Ucraina: il ministro della Difesa Khmara illustra la risposta ai nuovi "Shahed" a reazione russi
Il 10 ottobre il ministro della Difesa ucraino Yevheniy Khmara ha riferito ai giornalisti che un'unità ucraina ha abbattuto cinque bersagli aerei con cinque intercettori "Bars", con un'efficacia del 100%, e ha delineato un sistema di difesa aerea multilivello contro i droni russi a reazione, che combinano intercettori, torrette di grosso calibro, missili antiaerei, caccia F-16 e Mirage e unità specializzate contro gli equipaggi dei droni nemici.
Punti chiave
- Il ministro della Difesa Yevheniy Khmara ha parlato con i giornalisti il 10 ottobre sui metodi per contrastare i droni russi.
- Un'unità ucraina ha usato cinque intercettori "Bars" contro cinque bersagli aerei, raggiungendo il 100% di risultati.
- L'efficacia del contrasto ai "Shahed" convenzionali supera già il 90%, secondo Khmara.
- Le torrette di grosso calibro contro i droni reattivi sono già centinaia in servizio.
- Il ministero della Difesa sta lavorando per aumentare la disponibilità di F-16 in servizio di combattimento; anche i Mirage sono impiegati contro i bersagli aerei.
- La Russia sta sviluppando droni reattivi fino a 800 km/h e l'Ucraina prepara contromisure, secondo Khmara.
- Il 4 ottobre il presidente Zelensky ha detto che "Bars" mostra il tasso più alto tra gli intercettori, circa il 30% di bersagli abbattuti, e che Ucraina e Germania produrranno 2.000 droni "Bars".
Perché è importante
La dichiarazione del ministro arriva mentre la Russia ha intensificato l'uso di varianti a reazione dei droni "Shahed", più veloci e volanti ad altitudini (4–5 km) che hanno reso meno efficaci i gruppi mobili di fuoco e gli intercettori a motore elettrico finora impiegati. Il governo ucraino presenta il "Bars" come soluzione domestica di primo piano contro questa minaccia e annuncia la produzione congiunta con la Germania di 2.000 unità, insieme a un'architettura di difesa multilivello (torrette automatiche con IA, sistemi missilistici antiaerei, caccia F-16 e Mirage) e a una spinta offensiva con unità specializzate e asset "middle strike" per colpire equipaggi e infrastrutture dei droni nemici.
Che cosa è successo
Il 10 ottobre il ministro della Difesa ucraino Yevheniy Khmara ha incontrato i giornalisti per illustrare la risposta ai droni russi, in particolare alle varianti a reazione dei "Shahed". Ha citato il caso di un'unità che ha impiegato cinque intercettori "Bars" contro altrettanti bersagli aerei con un'efficacia del 100%, indicando che l'esperienza è in fase di studio e ampliamento con il coinvolgimento di altri specialisti e unità. Khmara ha ricordato che il contrasto ai "Shahed" convenzionali supera già il 90%, mentre i droni reattivi — che volano a 300–600 km/h e a 4–5 km di quota — richiedono velocità di intercettazione diverse. Il ministero sta scalando l'uso di torrette di grosso calibro, già centinaia in servizio, e negozia con partner internazionali l'acquisto di sistemi missilistici antiarei (ЗРК) e di munizioni per essi, oltre a sviluppare varianti a raggio esteso. L'aviazione, inclusi F-16 e Mirage, resta uno degli strumenti più efficaci, con piloti sempre più precisi e un miglior coordinamento che riduce il numero di munizioni impiegate per bersaglio; la manutenzione tecnica degli F-16 è indicata come un collo di bottiglia. Il ministro ha infine annunciato la creazione di unità specializzate di secondo livello per individuare e distruggere equipaggi e infrastrutture dei droni russi, e l'ampliamento degli strumenti "middle strike" fino al livello di corpo, anche alla luce dello sviluppo russo di droni reattivi fino a 800 km/h. Il 4 ottobre il presidente Volodymyr Zelensky aveva definito "Bars" l'intercettore con il miglior tasso di abbattimento (~30%) e annunciato la produzione congiunta con la Germania di 2.000 unità; all'inizio di ottobre l'ufficio presidenziale, tramite il consigliere Serhiy "Flash" Beskrestnov, aveva riferito di 12 torrette automatiche installate a Kyiv, e il 5 ottobre l'Aeronautica aveva confermato abbattimenti di droni reattivi tramite torrette robotiche dotate di intelligenza artificiale.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine — dal ministro della Difesa Khmara al presidente Zelensky al consigliere presidenziale Beskrestnov — sono presentate come voci autorevoli sullo stato della difesa aerea. La copertura sottolinea soluzioni ucraine o coprodotte ("Bars", torrette di grosso calibro, torrette robotiche con IA, produzione nazionale di motori a reazione) e inquadra la minaccia dei "Shahed" reattivi come una difficoltà che il sistema sta progressivamente superando. Diverse testate insistono sulla necessità di unità specializzate contro gli equipaggi dei droni russi e sull'espansione delle capacità "middle strike", delineando una postura offensivo-difensiva rivolta in avanti. I dati tecnici — tassi di intercettazione, velocità dei droni reattivi, consumi mensili di droni, numero di torrette a Kyiv — vengono riportati come cifre fornite da fonti ufficiali, senza verifica indipendente.
Dove le versioni divergono
Due divergenze principali emergono tra le fonti. Sull'efficacia degli intercettori "Bars", il ministro Khmara ha citato un caso di un'unità che con cinque intercettori ha distrutto cinque bersagli (100% di risultati), mentre il 4 ottobre il presidente Zelensky ha indicato un tasso di circa il 30% di bersagli abbattuti, pur descrivendolo come il migliore tra i modelli testati e in crescita. Sulla velocità dei droni reattivi, Khmara ha affermato che la Russia sta sviluppando varianti fino a 800 km/h e che l'Ucraina prepara contromisure, mentre il portavoce dell'Aeronautica Yuriy Ihnat ha collocato la velocità attuale dei "Shahed" reattivi intorno ai 400 km/h e quella dei "banderolesi" fino a 600 km/h.
Contesto
La Russia ha iniziato a impiegare su larga scala varianti a reazione dei droni "Shahed" e i cosiddetti "banderolesi" contro la regione di Kyiv dalla fine di agosto 2025, con consumi mensili stimati fino a circa 2.500 droni reattivi ad agosto. I "Shahed" convenzionali volano a circa 180–200 km/h, mentre le versioni a reazione raggiungono i 300–600 km/h a quote di 4–5 km, riducendo l'efficacia dei gruppi mobili di fuoco e degli intercettori a motore elettrico. Il 4 ottobre il presidente Zelensky aveva indicato "Bars" come intercettore con il miglior tasso di abbattimento, circa il 30%, e annunciato la produzione congiunta con la Germania di 2.000 unità. Nello stesso periodo il consigliere presidenziale Serhiy "Flash" Beskrestnov ha riferito di 12 torrette automatiche installate a Kyiv, e l'Aeronautica ha comunicato che i droni reattivi venivano già abbattuti con torrette robotiche dotate di intelligenza artificiale.