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Vertice UE: la Macedonia del Nord apre due nuovi cluster negoziali per l'Ucraina, ma alcuni diplomatici discutono di separare i processi con la Moldavia

Il 7 ottobre gli ambasciatori dei Paesi dell'UE hanno approvato l'invio a Kiev e Chișinău degli inviti a presentare le proprie posizioni negoziali su due nuovi cluster – «Mercato interno» e «Competitività e crescita inclusiva» – dopo che l'Ungheria ha revocato il blocco. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha avuto una conversazione telefonica con il presidente Volodymyr Zelensky e lo ha invitato a partecipare al vertice UE del 15-16 ottobre a Bruxelles. Resta da aprire ancora due cluster, e il voto della Verkhovna Rada del 12 ottobre sulla legge sui diritti educativi delle minoranze nazionali è considerato decisivo per l'ulteriore sostegno di Budapest.

Punti chiave

  • 7 ottobre: gli ambasciatori UE hanno approvato l'invio a Kiev e Chișinău degli inviti a presentare le posizioni negoziali sui cluster 2 «Mercato interno» e 3 «Competitività e crescita inclusiva».
  • L'Ungheria ha revocato il blocco, ma il suo pieno sostegno politico è legato al voto della Verkhovna Rada del 12 ottobre sulla legge n. 16119 sui diritti educativi delle minoranze nazionali.
  • 12 ottobre: i Paesi UE dovrebbero concordare le posizioni negoziali comuni; 13 ottobre: i due cluster potrebbero essere ufficialmente aperti in una conferenza intergovernativa UE-Ucraina-Moldavia.
  • Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha invitato Zelensky al vertice UE di Bruxelles del 15-16 ottobre; i leader discuteranno anche dell'allargamento e del percorso di adesione dell'Ucraina.
  • L'Ucraina ha finora aperto due dei sei cluster negoziali: cluster 1 «Fondamentali» il 15 giugno e cluster 6 «Relazioni esterne» il 14 luglio; ne restano da aprire due (cluster 4 e 5).
  • Tre diplomatici UE citati da Rapporteur discutono sempre più seriamente la possibilità di separare i processi negoziali di adesione di Ucraina e Moldavia.
  • La commissaria UE per l'allargamento Marta Kos ha ipotizzato che entro il 2030 potrebbero aderire all'UE almeno due o tre nuovi Stati, indicando Montenegro e Albania come i candidati più vicini.

Perché è importante

L'approvazione degli inviti negoziali apre la strada all'apertura di due nuovi cluster di adesione per l'Ucraina nella settimana del 12-13 ottobre, lasciando da aprire solo due dei sei cluster totali. Il voto della Verkhovna Rada del 12 ottobre sulla legislazione per i diritti educativi delle minoranze è considerato decisivo per il pieno sostegno ungherese. La questione si sposta ora al vertice del Consiglio europeo del 15-16 ottobre, dove i leader valuteranno i progressi dell'Ucraina e discuteranno più in generale dell'allargamento dell'Unione.

Che cosa è successo

Il 7 ottobre gli ambasciatori dei Paesi dell'UE hanno approvato l'invio a Kiev e Chișinău degli inviti a presentare le proprie posizioni negoziali su due nuovi cluster – «Mercato interno» (cluster 2) e «Competitività e crescita inclusiva» (cluster 3) – nell'ambito dei negoziati di adesione. La decisione è stata possibile dopo che l'Ungheria, il cui nuovo governo guidato da Péter Magyar ha accettato di sostenere l'avanzamento a condizione che la Verkhovna Rada adotti le modifiche legislative richieste, ha revocato il blocco che aveva finora impedito l'apertura di questi cluster.

Il giorno successivo, l'8 ottobre, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha avuto una conversazione telefonica con il presidente Volodymyr Zelensky, lo ha invitato a partecipare di persona al vertice UE di Bruxelles del 15-16 ottobre e ha scritto della conversazione su X (Twitter). Nella stessa giornata Costa ha inviato una lettera ai leader UE in cui sottolinea l'intensificarsi degli attacchi russi contro le infrastrutture critiche ucraine, sottolinea l'importanza di ascoltare le esigenze urgenti di Kiev in vista dell'inverno e indica la speranza che nuovi cluster siano aperti entro il vertice.

