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La vicepremier ucraina Chentsov: “Voltata pagina con l’Ungheria, caduto il veto sull’adesione alla UE”

Il vicepremier ucraino per l'integrazione europea Vsevolod Chentsov, in un'intervista a Yevropeiska Pravda a Bruxelles, ha dichiarato che Ucraina e Ungheria hanno "voltato pagina" dopo la caduta del veto di Budapest sul percorso di adesione. Chentsov ha commentato l'incontro tra il presidente Volodymyr Zelensky e il premier ungherese Peter Magyar al vertice UE del 16 ottobre, un successivo incontro con la ministra Anita Orbán, e ha presentato una roadmap sui diritti delle minoranze che prevede emendamenti alla legge sull'istruzione nel 2026.

Punti chiave

  • Vsevolod Chentsov è diventato vicepremier per l'integrazione europea a luglio, circa tre mesi prima dell'intervista
  • La scorsa settimana il veto ungherese sul percorso di adesione dell'Ucraina alla UE è definitivamente caduto
  • Il 16 ottobre si è svolto un incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il premier ungherese Peter Magyar a margine di un vertice UE a Bruxelles
  • Dopo l'incontro Zelensky–Magyar, Chentsov e Andriy Sybiha hanno avuto una riunione separata con Anita Orbán
  • L'Ucraina ha una roadmap sui diritti delle minoranze che riguarda anche le comunità romena e altre, non solo quella ungherese
  • La roadmap prevede l'adozione nel 2026 di emendamenti alla legge "sull'istruzione", coordinati con la Commissione europea e l'Alto commissario OSCE per le minoranze nazionali
  • Chentsov ha espresso la speranza che vengano aperti i prossimi due cluster (4 e 5) dei negoziati di adesione

Perché è importante

La caduta del veto ungherese rimuove un ostacolo diplomatico rilevante sul cammino di adesione dell'Ucraina alla UE. L'incontro diretto Zelensky–Magyar e i successivi contatti a livello ministeriale segnalano un reset delle relazioni bilaterali. La presentazione di una roadmap sulle minoranze, estesa oltre il caso ungherese a quelle romena e altre, e il calendario 2026 per gli emendamenti alla legge sull'istruzione mostrano un tentativo ucraino di rispondere alle preoccupazioni europee in modo strutturato.

Che cosa è successo

All'indomani del vertice UE a Bruxelles del 16 ottobre, che ha visto un incontro bilaterale tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro ungherese Péter Magyar, il vicepremier ucraino per l'integrazione europea Vsevolod Chentsov ha rilasciato a Bruxelles la sua prima intervista a Yevropeiska Pravda. Chentsov ha definito l'appuntamento "molto positivo e cordiale" e ha sostenuto che Ucraina e Ungheria hanno "voltato pagina", dopo che la settimana precedente il veto di Budapest sul percorso di adesione ucraino alla UE era caduto in via definitiva. Dopo il faccia a faccia Zelensky–Magyar, lo stesso Chentsov e il ministro Andriy Sybiha hanno avuto un incontro separato con la ministra ungherese Anita Orbán. Chentsov ha spiegato che l'obiettivo è reimpostare le relazioni bilaterali e riprendere i lavori della commissione intergovernativa, finora troppo incentrata sul dossier delle minoranze. Kiev ha presentato una roadmap sui diritti delle minoranze nazionali che, ha sottolineato Chentsov, non riguarda solo la comunità ungherese ma anche quelle romena e altre, e prevede per il 2026 l'adozione di emendamenti alla legge "sull'istruzione", già coordinati con la Commissione europea e con l'Alto commissario OSCE per le minoranze nazionali. Il vicepremier ha detto di non vedere problemi che possano portare l'Ungheria a bloccare l'apertura dei cluster 4 e 5 e ha citato il caso del Montenegro, vicino all'adesione nonostante le richieste specifiche della Croazia, per mostrare che percorsi negoziali complessi possono andare avanti.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine, in particolare Yevropeiska Pravda, incorniciano la notizia come un successo diplomatico guidato da Kiev: la caduta del veto ungherese, l'incontro presidenziale Zelensky–Magyar e il successivo vertice ministeriale sono presentati come tappe di un reset voluto dall'Ucraina. L'enfasi è posta sul fatto che la roadmap sui diritti delle minoranze e la legge sull'istruzione vanno oltre il caso ungherese per rispondere anche alle osservazioni di Romania e Bulgaria, segnalando che l'Ucraina ha già affrontato le preoccupazioni della UE. La narrazione del progresso riforme si chiude con l'auspicio di aprire i prossimi due cluster negoziali.

Contesto

Chentsov è stato nominato vicepremier per l'integrazione europea a luglio, circa tre mesi prima dell'intervista. Sulle questioni legate alle minoranze nazionali nel processo di adesione si sono espressi anche Romania e Bulgaria, oltre all'Ungheria. Gli emendamenti alla legge sull'istruzione previsti per il 2026 sono coordinati con la Commissione europea e con l'Alto commissario OSCE per le minoranze nazionali.