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Budanov: l'Ucraina offre ai partner del Drone Deal la tecnologia contro i droni reattivi russi

Il capo dell'Ufficio del presidente ucraino Kyrylo Budanov ha dichiarato in un'intervista a Euronews che i Paesi firmatari degli accordi Drone Deal con Kiev potranno accedere alle nuove tecnologie ucraine per intercettare i droni russi a propulsione reattiva. L'Ucraina sta già impiegando in combattimento i nuovi intercettatori e punta a raggiungere volumi di produzione sufficienti prima della parte più dura dell'inverno.

Punti chiave

  • Budanov: i Paesi con accordi Drone Deal attivi possono negoziare l'accesso a tecnologie ucraine contro i droni reattivi russi
  • L'Ucraina sta già usando in combattimento una nuova tecnologia di intercettazione, in uso sperimentale e non più solo in fase di test
  • Secondo Budanov il nuovo sistema intercetta i droni reattivi nella maggior parte dei casi, ma servono affinamento ingegneristico e scale-up produttivo
  • Obiettivo dichiarato: raggiungere il livello produttivo necessario prima della fase più difficile dell'inverno
  • Il formato Drone Deal riunisce 11 Paesi, tra cui Lettonia, Estonia, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca e recentemente Finlandia
  • Il 28 settembre Zelensky ha indicato un tasso di abbattimento del 70% sui droni in generale e del 57% sui droni reattivi
  • Tra i primi sviluppi ucraini figurano l'intercettore Alexa Spatium, in uso dalle Forze armate ucraine da agosto, e il più recente Zorelit v5 (fino a 416 km/h e 47 km di autonomia)

Perché è importante

La mossa colloca le competenze ucraine di counter-drone come prodotto esportabile per i partner dentro e fuori il quadro Drone Deal. Conferma inoltre che gli intercettatori contro i droni reattivi russi sono passati dalla fase di test all'impiego sperimentale in combattimento, mentre la scalatura della produzione resta il principale collo di bottiglia. L'obiettivo di raggiungere volumi sufficienti prima della parte più dura dell'inverno lega direttamente la tecnologia alla prevista ondata stagionale di attacchi russi con droni contro le infrastrutture energetiche e civili.

Che cosa è successo

In un'intervista a Euronews, il capo dell'Ufficio del presidente dell'Ucraina Kyrylo Budanov ha annunciato che i Paesi firmatari degli accordi Drone Deal con Kiev potranno negoziare l'accesso alle più recenti tecnologie ucraine per contrastare i droni russi a propulsione reattiva. Budanov ha precisato che la tecnologia è già impiegata in modo sperimentale in combattimento e che nella maggior parte dei casi riesce ad abbattete i droni reattivi. Il principale ostacolo resta la produzione in volumi sufficienti prima della fase più difficile dell'inverno, traguardo che Budanov si è detto fiducioso di poter raggiungere. Budanov ha chiarito che la cooperazione riguarda un principio di collaborazione tra Paesi su prodotti simili, non un singolo prodotto specifico, e che ogni Paese firmatario ha il diritto di proseguire i negoziati su prodotti specifici. Ha inoltre descritto il modello di cooperazione con i partner europei come basato su joint venture, mantenimento delle tecnologie critiche in Ucraina e trasparenza dei contratti, in cambio di velocità di innovazione e scalabilità produttiva offerta dall'Ucraina. Il formato Drone Deal riunisce già 11 Paesi, tra cui Lettonia, Estonia, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca e Finlandia.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutti gli articoli forniti sono in lingua ucraina e di fonte ucraina: puntano al centro l'intervista di Budanov a Euronews, sottolineando sia la promessa della nuova tecnologia di intercettazione sia l'urgenza di accelerare la produzione prima dell'inverno. La copertura ucraina aggiunge contesto domestico, citando programmi ucraini specifici come Alexa Spatium e Zorelit v5, riportando il parere di una figura dell'industria della difesa ucraina, Anatoliy Khrapchynsky, sui ritardi burocratici, e usando i tassi di abbattimento comunicati dal presidente Zelensky come base di paragone per la nuova tecnologia.

Contesto

La Russia ha intensificato l'uso di droni a propulsione reattiva che possono raggiungere i 600 km/h, contro i quali gli intercettatori ucraini convenzionali, intorno ai 300 km/h, faticano. Il formato Drone Deal, che copre produzione congiunta, trasferimento tecnologico e scambio di esperienza militare, è cresciuto fino a 11 Paesi, tra cui Lettonia, Estonia, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca e recentemente Finlandia. L'Ucraina sta lavorando a diversi progetti domestici, tra cui l'Alexa Spatium, in uso presso le Forze armate ucraine da agosto, e il più recente Zorelit v5. Il ministro della Difesa belga Theo Francken ha pubblicamente sottolineato la necessità di integrare le tecnologie ucraine nei sistemi di difesa NATO per contrastare le minacce aeree russe. All'inizio dell'anno, nel picco delle operazioni USA-Israele contro l'Iran, l'Ucraina aveva assistito alcuni Paesi mediorientali con esperienza e intercettori contro gli Shahed convenzionali. Il 28 settembre il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la difesa aerea ucraina abbatte circa il 70% dei droni negli attacchi massicci russi e il 57% dei droni reattivi; il 29 settembre ha annunciato l'individuazione dei primi prototipi d'arma contro gli Shahed reattivi.