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UE: tutti gli stati membri aprono i cluster 2 e 3 dei negoziati di adesione per l'Ucraina e la Moldavia

Tutti i 27 Stati membri dell'UE hanno concordato di aprire il secondo e il terzo cluster negoziale per l'Ucraina e la Moldavia nel processo di adesione all'Unione europea. L'apertura formale è prevista per il 13 ottobre nell'ambito di una conferenza intergovernativa. Nella stessa giornata sono stati chiusi tre capitoli per il Montenegro (17, 18 e 19) e uno per l'Albania (20).

Punti chiave

  • Tutti gli Stati membri dell'UE hanno concordato di aprire i cluster 2 e 3 dei negoziati di adesione per l'Ucraina.
  • Gli stessi cluster sono stati aperti anche per la Moldavia.
  • Cluster 2 riguarda il mercato interno (libera circolazione di merci, lavoratori, servizi e capitali).
  • Cluster 3 riguarda competitività e crescita inclusiva (trasformazione digitale, politica economica, istruzione e scienza).
  • La decisione è stata annunciata da Thomas Byrne, ministro irlandese per gli Affari europei e la Difesa, durante una giornata definita «Super Tuesday».
  • L'apertura formale è attesa il 13 ottobre in una conferenza intergovernativa; per l'Ucraina erano già aperti i cluster «Fundamentals» ed «External Relations».
  • Sullo stesso pacchetto l'UE ha chiuso i capitoli 17, 18 e 19 per il Montenegro e il capitolo 20 per l'Albania.

Perché è importante

La decisione fa avanzare l'Ucraina nel percorso di adesione all'Unione europea, sbloccando due cluster negoziali su mercato interno e competitività/crescita inclusiva dopo mesi di stallo legato al veto ungherese. È il frutto di un compromesso politico: in cambio Budapest ha ottenuto l'adozione ucraina di una legge sulla tutela dei diritti educativi delle minoranze. Il pacchetto, che include anche Moldavia, Montenegro e Albania, segnala la volontà dell'UE di mantenere slancio politico sul tema dell'allargamento.

Che cosa è successo

Tutti gli Stati membri dell'UE hanno concordato di aprire il secondo e il terzo cluster negoziale per l'Ucraina e la Moldavia nel loro processo di adesione. La decisione è stata annunciata sui social media da Thomas Byrne, ministro irlandese per gli Affari europei e la Difesa, il cui paese detiene la presidenza del Consiglio dell'UE. Byrne ha definito la giornata un «Super Tuesday» per Albania, Moldavia e Ucraina, dopo un «Montenegrin Monday» che il giorno prima aveva registrato progressi per il Montenegro.

Il cluster 2, «Mercato interno», copre la libera circolazione di merci, lavoratori, servizi e capitali. Il cluster 3, «Competitività e crescita inclusiva», copre trasformazione digitale, politica economica, fiscalità, istruzione e scienza. Per l'Ucraina si tratta del terzo e quarto cluster aperti, dopo «Fundamentals» ed «External Relations».

Nello stesso pacchetto i Ventisette hanno chiuso tre capitoli negoziali per il Montenegro (17, 18 e 19) e il capitolo 20 per l'Albania. L'apertura formale dei cluster per Ucraina e Moldavia è attesa in una conferenza intergovernativa il 13 ottobre, in Lussemburgo, dopo che il 12 ottobre la Verkhovna Rada ha adottato il disegno di legge n. 16119 sui diritti educativi dei popoli indigeni e delle minoranze nazionali — una delle condizioni poste dall'Ungheria per sbloccare il processo — e il presidente Zelensky lo ha firmato, estendendo le opportunità di istruzione nelle lingue delle minoranze che sono lingue ufficiali dell'UE.

Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha accolto con favore la decisione, ribadendo che l'allargamento resta una priorità geopolitica dell'Unione.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine inquadrano l'apertura dei cluster come un passo positivo e largamente atteso del cammino europeo di Kiev, sottolineando l'unanimità dei Ventisette e il ruolo dell'Irlanda, che detiene la presidenza del Consiglio. Diversi media ricordano che già due cluster erano stati aperti per l'Ucraina e citano il ministro degli Esteri Andriy Sybiha in attesa della decisione formale del 13 ottobre. Le testate evidenziano anche il contesto domestico: l'adozione del disegno di legge n. 16119 e la firma del presidente Zelensky come premessa che ha reso possibile la svolta, dopo il precedente veto di Budapest.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine non divergono sul merito della decisione, sul contenuto dei cluster o sui Paesi coinvolti. L'unica divergenza riguarda la datazione dell'accordo: alcune fonti lo datano lunedì 12 ottobre, quando Byrne ha pubblicato il suo annuncio, mentre altre lo collocano martedì 13 ottobre, giorno previsto per la conferenza intergovernativa in cui i cluster saranno aperti formalmente.

Contesto

L'Ucraina ha presentato la domanda di adesione all'UE il 28 febbraio 2022 e ha ottenuto lo status di candidato al summit di Bruxelles del 23 giugno 2022. I negoziati sono stati formalmente autorizzati alla fine del 2023 e avviati nel 2024. Il processo di adesione è organizzato in capitoli raggruppati in sei cluster tematici. L'apertura di nuovi cluster era stata a lungo bloccata dall'ex premier ungherese Viktor Orbán; dopo un cambio di governo a Budapest, l'Ungheria ha revocato il veto in giugno (2026), salvo poi minacciare di nuovo un blocco se Kiev non avesse rispettato l'accordo sui diritti degli ungheresi della Transcarpazia. Il 12 ottobre 2026 la Verkhovna Rada ha adottato il disegno di legge n. 16119 sui diritti educativi delle minoranze e il presidente Zelensky lo ha firmato, aprendo la strada all'apertura dei cluster 2 e 3.