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L'Ucraina testa con successo un nuovo intercettore contro i droni jet russi Shahed

Il 15 settembre il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che l'Ucraina ha testato con successo un nuovo intercettore progettato per abbattere i droni jet russi. Durante la prova un drone Shahed è stato colpito, anche se alcuni aspetti del controllo dell'intercettore devono ancora essere perfezionati. L'annuncio è arrivato dopo un briefing del comandante in capo delle Forze armate Mykhailo Drapatyi e un incontro con il ministro della Difesa Yevheniy Khmara, durante il quale sono state discusse anche le operazioni a lungo raggio.

Punti chiave

  • Il 15 settembre Zelensky ha annunciato la riuscita del test di un intercettore contro i droni jet russi.
  • Durante la prova un drone Shahed è stato colpito, ma il controllo dell'intercettore necessita ancora di perfezionamenti.
  • L'annuncio segue un briefing del comandante in capo delle Forze armate Mykhailo Drapatyi.
  • Alla riunione hanno partecipato anche il ministro della Difesa Yevheniy Khmara: discusse le prossime operazioni e le capacità a lungo raggio.
  • Zelensky ha definito «significativi» i risultati dei colpi a lungo raggio sulle infrastrutture petrolifere russe.
  • L'Ucraina ha codificato l'UAV Alexa Spatium come primo intercettore jet nazionale, e oltre 60 aziende ucraine lavorano a sistemi anti-drone jet.
  • L'uso russo di droni jet è salito da circa 450 a giugno a circa 2 850 ad agosto, con una produzione stimata di circa 3 000 unità al mese.

Perché è importante

L'uso russo di droni a reazione è in forte crescita: si stima che la Russia ne produca circa 3 000 al mese e che il numero lanciato sia salito da circa 450 a giugno a circa 2 850 in agosto. Questi droni possono raggiungere velocità fino a 500 km/h, rendendoli molto più difficili da intercettare rispetto ai tradizionali Shahed a motore a pistone, che volano sotto i 200 km/h. Un intercettore ucraino più economico e prodotto internamente risponde direttamente a questa minaccia. Un test precedente di intercettori ad alta velocità, all'inizio di luglio, era in gran parte fallito perché molti dispositivi erano difficili da controllare sopra i 400 km/h, e il successo del 15 settembre segna dunque un passo avanti.

Che cosa è successo

Il 15 settembre il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che l'Ucraina ha completato con successo il test di un nuovo intercettore progettato per abbattere i droni jet russi. Durante la prova un drone Shahed è stato colpito, ma Zelensky ha precisato che alcuni aspetti del controllo dell'intercettore devono ancora essere perfezionati e che il lavoro prosegue. L'annuncio è arrivato dopo un briefing del comandante in capo delle Forze armate ucraine Mykhailo Drapatyi. All'incontro hanno partecipato anche il ministro della Difesa Yevheniy Khmara, con cui sono state discusse le prossime operazioni militari, le capacità a lungo raggio, le priorità e i mezzi necessari. Zelensky ha inoltre definito «significativi» i risultati dei colpi a lungo raggio ucraini sulle infrastrutture petrolifere russe e ha affermato che l'Ucraina è pronta a compiere passi di de-escalation a condizione che i partner garantiscano il rispetto russo degli impegni sulle infrastrutture critiche ucraine.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine collocano l'annuncio al centro della copertura, attribuendolo direttamente a Zelensky e inquadrandolo come traguardo dello sviluppo industriale nazionale, con il comando militare (Drapatyi e il ministro della Difesa Yevheniy Khmara) come contesto. Il test è presentato come parte di uno sforzo più ampio — oltre 60 aziende ucraine lavorano a intercettori per droni jet, il sistema Alexa Spatium è già stato codificato e il cluster statale Brave1 ha mostrato filmati di abbattimenti di droni Banderole — con l'obiettivo di arrivare a una soluzione economica prodotta in serie. Le stesse fonti collegano il test alle discussioni sulle capacità a lungo raggio e ai risultati, giudicati significativi, dei colpi sull'industria petrolifera russa, e più in generale al danno subito dalle ferrovie ucraine (oltre 500 locomotive danneggiate o distrutte) e alla necessità di spostare i depositi umanitari ONU sottoterra.

Come la raccontano le fonti internazionali

L'unica fonte non ucraina, un media tedesco, inquadra la notizia in termini più stretti: l'Ucraina comunica il test di una nuova arma di difesa contro droni nel contesto della guerra di aggressione russa, con minore enfasi sull'industria nazionale e sulle osservazioni diplomatiche di Zelensky.

Contesto

Il 24 agosto il consigliere presidenziale per la tecnologia Serhiy Beskrestnov (soprannome Flash) aveva dichiarato che i produttori ucraini non avevano ancora creato intercettori jet per gli Shahed e i droni Banderole. Il 30 agosto il ministro della Difesa Yevheniy Khmara aveva indicato l'esistenza di quattro potenziali intercettori capaci di abbattere gli Shahed jet. A fine agosto il ministero della Difesa ucraino ha annunciato la codifica dell'UAV Alexa Spatium, descritto come il primo intercettore jet ucraino. All'inizio di settembre il cluster della difesa Brave1 ha diffuso video di un sistema ucraino che colpisce i droni-missile russi Banderole, sottolineando che il costo dell'intercettazione è molto inferiore a quello dei droni stessi. Il 3 settembre Zelensky ha convocato una riunione dello Staff dedicata ad accelerare la produzione di intercettori ad alta velocità contro gli Shahed jet. Il vicecomandante dell'Aeronautica Yuriy Cherevashenko ha dichiarato che l'Ucraina si sta avvicinando al lancio di diverse soluzioni economiche adatte alla produzione di massa.