Secondo il calendario previsto, lunedì 12 ottobre i Paesi UE dovrebbero concordare le posizioni negoziali comuni, e martedì 13 ottobre i due cluster potrebbero essere ufficialmente aperti in una conferenza intergovernativa UE-Ucraina-Moldavia. Sempre il 12 ottobre, la Verkhovna Rada dovrebbe esaminare il disegno di legge n. 16119 sui diritti educativi dei popoli indigeni e delle minoranze nazionali, considerato determinante per la posizione ungherese.

Nel frattempo, fonti diplomatiche europee citate dalla pubblicazione Rapporteur riferiscono che all'interno dell'UE si discute sempre più seriamente la possibilità di separare i processi negoziali di adesione di Ucraina e Moldavia: un diplomatico ha dichiarato che nessuno, tra le persone serie, crede nell'adesione ucraina entro la fine del decennio, mentre un altro ha avvertito che senza progressi reali nell'allargamento la Moldavia potrebbe diventare più vulnerabile alle operazioni di influenza russe. La commissaria UE per l'allargamento Marta Kos, parlando il 7 ottobre davanti ai deputati del Parlamento europeo, ha ipotizzato che entro il 2030 potrebbero aderire all'UE almeno due o tre nuovi Stati, indicando Montenegro e Albania come i candidati più vicini, senza specificare quale potrebbe essere il terzo.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine pongono al centro l'invito personale del presidente del Consiglio europeo Costa al presidente Zelensky e l'attesa apertura di due nuovi cluster negoziali come concreti progressi diplomatici. Sottolineano la revoca del blocco ungherese e collegano i passi successivi al voto della Verkhovna Rada del 12 ottobre sulla legislazione per i diritti educativi delle minoranze nazionali, presentando l'Ucraina come in corsa per aprire i restanti cluster entro la fine dell'anno. Diversi media ucraini, tra cui NV e ZN.UA, citano con rilievo il rapporto di Rapporteur sulla possibile separazione dei processi di adesione di Ucraina e Moldavia, inquadrandolo come un rischio per l'integrazione europea ucraina che va contrastato.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le fonti internazionali presentano la decisione degli ambasciatori UE e la telefonata Costa-Zelensky come passi procedurali di routine, con meno enfasi sull'invito personale al vertice. La copertura è più esplicita sul dibattito interno all'UE riguardante la separazione dei percorsi di adesione di Ucraina e Moldavia e include una citazione diretta di un diplomatico UE secondo cui l'Ucraina non aderirà entro la fine del decennio e si dovrebbe smettere di fare promesse vuote a Kiev. Le fonti internazionali mettono in primo piano anche la dichiarazione della commissaria UE per l'allargamento Marta Kos, che ha prospettato due o tre nuovi membri dell'UE entro il 2030 indicando Montenegro e Albania, collocando le prospettive di adesione dell'Ucraina nel contesto più ampio del percorso dei Balcani occidentali.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sulla data precisa in cui i due cluster saranno effettivamente aperti: un primo gruppo di fonti indica il 12 ottobre come il giorno in cui i Paesi UE concordano le posizioni negoziali comuni e il 13 ottobre come quello della conferenza intergovernativa in cui i cluster potrebbero essere ufficialmente aperti, mentre un secondo gruppo indica più vagamente che i cluster «potrebbero essere aperti» la settimana successiva senza impegnarsi su una data specifica. Inoltre, sullo stato del processo di adesione Ucraina-Moldavia le fonti si dividono: alcune riportano una routine procedurale coerente con l'avanzamento congiunto dei due Paesi (approvazione degli inviti a presentare le posizioni sui cluster 2 e 3), mentre altre, citando tre diplomatici UE che hanno parlato con Rapporteur, descrivono un serio dibattito interno sulla possibilità di separare i due percorsi, con un diplomatico che si dice convinto che l'Ucraina non aderirà entro la fine del decennio e che Kiev riceve promesse vuote.

Contesto

I negoziati di adesione all'UE sono organizzati in sei cluster tematici. L'Ucraina ha finora aperto il cluster 1 «Fondamentali» il 15 giugno in Lussemburgo e il cluster 6 «Relazioni esterne» il 14 luglio. L'Ungheria aveva in precedenza bloccato l'apertura dei cluster 2 e 3 chiedendo garanzie più forti sui diritti educativi della minoranza ungherese in Transcarpazia; il nuovo governo ungherese guidato da Péter Magyar ha accettato di consentire il progresso a condizione che la Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, adotti la legislazione pertinente. Il 6 ottobre la Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte di revisione delle politiche in vista dei futuri allargamenti dell'UE (pre-enlargement policy reviews), per preparare le politiche europee ad accogliere nuovi membri tra cui l'Ucraina.