura resta condizionata all'adozione, da parte della Verkhovna Rada, di un disegno di legno sull'istruzione nelle lingue delle minoranze nazionali, registrato il 1° o il 2 ottobre e la cui votazione è prevista il 12 ottobre. Secondo il Financial Times, che cita due funzionari europei, il primo ministro ungherese Péter Magyar ha dato istruzioni ai diplomatici di non bloccare l'invio delle lettere procedurali a Ucraina e Moldavia; il pieno sostegno politico di Budapest dipende comunque dall'esito del voto in parlamento. Se i due cluster saranno aperti, ne resteranno solo due da aprire — agenda verde/ambiente e agricoltura/coesione — e la Commissione europea spera di chiudere l'apertura di tutti i cluster per Ucraina e Moldavia entro la fine del 2026. Kos ha ricordato che tutti i 33 capitoli negoziali, raggruppati in sei cluster, richiedono l'approvazione unanime dei 27 Stati membri per essere "chiusi", e ha annunciato che la valutazione dettagliata delle riforme ucraine sarà pubblicata nella relazione annuale di allargamento del 28 ottobre. Il 7 ottobre gli ambasciatori dei paesi UE hanno approvato l'invio a Ucraina e Moldavia delle lettere che segnalano la preparazione all'apertura dei cluster 2 e 3.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine collocano al centro della narrazione il passaggio legislativo interno del 12 ottobre, inquadrando il voto della Verkhovna Rada sul disegno di legno sull'istruzione delle minoranze come presupposto immediato per lo sblocco dei cluster. I titoli mettono in primo piano la Rada ucraina, con la dichiarazione di Ruslan Stefanchuk sulla sessione del 12 ottobre e sui due progetti di legno sull'integrazione, e il ruolo del governo e del vice primo ministro nel dichiarare soddisfatte le condizioni. Il racconto cita ripetutamente funzionari ucraini — il ministro degli Esteri Andrij Sybiha e il vice primo ministro Vsevolod Chentcov — che esprimono la speranza che il voto ponga fine al blocco ungherese, presentando l'Ucraina come parte che ha già fatto la propria.
Come la raccontano le fonti internazionali
La cornice internazionale è guidata da Bruxelles: la conferenza stampa di Marta Kos del 5 ottobre dopo il Consiglio di associazione Moldova-UE fissa il calendario condizionato per la conferenza intergovernativa a Lussemburgo. Il Financial Times, citato trasversalmente dalle fonti, alimenta la narrazione secondo cui il primo ministro ungherese Péter Magyar ha dato istruzioni ai diplomatici di non bloccare il passaggio procedurale dell'invio delle lettere a Ucraina e Moldavia, presentando l'Ungheria come fattore decisivo. Il quadro internazionale collega l'apertura dei cluster a processi UE più ampi: la relazione di allargamento della Commissione del 28 ottobre, il proposto modello di "integrazione graduale" con road map prioritarie per quattro paesi candidati — Ucraina, Moldavia, Albania e Montenegro — e il vertice dei leader UE di Bruxelles previsto per fine ottobre.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono su due punti. Alcune indicano il 1° ottobre come data di registrazione del disegno di legno sull'istruzione delle minoranze nazionali presso la Verkhovna Rada, altre il 2 ottobre. Inoltre, diverse testate attribuiscono la richiesta al governo di Ucraina guidato da un primo ministro indicato con varianti del nome "Serhij Koretsky" — nome che non trova riscontro altrove nei fasi forniti e che confligge con quanto riportato da altre fonti sull'incaricato.
Contesto
Ucraina e Moldavia hanno aperto il primo cluster "Fundamentals" il 15 giugno a Lussemburgo; l'Ucraina ha aperto il sesto cluster "Relazioni esterne" il 14 luglio. Da allora l'Ungheria ha ripetutamente rifiutato di approvare i risultati dello screening dei cluster 2 e 3 (il 22 luglio, il 1° settembre, l'8 settembre). In giugno Budapest aveva revocato un veto di 17 mesi sull'adesione dell'Ucraina all'UE dopo il cambio di governo, ma settimane dopo aveva minacciato di fermare i progressi se Kiev non avesse dato attuazione a un accordo sui diritti degli ungheresi nella Transcarpazia. Tutti i 33 capitoli negoziali sono raggruppati in sei cluster e richiedono l'approvazione unanime dei 27 Stati membri per essere "chiusi"; due capitoli aggiuntivi vengono trattati nella fase finale dell'adesione. La Commissione europea ha proposto un modello di "integrazione graduale" che offrirebbe ai paesi candidati — con road map prioritarie per Ucraina, Moldavia, Albania e Montenegro — accesso al mercato unico e ai programmi UE prima dell'adesione formale.