L'Ucraina conferma l'operazione «Vivaldi» vicino a Lyman: liberati 85 km² nel nord del Donetsk
Il Terzo corpo d'armata delle Forze armate ucraine ha confermato ufficialmente per la prima volta lo svolgimento dell'operazione offensiva «Vivaldi» nella parte settentrionale dell'oblasto di Donetsk, a est e nord-est della città di Lyman. Il comandante Andriy Biletsky ha reso pubblica l'operazione con un videomessaggio, rivelando i dettagli della prima fase, tra cui la liberazione del villaggio di Serednie e la bonifica di Novoselivka, Oleksandrivka, Yarova e le periferie di Koroviy Yar, per un totale di circa 85 km² di territorio liberato. L'operazione era finora coperta da una totale riservatezza informativa.
Punti chiave
- Prima conferma ufficiale ucraina di operazioni offensive nel nord dell'oblasto di Donetsk, a est e nord-est di Lyman
- L'operazione, denominata «Vivaldi», è condotta dal Terzo corpo d'armata sotto il comando di Andriy Biletsky
- La prima fase mirava a eliminare le infiltrazioni russe e a interrompere le loro linee logistiche
- I villaggi di Novoselivka, Oleksandrivka, Yarova, Koroviy Yar e Serednie sono stati liberati o bonificati
- Secondo il Terzo corpo d'armata, nella prima fase le perdite russe ammontano a circa 1.500 soldati, oltre 12.000 droni e centinaia di mezzi corazzati e artiglierie
- Analisti OSINT occidentali (Clément Molin, ISW) hanno stimato in circa 200 km² il territorio liberato, contro gli 85 km² dichiarati dal corpo d'armata
- L'operazione ha colpito la capacità di combattimento delle 20ª e 25ª armate combinate russe, e il saliente minacciava l'agglomerato Sloviansk-Kramatorsk
Perché è importante
Si tratta della prima conferma ufficiale ucraina in mesi di operazioni offensive nel nord dell'oblasto di Donetsk, un settore chiave perché il saliente di Lyman minacciava da est e nord-est l'agglomerato Sloviansk-Kramatorsk, una delle aree popolate più importanti del Donbas. Analisti OSINT indipendenti occidentali hanno descritto i risultati come una delle più importanti vittorie ucraine dell'anno, capace di ritardare l'avanzata russa nel Donbas settentrionale.
Che cosa è successo
Il 15 settembre, il Terzo corpo d'armata delle Forze armate ucraine ha confermato pubblicamente, attraverso un videomessaggio del comandante Andriy Biletsky pubblicato su Telegram, lo svolgimento dell'operazione offensiva «Vivaldi» nella parte settentrionale dell'oblasto di Donetsk, a est e nord-est di Lyman. L'operazione era fino a quel momento coperta da totale riservatezza informativa.
Secondo quanto riferito, la prima fase era volta a eliminare l'infiltrazione delle truppe russe nell'area e a ostacolare le linee logistiche nemiche. Come risultato delle azioni di ricerca e attacco, le unità ucraine hanno bonificato le sacche di infiltrazione nemica nelle aree di Novoselivka, Oleksandrivka, Yarova e nelle periferie di Koroviy Yar, liberando circa 75 km² di territorio. La liberazione del villaggio di Serednie, ora interamente sotto il controllo delle Forze di difesa, ha aggiunto altri 10 km², per un totale di circa 85 km².
Il Terzo corpo d'armata ha dichiarato che le azioni hanno inferto un duro colpo alla capacità di combattimento delle 20ª e 25ª armate combinate russe. Le perdite russe stimate dal corpo d'armata nella prima fase ammontano a circa 1.500 militari, oltre 12.000 droni e centinaia di mezzi corazzati, sistemi d'artiglieria e altre attrezzature. Le unità di droni del corpo hanno interrotto le rotte logistiche nemiche, costringendo le forze russe a spostare le forniture di carburante e lubrificanti fuori dall'Ucraina, nell'oblasto di Voronezh.
Biletsky ha descritto l'operazione «Vivaldi» come articolata in quattro «stagioni», di cui solo la prima è stata completata, e ha chiesto il mantenimento del silenzio informativo. Tra le unità coinvolte figurano la 60ª Brigata meccanizzata, la 125ª Brigata meccanizzata pesante, un gruppo tattico della 3ª Brigata d'assalto, il 3° Battaglione ricognizione e il 25° Battaglione anticarro del Terzo corpo, oltre a unità di supporto come la 66ª Brigata meccanizzata, l'85ª Gruppo tattico dell'8° Reggimento SSO, l'unità speciale «Artan» dell'HUR e il 10° Distaccamento di frontiera «DOZOR».
Lo Stato Maggiore ucraino non ha commentato la notizia, e il progetto DeepState non aveva ancora aggiornato la propria mappa del fronte per quell'area al momento della pubblicazione.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine riportano la conferma provenire direttamente dal comandante del Terzo corpo d'armata, Andriy Biletsky, e pongono l'accento sui guadagni tattici ucraini e sulle perdite russe dichiarate. Esse evidenziano inoltre il contrasto tra la rivelazione ufficiale e la precedente segretezza, segnalando il mancato commento dello Stato Maggiore ucraino e il fatto che la mappa del progetto DeepState per quell'area non fosse stata aggiornata. Il racconto si concentra sulla decisione di Biletkske di rompere il silenzio informativo, descrivendo l'operazione come articolata in quattro «stagioni» con la promessa di ulteriori buone notizie nei rapporti ufficiali.
Dove le versioni divergono
Sul territorio liberato ci sono stime differenti: il Terzo corpo d'armata ha dichiarato circa 75 km² bonificati più 10 km² de-occupati (Serednie), per circa 85 km² complessivi. L'analista OSINT francese Clément Molin e l'Institute for the Study of War (ISW) hanno invece stimato che le Forze di difesa abbiano tagliato il saliente russo a nord di Lyman e liberato circa 200 km².
Contesto
Prima della conferma ufficiale, l'operazione era stata mantenuta per mesi in piena segretezza informativa, con lo Stato Maggiore ucraino che si era rifiutato di commentare e il progetto DeepState che non aveva aggiornato la mappa del fronte per quell'area. Diversi analisti militari avevano già descritto in via indipendente gli avanzamenti ucraini nel cosiddetto saliente di Lyman. L'analista OSINT francese Clément Molin aveva caratterizzato pubblicamente l'operazione l'8 settembre, definendola una delle più importanti vittorie ucraine del 2026, in grado di ritardare l'avanzata sul Donbas settentrionale.