Zelensky a Kyiv con Merz: torrette anti-drone, missili Nika e 2.000 intercettori Bars con la Germania
Durante una conferenza stampa congiunta a Kyiv con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente Volodymyr Zelensky ha tracciato il 4 ottobre la risposta multilivello dell'Ucraina ai droni d'attacco russi, in particolare ai «Shahed» reattivi (a getto). Zelensky ha annunciato torrette automatizzate da 12,7 mm già installate a Kyiv (altre 8 previste nella oblast), un programma interno di piccoli missili – tra cui il «Nika» – con risultati attesi entro fine ottobre, e una produzione congiunta ucraino-tedesca di 2.000 intercettori «Bars». Ha inoltre indicato negli F-16 con munizionamento da 20 mm lo strumento più efficace (intercettazioni tra il 50% e il 60%), obiettivo 5–6.000 colpi al giorno, e colloqui in corso con Polonia, Francia, Norvegia, Finlandia e Svezia.
Punti chiave
- Conferenza stampa congiunta Zelensky–Merz a Kyiv, 4 ottobre 2026
- Oltre 12 torrette automatizzate da 12,7 mm installate a Kyiv, altre 8 pianificate nella oblast; 50 torrette già operative nella regione
- Tasso d'intercettazione: 85–92% dei «Shahed» convenzionali, 50–60% (fino al 70% secondo alcune fonti) dei reattivi
- F-16 con munizioni da 20 mm indicati come strumento più efficace; obiettivo 5–6.000 colpi al giorno
- Programma ucraino di piccoli missili (incluso «Nika»): primi risultati attesi nella seconda metà di ottobre, produzione di massa subordinata ai test
- Intercettori «Bars» (co-produzione con Berlino): 2.000 esemplari previsti; intercettore «Spys» ucraino-tedesco ha superato un test positivo
- Colloqui con Polonia, Francia, Norvegia, Finlandia e Svezia per le munizioni da 20 mm; Spagna, Belgio e Polonia hanno già iniziato le consegne
- Nel settembre 2026 oltre 2.730 «Shahed» reattivi lanciati, più di 1.500 abbattuti o soppressi; la Russia spenderà circa 12 miliardi di dollari l'anno prossimo in droni reattivi e munizioni vaganti
Perché è importante
La Russia sta progressivamente sostituendo gli attacchi massicci con «Shahed» convenzionali con un uso più ampio di droni reattivi a getto, più difficili da intercettare. Secondo Zelensky il tasso di abbattimento dei convenzionali è dell'85–92%, ma scende al 50–60% contro i reattivi: un divario che rappresenta un problema di difesa di prima linea. Gli F-16 armati con colpi da 20 mm sono presentati come lo strumento singolarmente più efficace, ma raggiungere 5–6.000 munizioni al giorno richiede una catena di approvvigionamento multinazionale. L'Ucraina sta costruendo una risposta a strati – torrette automatiche da 12,7 mm, intercettori («Bars», «Spys») e il nuovo programma di piccoli missili – mentre la visita di Merz ha portato accordi per oltre 8,5 miliardi di euro e una co-produzione italo-tedesca di intercettori, in un confronto in cui Mosca prevede di investire circa 12 miliardi di dollari l'anno prossimo.
