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L'Ungheria sblocca i cluster 2 e 3 dei negoziati di adesione dell'Ucraina all'UE

Il 7 ottobre l'Ungheria ha tolto il blocco che impediva all'Ucraina di procedere con l'apertura dei cluster 2 ("Internal Market") e 3 ("Competitiveness and Inclusive Growth") nei negoziati di adesione all'UE. Il gruppo di lavoro COELA del Consiglio UE ha approvato i risultati dello screening e i rappresentanti permanenti a Coreper hanno dato via libera all'invio delle lettere a Ucraina e Moldavia per la presentazione delle posizioni negoziali. Il passo apre la strada a una possibile Conferenza intergovernativa il 13 ottobre per l'apertura formale dei due cluster.

Punti chiave

  • Il 7 ottobre l'Ungheria ha acconsentito a far avanzare i negoziati di adesione dell'Ucraina sui cluster 2 "Internal Market" e 3 "Competitiveness and Inclusive Growth".
  • Il gruppo COELA del Consiglio UE ha approvato i risultati dello screening per i cluster 2 e 3 per l'Ucraina; Coreper ha approvato l'invio delle lettere a Ucraina e Moldavia per la presentazione delle posizioni negoziali.
  • Il 1° ottobre è stato registrato alla Verkhovna Rada il disegno di legge n. 16119 sui diritti educativi delle comunità originarie e delle minoranze nazionali; il 6 ottobre la commissione parlamentare competente ne ha raccomandato l'adozione.
  • Gli Stati membri dell'UE dovrebbero concordare la posizione negoziale comune per l'apertura dei due cluster lunedì 12 ottobre, dopo l'adozione della legge da parte della Verkhovna Rada.
  • Il 13 ottobre potrebbe tenersi una Conferenza intergovernativa UE-Ucraina per l'apertura formale dei cluster 2 e 3, data peraltro descritta come provvisoria.
  • L'Ucraina ha già aperto due dei sei cluster negoziali: il cluster 1 "Fundamentals" il 15 giugno e il cluster 6 "External Relations" il 14 luglio.
  • Il 6 ottobre la Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte di revisione delle politiche pre-allargamento per consentire l'adesione di nuovi membri, Ucraina inclusa.

Perché è importante

Lo sblocco ungherese chiude un veto durato mesi che aveva fermato l'avanzamento dell'Ucraina nel processo di adesione e riavvicina Kiev a Budapest. Il movimento prepara una possibile Conferenza intergovernativa il 13 ottobre, prossima tappa concreta del percorso di adesione, e si inserisce nello slancio più ampio dell'UE sull'allargamento, con il pacchetto di riforme pre-allargamento adottato dalla Commissione il 6 ottobre. Lo sblocco è legato anche al disegno di legge ucraino sui diritti delle minoranze nazionali, presentato come elemento chiave del cambio di posizione di Budapest.

Che cosa è successo

Il 7 ottobre il gruppo di lavoro del Consiglio UE sull'allargamento (COELA) ha approvato i risultati dello screening per i cluster 2 ("Internal Market") e 3 ("Competitiveness and Inclusive Growth") relativi all'Ucraina; nello stesso giorno i rappresentanti permanenti a Coreper hanno dato il via libera all'invio delle lettere ai governi di Ucraina e Moldavia per la presentazione delle rispettive posizioni negoziali sui due cluster. Il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha annunciato che l'Ungheria ha dato il "via libera" a livello Coreper, ringraziando la sua controparte Anita Orbán. La seduta COELA, iniziata alle 11:00 ora di Kiev, vedeva i punti su Ucraina e Moldavia come terzo e quarto all'ordine del giorno, dopo Albania e Montenegro. Si attende che gli Stati membri concordino la posizione negoziale dell'UE il 12 ottobre e che il 13 ottobre possa tenersi una Conferenza intergovernativa per l'apertura formale dei cluster 2 e 3. Lo sblocco ungherese era preparato dal disegno di legge n. 16119 sui diritti educativi delle minoranze nazionali, registrato alla Verkhovna Rada il 1° ottobre e raccomandato dalla commissione parlamentare competente il 6 ottobre. L'Ucraina ha già aperto in precedenza i cluster 1 "Fundamentals" (15 giugno, Lussemburgo) e 6 "External Relations" (14 luglio).

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sulla data prevista della Conferenza intergovernativa in cui i cluster 2 e 3 verrebbero formalmente aperti: alcuni rapporti e un testo riportano il 13 settembre, mentre la maggior parte delle fonti indica il 13 ottobre, descritto peraltro come provvisorio e non ancora confermato. Vi sono poi divergenze sull'ortografia del nome del vicepremier ucraino (prevalentemente "Chentsov", ma anche "Cozlov" e "Chenov") e sul nome del ministro degli Esteri ungherese (per lo più "Anita/Anikó Orbán", ma in un titolo di un articolo compare "Aniko").

Contesto

I capitoli negoziali di adesione dell'Ucraina all'UE sono raggruppati in sei cluster tematici, dei quali l'Ucraina ne ha finora aperti due: il cluster 1 "Fundamentals" il 15 giugno in Lussemburgo e il cluster 6 "External Relations" il 14 luglio. L'Ungheria bloccava l'approvazione dei risultati dello screening per i cluster 2 e 3 dal 17 luglio, con ripetuti rifiuti il 22 luglio, l'1 settembre e l'8 settembre, collegando la questione alle richieste sui diritti della minoranza ungherese, in particolare in Transcarpatia. L'Ungheria ha inquadrato i colloqui come "valutazione basata sul merito", pretendendo che l'Ucraina dimostrasse prima l'adempimento dei requisiti del primo cluster. Il 1° ottobre è stato registrato alla Verkhovna Rada il disegno di legge n. 16119 sui diritti educativi delle comunità originarie e delle minoranze nazionali, raccomandato dalla commissione parlamentare competente il 6 ottobre. Lo stesso 6 ottobre la Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte di revisione delle politiche pre-allargamento e il commissario per l'allargamento Marta Kos ha delineato cinque passi proposti per i futuri membri dell'UE. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l'Ucraina si attende di aprire tutti i cluster negoziali entro la fine del 2026. Il processo si applica in parallelo alla Moldavia, trattata insieme all'Ucraina negli stessi passaggi COELA e Coreper del 7 ottobre.