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Il presidente della Lettonia: la Lettonia ospiterà armi nucleari se la NATO deciderà collettivamente

Il presidente lettone Edgars Rinkēvičs ha dichiarato che la Lettonia è pronta a ospitare armi nucleari sul proprio territorio qualora la NATO decida collettivamente che tale dispiegamento è necessario. Ha precisato che al momento non sono in corso negoziati concreti in tal senso e che la legislazione lettone non pone ostacoli giuridici a un simile dispiegamento. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una conferenza stampa con il primo ministro Andris Kulbergs, nel contesto dell'offerta britannica di estendere la deterrenza nucleare agli stati membri della Joint Expeditionary Force.

Punti chiave

  • Il presidente Edgars Rinkēvičs ha dichiarato che la Lettonia ospiterà armi nucleari se la NATO deciderà collettivamente che è necessario.
  • Al momento non sono in corso negoziati concreti per il dispiegamento di armi nucleari in Lettonia.
  • La legislazione lettone non contiene barriere giuridiche al dispiegamento di armi nucleari sul territorio nazionale.
  • Nel 2003 i futuri membri della NATO assicurarono all'Alleanza la piena partecipazione al meccanismo di sicurezza collettiva, inclusa la deterrenza nucleare.
  • Il Regno Unito ha proposto di estendere la protezione della deterrenza nucleare agli stati membri della Joint Expeditionary Force (JEF).
  • La Lettonia è già sotto l'ombrello nucleare della NATO, garantito da Stati Uniti e Regno Unito.
  • Il 22 settembre il Seimas lituano ha sostenuto in prima lettura un emendamento costituzionale per rimuovere il divieto di ospitare armi di distruzione di massa.

Perché è importante

La dichiarazione del presidente Rinkēvičs segnala la disponibilità di uno Stato baltico di prima linea ad accogliere armi nucleari NATO sul proprio territorio, subordinatamente a una decisione collettiva dell'Alleanza. Insieme al parallelo percorso lituano di revisione costituzionale, indica un'evoluzione della postura di deterrenza nucleare tra gli Stati baltici e nordici in risposta alle minacce percepite. L'iniziativa britannica di estendere la protezione nucleare ai membri della JEF si inserisce in un più ampio dibattito NATO sul rafforzamento della deterrenza in Europa.

Che cosa è successo

Il presidente lettone Edgars Rinkēvičs, in conferenza stampa dopo un incontro con il primo ministro Andris Kulbergs, ha affermato che la Lettonia è pronta a ospitare armi nucleari sul proprio territorio qualora la NATO decida collettivamente che tale dispiegamento è necessario. Ha tuttavia precisato che non sono attualmente in corso negoziati concreti su un simile dispiegamento e che la legislazione lettone non presenta ostacoli giuridici al riguardo. Rinkēvičs ha ricordato che nel 2003 i futuri membri dell'Alleanza avevano garantito la piena partecipazione al meccanismo di sicurezza collettiva NATO, inclusa la deterrenza nucleare, e ha osservato che la Lettonia è già coperta dall'ombrello nucleare dell'Alleanza, fornito da Stati Uniti e Regno Unito. Ha inoltre accolto positivamente la proposta britannica di estendere la protezione della deterrenza nucleare agli stati membri della Joint Expeditionary Force, di cui la Lettonia fa parte insieme a Regno Unito, Danimarca, Estonia, Finlandia, Islanda, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia. A fini di confronto, Rinkēvičs ha ricordato che la Lituania sta attualmente modificando la propria Costituzione per rimuovere il divieto di ospitare armi di distruzione di massa, divieto che in Lettonia non esiste.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti in lingua ucraina (ZN.UA e NV) inquadrano la notizia evidenziando la disponibilità di uno Stato NATO di prima linea a ospitare armi nucleari, sottolineando il contesto di sicurezza baltico e il processo decisionale collettivo dell'Alleanza.

Contesto

La Costituzione della Lettonia non vieta il dispiegamento di armi nucleari, a differenza della Lituania, che sta attualmente emendando la propria Carta fondamentale per rimuovere un analogo divieto. Nel 2003 i paesi in procinto di aderire alla NATO avevano assicurato all'Alleanza la piena partecipazione al meccanismo di sicurezza collettiva, inclusa la deterrenza nucleare. La Lettonia è già coperta dall'ombrello nucleare NATO, garantito da Stati Uniti e Regno Unito. La Joint Expeditionary Force riunisce Regno Unito, Danimarca, Estonia, Finlandia, Islanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia. Il 30 settembre Mosca ha ufficialmente avvertito la NATO del possibile uso di armi nucleari qualora le azioni dell'Alleanza portino all'isolamento della regione di Kaliningrad; la NATO ha respinto le accuse russe e condannato le minacce nucleari. L'Estonia sta intrattenendo colloqui con la Francia sulla possibile partecipazione a un'iniziativa francese di rafforzamento della deterrenza nucleare europea.