Ucraina chiede all'UE di aprire tutti i cluster negoziali, Chentsov: la questione delle minoranze non deve bloccare l'adesione
Il vicepremier ucraino per l'Integrazione europea ed euro-atlantica Vsevolod Chentsov ha parlato davanti a una riunione informale dei ministri europei, chiedendo l'apertura di tutti i cluster negoziali per l'adesione dell'Ucraina all'UE e respingendo l'idea di legare questa apertura alla questione delle minoranze nazionali. Chentsov ha annunciato un disegno di legge in materia che sarà presto presentato alla Verkhovna Rada e ha definito la situazione con l'Ungheria come un lavoro congiunto, non una disputa. La Commissione europea ritiene che l'Ucraina abbia soddisfatto le condizioni per l'apertura di tutti i cluster, ma l'Ungheria ha espresso riserve.
Punti chiave
- Il vicepremier Vsevolod Chentsov ha parlato a una riunione informale dei ministri UE per gli Affari europei.
- Chentsov ha annunciato un disegno di legge sulle minoranze nazionali che sarà presto presentato alla Verkhovna Rada, il parlamento ucraino.
- Ha dichiarato che la questione delle minoranze non è collegata da Kiev all'apertura dei cluster negoziali per l'adesione all'UE e che bloccarli su questo tema è sbagliato.
- Ha definito la situazione con l'Ungheria come un lavoro con tutte le parti, respingendo il termine "disputa".
- La Commissione europea ritiene che l'Ucraina abbia soddisfatto tutte le condizioni per l'apertura ufficiale di tutti i cluster negoziali.
- L'Ungheria ha precedentemente espresso riserve sull'apertura rapida di tutti e sei i cluster.
- Al momento della redazione, sono stati aperti due cluster negoziali su sei: il cluster 1 e il cluster 6.
Perché è importante
L'intervento di Chentsov delinea la posizione ucraina su un punto di attrito chiave con l'Ungheria nel processo di adesione all'UE: Kiev vuole che i cluster negoziali restanti vengano aperti quest'anno e respinge il legame tra la loro apertura e la questione delle minoranze nazionali. L'annuncio di un imminente disegno di legge in materia segnala un passo legislativo concreto che Kiev presenta come attuazione di un piano già concordato. Infine, il discorso inquadra l'adesione ucraina anche come contributo alla sicurezza europea, basato sull'esperienza di guerra moderna del Paese.
Che cosa è successo
Il vicepremier ucraino per l'Integrazione europea ed euro-atlantica Vsevolod Chentsov ha parlato davanti a una riunione informale dei ministri UE per gli Affari europei. Ha sostenuto che l'Ucraina sta compiendo progressi significativi sulla tutela dei diritti delle minoranze nazionali, che riguardano non solo la minoranza ungherese, e ha annunciato un disegno di legge in materia che sarà presto presentato alla Verkhovna Rada. Chentsov ha affermato che il governo ucraino sta lavorando a un piano già concordato sulle minoranze nazionali senza ritardi, ma ha precisato che questo dossier non dovrebbe essere legato all'apertura dei restanti cluster negoziali per l'adesione all'UE. Ha definito l'apertura dei cluster e il piano sulle minoranze come due processi paralleli e ha chiesto l'apertura ufficiale dei cluster come segnale politico per stimolare le riforme, sottolineando il principio del merito. Sulla questione con l'Ungheria, ha rifiutato il termine "disputa", parlando piuttosto di un lavoro con tutte le parti. Secondo l'articolo, la Commissione europea ritiene che l'Ucraina abbia soddisfatto tutte le condizioni per l'apertura di tutti i cluster, mentre l'Ungheria ha precedentemente espresso riserve sull'apertura rapida di tutti e sei. Al momento della redazione, risultavano aperti il cluster 1 e il cluster 6. Chentsov ha inquadrato l'adesione ucraina come contributo alla sicurezza europea grazie all'esperienza di guerra moderna del Paese e ha indicato l'obiettivo di aprire tutti i cluster entro l'anno in corso. Taras Kachka, designato come capo della Missione ucraina presso l'UE, ha dichiarato che l'Ucraina punta a completare il processo di adesione il prima possibile e si attende l'integrazione già nel 2027.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le due agenzie ucraine che hanno riportato l'evento, Interfax-Ucraina e Ukrinform, hanno messo in risalto il messaggio di Chentsov sui progressi compiuti, sulla tolleranza dell'Ucraina e sull'imminente disegno di legge sulle minoranze nazionali. La copertura sottolinea la disponibilità di Kiev all'apertura dei cluster negoziali e presenta il dossier delle minoranze come un piano già concordato in fase di attuazione nei tempi previsti, non come una disputa bilaterale con l'Ungheria.
Dove le versioni divergono
Le agenzie ucraine Interfax-Ucraina e Ukrinform entrambe riportano Chentsov mentre definisce la situazione con l'Ungheria come un lavoro congiunto e non una "disputa". Lo stesso materiale, però, nota che l'Ungheria ha precedentemente espresso riserve sull'apertura rapida di tutti e sei i cluster negoziali: vi è quindi una tensione tra il linguaggio di Chentsov, che smorza il conflitto, e le riserve ungheresi effettivamente registrate.
Contesto
Al momento della redazione, due cluster negoziali per l'adesione dell'Ucraina all'UE (il cluster 1 e il cluster 6) erano stati aperti. L'apertura di ulteriori cluster richiede il consenso di tutti gli Stati membri dell'UE, motivo per cui le riserve di un singolo Paese possono ritardare il processo. La Commissione europea è riportata come convinta che l'Ucraina abbia soddisfatto le condizioni per l'apertura di tutti i cluster, mentre l'Ungheria ha precedentemente espresso riserve su un'apertura rapida di tutti e sei. Il piano d'azione sulle minoranze nazionali concordato con l'Ungheria, secondo Taras Kachka, riguarda tutte le minoranze in Ucraina e sarà attuato nel 2026–2027.