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Zelensky: l'aviazione ucraina abbatte il 55-60% dei droni Shahed a reazione

Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l'aviazione ucraina sta attualmente abbattendo il 55-60% dei droni Shahed russi a reazione. La percentuale è salita grazie all'aumento delle forniture di munizioni da 20 mm per i caccia F-16 concordate con i partner. Zelensky ha annunciato nuove soluzioni in arrivo, tra cui missili a basso costo e sistemi turret prodotti internamente, e ha ricordato i colloqui in corso su missili PAC-2/PAC-3 e sul progetto antiaereo congiunto europeo-ucraino "Freya".

Punti chiave

  • L'aviazione ucraina abbatte il 55-60% dei droni Shahed a reazione, secondo Zelensky.
  • L'efficacia è aumentata grazie alle maggiori forniture di munizioni da 20 mm per gli F-16 concordate con i partner.
  • Sono stati firmati nuovi contratti e ricevute ulteriori conferme dai partner sulle munizioni per F-16.
  • Zelensky ha annunciato in arrivo nuove soluzioni anti-Shahed: missili a basso costo dai partner e dai produttori ucraini.
  • L'Ucraina ha avviato la produzione interna di turret anti-drone, in fase di scaling dai singoli esemplari alle decine.
  • Sono in corso discussioni con i partner sui missili PAC-2 e PAC-3 per contrastare i missili balistici.
  • Sul progetto antiaereo congiunto "Freia" l'Ucraina ha fatto la sua parte; ora dipende da Francia, Germania, Danimarca e Norvegia.

Perché è importante

Il dato del 55-60% di abbattimenti attribuiti all'aviazione — in particolare agli F-16 — quantifica un contributo significativo dei caccia con pilota contro i droni a reazione, una minaccia più difficile da intercettare rispetto agli Shahed tradizionali. Le nuove forniture di munizioni da 20 mm e i contratti aggiuntivi con i partner indicano un rafforzamento concreto di questo vettore. Zelensky preannuncia inoltre un'architettura di difesa a strati: missili a basso costo e turret prodotti internamente, colloqui su PAC-2/PAC-3 contro i balistici, e il progetto congiunto "Freya" con i partner europei.

Che cosa è successo

In risposta a domande dei giornalisti sabato 17 ottobre, il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l'aviazione ucraina sta abbattendo il 55-60% dei droni Shahed russi a reazione. Ha attribuito il salto di efficacia all'aumento delle forniture di munizioni da 20 mm per i caccia F-16 concordate con i partner, e ha detto che sono stati firmati nuovi contratti e ricevute ulteriori conferme in tal senso. Zelensky ha annunciato che sono in arrivo nuove soluzioni anti-Shahed a basso costo, sviluppate dai partner e dai produttori ucraini, e che l'Ucraina ha già attiva una propria produzione interna di missili intercettori economici. Ha inoltre ricordato la produzione ucraina di turret anti-drone, ormai passata dai singoli esemplari alle decine, con piani di ulteriore scale-up, e i colloqui in corso con i partner sui missili PAC-2 e PAC-3 contro i missili balistici. Sul progetto antiaereo congiunto europeo-ucraino "Freya", Zelensky ha detto che l'Ucraina ha fatto la propria parte di lavoro e che ora molto dipende da Francia, Germania, Danimarca e Norvegia.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti sono ucraine e pongono Zelensky al centro come fonte ufficiale, presentando la quota del 55-60% come dato presidenziale. Il taglio è duplice: da un lato le nuove forniture alleate (F-16, PAC-2/PAC-3, progetto "Freya"), dall'altro la produzione interna (missili a basso costo, turret in crescita), lette come uno sforzo combinato nazionale e alleato. I risultati operativi recenti — il tasso di neutralizzazione di circa il 90% del 15 ottobre e il successo dei cinque intercettori Bars dell'11 ottobre — sono usati come prova che l'efficacia contro gli Shahed a reazione sta migliorando.

Dove le versioni divergono

Due fonti ucraine riportano una quota leggermente diversa di abbattimenti di Shahed a reazione attribuiti ai caccia: Zelensky parla in modo coerente del 55-60%, mentre una stima precedente formulava la stessa quota come 50-60%.

Contesto

Il 15 ottobre la difesa aerea ucraina ha dichiarato di aver neutralizzato circa il 90% dei droni russi a reazione lanciati quel giorno, abbattendone o sopprimendone 125 su 138 — di cui 79 a reazione — tra le 07:30 e le 18:00. L'11 ottobre il ministro della Difesa Yevheniy Khmara aveva detto che gli Shahed convenzionali vengono già intercettati con un'efficacia superiore al 90%, mentre prosegue il lavoro sulle varianti a reazione: un'unità avrebbe abbattuto cinque bersagli con cinque intercettori Bars, centrando un risultato del 100%. Il 2 ottobre Zelensky, in un'intervista al Financial Times, aveva spiegato che l'Ucraina sta testando cinque tipi di droni intercettori, con una produzione prevista di circa 400 unità per uno di essi entro fine ottobre. Gli intercettori sono al momento limitati dai vincoli di velocità operativa di Starlink, e i sistemi antibalistici richiedono normalmente decenni di sviluppo.