Che cosa è successo
Il 4 ottobre, a Kyiv, il presidente Volodymyr Zelensky ha tenuto una conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in visita a sorpresa nella capitale ucraina. Zelensky ha descritto la risposta a strati dell'Ucraina ai droni d'attacco russi, con un focus particolare sui «Shahed» reattivi (jet-powered). Sul piano delle difese passive, ha annunciato l'installazione di oltre 12 torrette automatizzate equipaggiate con mitragliatrici da 12,7 mm a Kyiv, con altre 8 previste nella oblast (50 torrette sono già attive nella regione). Sul piano degli intercettori, ha citato i droni «Bars», co-prodotti con la Germania, di cui l'Ucraina riceverà 2.000 esemplari (tasso d'intercettazione attuale circa 30%), e l'intercettore «Spys» ucraino-tedesco, che ha superato un test positivo. Ha inoltre presentato il programma interno di piccoli missili anti-drone, che comprende diversi modelli tra cui il «Nika»: i primi risultati sono attesi nella seconda metà di ottobre e, in caso di esito positivo, si passerà rapidamente alla produzione su scala normale. Sul piano dell'aviazione, Zelensky ha indicato gli F-16 con munizionamento da 20 mm come lo strumento più efficace (intercettazioni tra il 50%, 55% e talvolta 60%), con un obiettivo di 5–6.000 colpi al giorno. Ha detto di aver discusso la fornitura di munizioni con il premier polacco Donald Tusk e di essere in trattativa con il presidente francese Emmanuel Macron, oltre che con Norvegia, Finlandia e Svezia. Il ministro degli Esteri Andriy Sybiha ha aggiunto che Spagna, Belgio e Polonia hanno già iniziato a trasferire munizioni da 20 mm. Zelensky ha previsto che la Russia sposterà l'enfasi dalla quantità alla qualità dei mezzi d'attacco, affidandosi sempre più a droni reattivi e armi balistiche.
Come la raccontano le fonti ucraine
Tutte le 26 fonti sono ucraine e in ucraino: la copertura è quindi interamente domestica, sia per i media sia per le agenzie. L'enfasi è sulle dichiarazioni del presidente e sulle soluzioni ucraine o in fase di sviluppo: gli intercettori «Bars» e «Spys», il missile «Nika», il programma di piccoli missili nazionali e le torrette robotiche ucraine. La visita del cancelliere Friedrich Merz è presentata come un evento di sicurezza significativo, con accordi per oltre 8,5 miliardi di euro, un pacchetto di aiuti tedesco superiore a 1 miliardo e la prospettiva di un contratto da circa 2 miliardi con la FFG. I dati statistici sono attribuiti a Zelensky o ai rapporti dell'Aeronautica militare ucraina, e il tono è volto al futuro: test imminenti, scale-up produttivo e scadenza di fine ottobre per i risultati del programma missilistico.
Dove le versioni divergono
Le fonti non convergono su tutti i dati. Il tasso d'intercettazione dei droni reattivi è riferito come 50–60% da Radio Svoboda e ZN.UA, ma come 50–70% da Ukrinform e hromadske; dichiarazioni precedenti di Zelensky citavano invece il 57%. L'intercettore «Spys» è descritto come ucraino-tedesco da ZN.UA, NV, Ukrainska Pravda ed Evropeiska Pravda, mentre un articolo lo definisce semplicemente ucraino. L'elenco dei paesi con cui l'Ucraina tratta per le munizioni da 20 mm varia: Polonia e Francia sono citate costantemente, mentre Norvegia, Svezia e Finlandia compaiono in combinazioni diverse. Sulle torrette, hromadske e Babel riferiscono di 50 torrette già installate nella regione di Kyiv, mentre NV parla di 8 torrette aggiuntive pianificate nella oblast: i due dati non si escludono, ma i media li presentano con sfumature differenti.
Contesto
Nella notte tra il 3 e il 4 ottobre la Russia ha lanciato 135 droni d'attacco di tipo «Shahed», 52 dei quali reattivi. Nel mese di settembre i russi hanno sferrato contro l'Ucraina oltre 2.730 «Shahed» reattivi, più di 1.500 abbattuti o soppressi. Dichiarazioni precedenti di Zelensky davano un tasso d'intercettazione intorno al 57% per i reattivi e circa il 70% sugli attacchi massicci. Sono attualmente in fase di test al fronte quattro modelli promettenti di intercettori da parte delle Forze Armate, con circa dieci altri produttori che stanno provando i propri prototipi; Zelensky ha detto che 67 imprese ucraine lavorano a tecnologie per abbattere i droni reattivi. In agosto le Forze di Difesa hanno iniziato il test operativo di torrette robotiche equipaggiate con armi automatiche del sistema Kalashnikov. La visita di Merz ha portato alla firma di documenti su difesa, sicurezza, energia e tecnologie di soccorso, con accordi complessivi per oltre 8,5 miliardi di euro, e si è discusso dell'aumento della produzione tedesca di missili Patriot e del trasferimento di tre F-16 dal Belgio entro fine anno.