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Il capo della commissione militare della Nato: "L'Alleanza è pronta a rispondere a un'escalation russa"

Il 19 aprile — cioè sabato 19 settembre 2026 — a Copenaghen il presidente del Comitato militare della Nato, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ha dichiarato che l'Alleanza è pronta a rispondere a una possibile escalation della Russia sul fianco orientale. La dichiarazione è arrivata durante una riunione dei 32 capi militari dei paesi Nato ed è seguita alle allerte lanciate da Varsavia, Parigi, L'Aia e Vilnius su presunte provocazioni russe.

Punti chiave

  • Il 19 settembre il presidente del Comitato militare Nato, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ha detto a Copenaghen che l'Alleanza è pronta a rispondere a una possibile escalation russa sul fianco orientale.
  • La dichiarazione è stata resa durante l'incontro dei 32 capi militari dei paesi Nato.
  • Dragone: "L'Alleanza è pronta, la struttura è pronta, i soldati e gli armamenti sono pronti"; la Nato continua ad aumentare le forze in numeri e livello tecnico.
  • La Nato dispone di circa 4.000 pagine di piani militari per la difesa del fianco orientale, dai scenari di crisi minima fino all'intervento sul territorio dell'Alleanza.
  • Nel 2023, in seguito all'invasione su larga scala dell'Ucraina, gli alleati hanno concordato tre piani operativi di difesa regionale.
  • Il primo ministro polacco Donald Tusk ha avvertito che Mosca potrebbe effettuare nei prossimi mesi un attacco con droni o missili contro un paese Nato come provocazione per testare l'Alleanza; allerte simili sono venute da Francia, Paesi Bassi e Lituania.
  • Il 15 settembre il consigliere presidenziale russo Nikolai Patrushev ha dichiarato che in caso di conflitto Varsavia scomparirebbe "in due o tre giorni".

Perché è importante

La dichiarazione arriva dal massimo responsabile militare della Nato in un momento in cui diverse capitali europee hanno lanciato allerte su una possibile provocazione russa contro un paese dell'Alleanza. Conferma la prontezza operativa della Nato — circa 4.000 pagine di piani di difesa del fianco orientale e un rafforzamento continuo in numeri e capacità tecniche — e risponde direttamente alle preoccupazioni sugli sforzi di Mosca per minare la coesione alleata, inquadrandoli come un fattore che invece acuisce la determinazione dell'Alleanza.

Che cosa è successo

Il 19 settembre, al termine della riunione dei 32 capi militari della Nato a Copenaghen, il presidente del Comitato militare dell'Alleanza, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ha dichiarato che la Nato è pronta a rispondere a una possibile escalation russa sul fianco orientale. Dragone ha sottolineato che l'Alleanza, la sua struttura, i soldati e gli armamenti sono pronti e che la Nato continua ad aumentare le proprie forze sia in termini numerici sia in termini di livello tecnico. Ha inoltre ricordato che la Nato dispone di circa 4.000 pagine di piani militari per la difesa del fianco orientale, che coprono scenari dalla crisi minima fino all'intervento sul territorio dell'Alleanza — piani concordati in tre pacchetti operativi regionali nel 2023, dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina. Il generale ha osservato che le recenti "settimane e mesi" di comportamento russo "irresponsabile" mirano a minare la fiducia e l'unità alleata, ma ha affermato che questi tentativi non dividono la Nato: al contrario, ne affinano gli strumenti e la rendono più coesa e determinata. Ha precisato che i generali Nato, alla riunione di sabato, non hanno discusso specificamente le ultime allerte alleate.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine mettono al centro la dichiarazione di Dragone ma le affiancano le allerte provenienti da Polonia, Francia, Paesi Bassi, Lituania e Lettonia su minacce ibride o dirette russe imminenti contro il fianco orientale della Nato. Sottolineano episodi recenti — intercettazioni di droni al largo della Romania, un UAV armato all'aeroporto di Lipsia, un drone entrato in Lituania dalla Bielorussia, un incendio in uno stabilimento estone di droni attribuito a Mosca — come prova di una campagna russa in intensificazione. Le fonti ucraine contrappongono la valutazione (attribuita da alcune al presidente lettone Edgars Rinkēvičs e da una sola al presidente ucraino Volodymyr Zelens'kyj) secondo cui la maggior parte dei paesi Nato non saprebbe respingere un attacco missilistico russo al messaggio di prontezza di Dragone, e riportano la puntualizzazione del Centro per le comunicazioni strategiche ucraino: "a Mosca un tempo pensavano anche di prendere Kyiv rapidamente", a margine delle dichiarazioni di Patrushev sulla scomparsa di Varsavia "in due o tre giorni".

Dove le versioni divergono

Due divergenze principali emergono tra le fonti. La prima riguarda la data dell'avvertimento del primo ministro polacco Donald Tusk su una possibile provocazione russa con droni o missili: alcune fonti indicano genericamente "giovedì", altre il 17 settembre, un'altra ancora il 18 settembre. La seconda riguarda l'autore dell'affermazione secondo cui la maggior parte dei paesi Nato non sarebbe attualmente in grado di respingere un attacco missilistico russo e che l'Europa non sta tenendo il passo con la guerra dei droni e aerea condotta dall'Ucraina: diverse agenzie ucraine la attribuiscono al presidente lettone Edgars Rinkēvičs, mentre una sola fonte la attribuisce al presidente ucraino Volodymyr Zelens'kyj.

Contesto

Nel 2023, dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia, gli alleati della Nato hanno concordato tre piani operativi di difesa regionale. Ad agosto, rapporti dell'intelligence statunitense hanno messo in luce un avvertimento secondo cui Mosca starebbe pianificando un attacco limitato contro un paese Nato nei prossimi anni. Nelle ultime settimane l'Europa ha registrato un numero crescente di violazioni dello spazio aereo e di tentativi di sabotaggio, in un clima di tensioni crescenti con la Russia. Il 15 settembre il consigliere presidenziale russo Nikolai Patrushev ha dichiarato che in caso di conflitto contro Mosca Varsavia scomparirebbe "in due o tre giorni". Alla conferenza YES in Ucraina, il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha detto che Polonia e alleati potrebbero sconfiggere rapidamente la Russia se attaccasse, citando il vantaggio Nato in aviazione e nelle armi moderne a lungo raggio.