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Il comandante NATO supremo Grinkevich: attribuire pubblicamente alla Russia le operazioni ibride per aumentarne i costi

Il comandante supremo alleato in Europa della NATO, Alexus Grinkevich, ha esortato i paesi europei a indicare pubblicamente la Russia come responsabile di sabotaggi e altre azioni ibride, sostenendo che l'attribuzione pubblica abbia un effetto deterrente. Intervenendo lunedì davanti a una commissione del Parlamento europeo, ha affermato che le attività russe in Europa mirano a indebolire la volontà degli alleati di continuare a sostenere Kiev e che missioni come Eastern Sentry stanno già producendo effetti concreti.

Punti chiave

  • Alexus Grinkevich è il Supreme Allied Commander Europe (SACEUR) della NATO.
  • Grinkevich ha chiesto ai paesi europei di attribuire pubblicamente alla Russia la responsabilità di sabotaggi e altre azioni destabilizzanti.
  • Le dichiarazioni sono state rese lunedì durante una riunione di una commissione del Parlamento europeo.
  • Secondo Grinkevich, le attività russe in Europa mirano a erodere la volontà degli alleati di continuare a sostenere Kiev.
  • La missione NATO Eastern Sentry, lanciata l'11 settembre, coinvolge forze e assetti di Danimarca, Francia, Regno Unito e Germania.
  • Da quando Eastern Sentry è iniziata, la Russia è diventata significativamente più cauta nell'uso di droni vicino ai confini NATO.
  • Tra le intelligence europee si segnala un'intensificazione imminente di sabotaggi, cyberattacchi e possibili provocazioni, fino a una limitata incursione nel territorio Alleato.

Perché è importante

La presa di posizione del più alto comandante militare della NATO segnala un cambio di approccio: non più solo contenimento operativo, ma richiesta esplicita di una risposta politica — l'attribuzione pubblica — contro le operazioni ibride russe. Legando l'ingerenza ibrida in Europa al sostegno a Kiev, Grinkevich collega direttamente la sicurezza del continente alla guerra in Ucraina. Il quadro è aggravato dalle intelligence europee, che avvertono di un'imminente intensificazione di sabotaggi, cyberattacchi e provocazioni, con la possibilità persino di una limitata incursione nel territorio Alleato. Allo stesso tempo, la NATO riconosce di non avere ancora un piano ufficiale per rispondere a questa ondata di attacchi ibridi, e gli alleati non hanno un consenso sulla soglia oltre la quale episodi cumulati potrebbero far scattare l'articolo 5 sulla difesa collettiva.

Che cosa è successo

Alexus Grinkevich, comandante supremo alleato in Europa della NATO, ha esortato i paesi europei a indicare pubblicamente la Russia come responsabile di sabotaggi, cyberattacchi e altre azioni ibride. Intervenendo lunedì davanti a una commissione del Parlamento europeo, ha sostenuto che l'attribuzione pubblica di queste operazioni ne aumenterebbe i costi per gli organizzatori e avrebbe un effetto deterrente. Secondo Grinkevich, l'obiettivo di Mosca è indebolire la volontà degli alleati di continuare a sostenere Kiev. Il comandante ha citato come esempio positivo la missione NATO Eastern Sentry, lanciata l'11 settembre con assetti e forze di Danimarca, Francia, Regno Unito e Germania, affermando che da allora la Russia è diventata significativamente più cauta nell'uso di droni vicino ai confini dell'Alleanza, in particolare di Polonia e paesi baltici. Tra gli episodi recenti citati figurano un attacco con droni a Lipsia e un attacco russo a un treno in Ucraina vicino al confine polacco all'inizio del mese.

Contesto

Negli ultimi mesi i paesi europei hanno registrato un aumento di sabotaggi, cyberattacchi, avvistamenti di droni e altri incidenti ibridi collegati alla Russia. La missione NATO Eastern Sentry, avviata l'11 settembre con la partecipazione di Danimarca, Francia, Regno Unito e Germania, è il principale strumento operativo schierato dall'Alleata sul fianco orientale. Le intelligence europee si attendono una intensificazione degli attacchi a infrastrutture ferroviarie, imprese della difesa e altri siti legati al sostegno dell'Ucraina, e hanno messo in guardia persino da una possibile limitata incursione nel territorio Alleato. La stessa NATO ha ammesso di non disporre ancora di un piano ufficiale per rispondere alla crescente ondata di attacchi ibridi, mentre gli alleati discutono se episodi cumulati possano far scattare l'articolo 5 sulla difesa collettiva, senza però un consenso condiviso sulla soglia.