Рутте: gli attacchi ibridi russi dimostrano un'evoluzione della minaccia, il sostegno all'Ucraina resta la risposta chiave
Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha dichiarato il 29 settembre che le ripetute incursioni di droni e gli altri attacchi ibridi contro i Paesi dell'Alleanza mostrano un'evoluzione qualitativa della minaccia russa. Rutte ha affermato che la NATO dispone di tutte le opzioni di risposta necessarie — alcune pubbliche, altre no, non sempre «occhio per occhio» — e che la migliore risposta alle azioni russe nella «zona grigia» è rafforzare, non ridurre, il sostegno all'Ucraina. Il messaggio a Mosca, ha aggiunto, è chiaro: la NATO farà di più per Kiev, non di meno.
Punti chiave
- Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha definito le incursioni di droni nello spazio aereo dell'Alleanza come prova di un'«evoluzione della natura della minaccia».
- Rutte ha detto che la NATO dispone di tutte le opzioni di risposta necessarie, ma che queste non saranno sempre pubbliche né simmetriche, e non sempre seguiranno il criterio «occhio per occhio».
- Come esempio di risposta simmetrica Rutte ha citato il lancio dell'operazione Baltic Sentry dopo il taglio di un cavo sottomarino tra Finlandia ed Estonia avvenuto alla fine del 2025.
- Come esempio di risposta asimmetrica ha citato le azioni di Svezia, Regno Unito, Belgio e Francia per ostacolare le attività della «flotta ombra» russa.
- Rutte ha definito la migliore risposta alle azioni russe nella «zona grigia» il rafforzamento — non la riduzione — del sostegno all'Ucraina: la NATO farà «di più, non di meno» per Kiev.
- Nella notte tra il 28 e il 29 settembre la Romania ha rilevato un bersaglio aereo vicino al proprio spazio aereo e successivamente segnalato detriti nel distretto di Brăila, senza conferma di violazione dello spazio aereo.
Perché è importante
Le dichiarazioni di Rutte collocano ufficialmente l'ondata di incidenti ibridi e di droni lungo il fianco orientale come una minaccia qualitativamente nuova, che richiede una combinazione di strumenti militari e non. Collegando la risposta dell'Alleanza direttamente al mantenimento degli aiuti all'Ucraina, il segretario generale segnala che il sostegno a Kiev è la replica strategica alle azioni russe nella «zona grigia». La conferma che alcune risposte saranno riservate e non sempre simmetriche lascia deliberatamente aperta l'ambiguità su come e quando la NATO reagirà. Il quadro si intreccia con un'altra tensione: la lettera russa sulla possibile difesa per interessi in territorio russo, inclusa Kaliningrad, che Rutte ha definito non credibile.
Che cosa è successo
Il 29 settembre, in una conferenza stampa congiunta con il premier lituano Mindaugas Sinkevičius — che fonti diverse collocano a Bruxelles o a Vilnius — il segretario generale della NATO Mark Rutte ha sostenuto che le incursioni di droni e gli altri attacchi ibridi contro i Paesi membri dimostrano un'«evoluzione della natura della minaccia». Ha affermato che la NATO dispone di tutte le opzioni di risposta necessarie, ma che queste non sempre saranno pubbliche, non sempre simmetriche e non sempre seguiranno il principio «occhio per occhio». Come esempio di risposta simmetrica ha citato l'operazione Baltic Sentry, lanciata dopo il taglio di un cavo sottomarino tra Finlandia ed Estonia alla fine del 2025; come esempio di risposta asimmetrica, le azioni di Svezia, Regno Unito, Belgio e Francia contro la «flotta ombra» russa. Rutte ha lodato l'abbattimento, avvenuto circa due settimane prima, di un drone nello spazio aereo lituano da parte di caccia dell'Alleanza, identificati come italiani. Ha poi definito la migliore risposta alle azioni russe nella «zona grigia» il rafforzamento — non la riduzione — del sostegno all'Ucraina, con il messaggio a Mosca: la NATO farà «di più, non di meno» per Kiev. Ha approvato la scelta dell'Estonia di attribuire pubblicamente alla Russia l'episodio dell'incendio contro la Milrem Robotics a Tallinn, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 agosto, e ha invitato gli alleati a mantenere la calma e a continuare a investire nella difesa. Nella stessa giornata il comandante supremo alleato in Europa, Alexus Grinkevich, ha riferito di un'intensificazione della condivisione di intelligence in risposta all'ondata di sabotaggi e altri incidenti.
Dove le versioni divergono
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha respinto le accuse dell'Estonia sul coinvolgimento dei servizi segreti russi nell'incendio della Milrem Robotics, definendole «infondate» e prive di «logica»; il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna e Rutte hanno invece difeso pubblicamente l'attribuzione. Le fonti divergono anche sul luogo della conferenza stampa di Rutte: alcune la collocano nella sede NATO a Bruxelles, altre in Lituania (Vilnius) il 29 settembre. La caratterizzazione del livello di minaccia varia tra le fonti: Rutte ha parlato di «evoluzione» della natura del pericolo e di un'«evoluzione» del rischio, ma ha anche detto che la NATO non si trova di fronte a una «minaccia immediata» da parte della Russia e che non considera credibili le minacce nucleari contro gli Stati baltici. Una testata ucraina definisce il ministro della Difesa polacco come «successore del ministro della Difesa russo Sergei Shoigu», un inquadramento fuorviante rispetto alle altre fonti che lo identificano correttamente come Władysław Kosiniak-Kamysz.
Contesto
Gli incidenti citati come fanno danno al quadro una forma concreta e transfrontaliera. Circa due settimane prima delle dichiarazioni di Rutte, caccia dell'Alleanza — identificati come italiani — hanno abbattuto un drone nello spazio aereo lituano. L'Estonia ha identificato i servizi segreti russi come responsabili dell'incendio contro la Milrem Robotics a Tallinn nella notte tra il 14 e il 15 agosto e ha convocato l'incaricato d'affari russo; Mosca ha respinto le accuse. La Polonia ha segnalato la caduta di un drone in territorio ucraino a circa 2 km dal valico di Dorohusk, senza violazione dello spazio aereo polacco, durante attacchi russi sull'Ucraina occidentale. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre la Romania ha rilevato un bersaglio aereo vicino al proprio spazio aereo, senza riportare violazioni, e in seguito ha ricevuto segnalazioni di detriti nel distretto di Brăila. Alla fine del 2025 il taglio di un cavo sottomarino tra Finlandia ed Estonia ha portato al lancio dell'operazione Baltic Sentry, citata da Rutte come risposta simmetrica. Svezia, Regno Unito, Belgio e Francia hanno adottato misure contro la «flotta ombra» di petroliere russe. Sullo sfondo si colloca anche una lettera russa alla NATO, riportata il 30 settembre, in cui Mosca minaccia l'uso di armi nucleari in caso di attacco al proprio territorio, inclusa Kaliningrad.