La Verkhovna Rada approva la legge sulle minoranze: sbloccati due cluster negoziali UE con l'Ucraina
Il 12 ottobre la Verkhovna Rada ucraina ha adottato il disegno di legge n. 16119 sull'istruzione nelle lingue delle minoranze nazionali e dei popoli indigeni, condizione posta da Budapest per revocare il veto sull'apertura dei cluster 2 ("Mercato interno") e 3 ("Competitività e crescita inclusiva") dei negoziati di adesione dell'Ucraina all'UE. Il Coreper dell'UE era pronto a esaminare le posizioni negoziali comuni ed è prevista per il 13 ottobre una conferenza intergovernativa Ucraina-UE per l'apertura formale dei due cluster.
Punti chiave
- La Verkhovna Rada ha adottato il 12 ottobre il disegno di legge n. 16119 sull'istruzione nelle lingue delle minoranze nazionali e dei popoli indigeni, con 273 voti a favore in prima lettura e 266 in votazione finale.
- Il testo è stato immediatamente trasmesso al Presidente della Verkhovna Rada per la firma e l'invio al Presidente ucraino.
- Il Coreper dell'UE era pronto, il 12 ottobre, ad approvare le posizioni negoziali comuni sui cluster 2 ("Mercato interno") e 3 ("Competitività e crescita inclusiva") in vista della conferenza intergovernativa Ucraina-UE prevista per il 13 ottobre.
- Il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha si è incontrato a Lussemburgo con l'omologa ungherese Anita Orbán; Sybiha ha detto di attendersi la decisione formale dell'UE per il 13 ottobre e ha ringraziato Budapest per la posizione costruttiva.
- La legge garantisce ai bambini appartenenti a minoranze nazionali e popoli indigeni le cui lingue sono lingue ufficiali dell'UE il diritto all'istruzione nella propria lingua madre accanto all'ucraino; il russo resta escluso.
- Una scuola può ottenere lo status di istituto di minoranza nazionale se almeno il 50% più uno degli alunni studia nella lingua della minoranza; il ministero dell'Istruzione stima che circa 149 scuole (circa l'1,2%) possano qualificarsi.
- L'Ucraina ha finora aperti due dei sei cluster negoziali: "Fundamentals" (15 giugno) e "External Relations".
Perché è importante
L'adozione della legge sulle minoranze risponde a una condizione posta da Budapest che per mesi aveva bloccato l'apertura di altri capitoli dei negoziati di adesione. Con lo sblocco dei cluster 2 e 3 — che riguardano mercato interno, competitività e crescita inclusiva — l'Ucraina compie un passo concreto verso l'UE e prepara il terreno per la conferenza intergovernativa del 13 ottobre, dove i due cluster dovrebbero essere formalmente aperti.
Che cosa è successo
Il 12 ottobre la Verkhovna Rada ha adottato il disegno di legge n. 16119 sull'istruzione nelle lingue delle minoranze nazionali e dei popoli indigeni, già approvato in commissione il 6 ottobre. In prima lettura il testo ha ottenuto 273 voti favorevoli, 266 nella votazione finale; l'Assemblea ne ha disposto la firma immediata da parte del Presidente della Rada e l'invio al Presidente ucraino. La legge riconosce ai bambini delle minoranze e dei popoli indigeni le cui lingue sono lingue ufficiali dell'UE il diritto all'istruzione nella lingua materna accanto all'ucraino, escludendo il russo. Introduce inoltre la figura della scuola con status di istituto di minoranza nazionale, concessa se almeno il 50% degli alunni studia nella lingua della minoranza, e prevede tutele contro la chiusura o riorganizzazione di queste scuole senza coordinamento con il ministero dell'Istruzione.
A Lussemburgo, il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha incontrato l'omologa ungherese Anita Orbán: l'incontro, incentrato sullo sblocco dei cluster bloccati da Budapest, si è concluso con l'attesa di una decisione europea il 13 ottobre. Lo stesso giorno il Coreper dell'UE era pronto ad approvare le posizioni negoziali comuni sui cluster 2 ("Mercato interno") e 3 ("Competitività e crescita inclusiva"), in vista della conferenza intergovernativa Ucraina-UE prevista per il 13 ottobre. La commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos ha parlato di risultati "impressionanti" dell'Ucraina nel cammino di riforme, nonostante la guerra, e ha definito l'apertura dei cluster un segnale chiaro che il processo di allargamento va avanti.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine presentano il voto come una tappa fondamentale del cammino europeo del Paese, sottolineando il coordinamento diplomatico tra il ministro Sybiha e la collega ungherese Orbán e il ringraziamento di Kyiv per la "posizione costruttiva" di Budapest. I resoconti insistono sul fatto che l'ucraino resta la lingua del processo educativo e che la lingua russa è esclusa dall'ambito di applicazione della nuova normativa, concentrandosi inoltre sui dettagli parlamentari interni — autori del testo, risultati delle due votazioni (273 e 266), firma immediata — e sui temi della guerra e della pace discussi a Lussemburgo, dove Sybiha ha aggiornato Orbán sull'intensificarsi degli attacchi russi.
Come la raccontano le fonti internazionali
Le fonti straniere danno rilievo al fatto che Budapest ha posto come condizione per lo sblocco dei cluster 2 e 3 proprio l'adozione di emendamenti alla legge sull'istruzione delle minoranze, frutto di un'intesa bilaterale coordinata a maggio-giugno e approvata dalla commissione parlamentare ucraina la settimana prima del voto. Viene evidenziato il ruolo del premier ungherese Péter Magyar — che ha giustificato la posizione di Budapest con il principio della "valutazione dei risultati" — e le stime europee secondo cui la riforma potrebbe aprire i due cluster già nella conferenza intergovernativa del 13 ottobre, con il Coreper pronto a esaminare nello stesso giorno le posizioni negoziali comuni.
Contesto
I negoziati di adesione dell'Ucraina all'UE sono iniziati formalmente nel giugno 2024 e si articolano in 35 capitoli raggruppati in sei cluster tematici. Il primo cluster, "Fundamentals" (stato di diritto, istituzioni democratiche, riforma della pubblica amministrazione), è stato aperto il 15 giugno 2025; in seguito è stato aperto anche "External Relations". L'Ungheria ha bloccato per mesi l'apertura dei cluster 2 ("Mercato interno") e 3 ("Competitività e crescita inclusiva") chiedendo garanzie più solide sui diritti educativi della minoranza ungherese, soprattutto in Transcarpatia. Nella primavera 2025 i due Paesi avevano concordato consultazioni regolari sulle minoranze, e in maggio-giugno è stata definita un'intesa bilaterale sulla legge sull'istruzione, la cui adozione è divenuta la condizione posta da Budapest. Il 7 ottobre 2026 l'Ungheria ha posto fine al veto, aprendo la strada al voto del 12 ottobre e alla conferenza intergovernativa del 13 ottobre.