Oltre metà degli F-16 ucraini fermi per manutenzione in Belgio: Zelensky chiede di spostare le riparazioni in Ucraina
Secondo il Wall Street Journal, oltre metà dei caccia F-16 ucraini è attualmente non operativa a causa dei ritardi nella manutenzione tecnica eseguita in Belgio dalla Sabena Aerospace Engineering, nell'ambito di un contratto USA fino a 235,5 milioni di dollari. Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato il problema e chiesto di trasferire parte delle riparazioni sul territorio ucraino, mentre il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Heorhiy Tykhyi contesta la lettura «catastrofica» della situazione.
Punti chiave
- Oltre il 50% degli F-16 ucraini è attualmente non idoneo al combattimento per ritardi nella manutenzione tecnica in Belgio.
- Gli USA hanno firmato nel gennaio 2026 un contratto fino a 235,5 milioni di dollari con la belga Sabena Aerospace Engineering per la manutenzione degli F-16 ucraini.
- Le ispezioni tecniche di fase, obbligatorie ogni circa 300 ore di volo, richiedono 2-6 settimane negli USA ma fino a 40 settimane in Belgio, secondo il contrammiraglio USA in pensione Mark Montgomery.
- Il generale a riposo dell'USAF David Deptula ha definito la situazione «un fallimento della prontezza operativa che sta diventando una crisi di difesa aerea».
- Il 29 settembre Zelensky ha annunciato un accordo con il Belgio per la cessione di tre F-16 entro la fine del 2026 e la ricezione di forniture urgenti di munizioni da Belgio, Spagna e altri paesi.
- Bloomberg riporta che l'Ucraina intende acquistare decine di migliaia di proiettili da 20 mm per F-16 contro i droni russi a reazione, con un fabbisogno stimato di circa 10.000 colpi al giorno.
- Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Heorhiy Tykhyi ha smentito che la prontezza degli F-16 sia catastroficamente bassa, sostenendo che i tempi di riparazione stiano accorciandosi.
Perché è importante
Una quota consistente della flotta F-16 ucraina è fuori servizio proprio mentre la Russia sta aumentando drasticamente l'uso di droni a reazione, contro cui gli F-16 sono descritti come il mezzo di contrasto più efficace. La manutenzione è concentrata in un'unica struttura straniera, la belga Sabena Aerospace Engineering sotto contratto USA, creando una dipendenza strategica da un'unica catena logistica lontana dal fronte. Una fonte occidentale citata nel reportage avverte che, se i ritmi d'uso e riparazione restano questi, l'Ucraina potrebbe perdere i restanti F-16 entro l'anno.
Che cosa è successo
Il Wall Street Journal ha riportato che oltre la metà degli F-16 ucraini è attualmente non operativa a causa dei ritardi nella manutenzione tecnica eseguita in Belgio dalla Sabena Aerospace Engineering, appaltatore sotto contratto del Dipartimento della Difesa USA (fino a circa 235,5 milioni di dollari, firmato a gennaio 2026). Dopo ogni 300 ore di volo gli F-16 richiedono un'ispezione tecnica di fase completa di motore, avionica, idraulica e impianto carburante; negli USA queste durano 2-6 settimane, mentre in Belgio, secondo il contrammiraglio in pensione Mark Montgomery, possono richiedere fino a 40 settimane. La Sabena ha rifiutato di commentare al WSJ per ragioni di sicurezza operativa, e anche un portavoce dell'Aeronautica ucraina ha declinato il commento.
Il presidente Zelensky ha confermato il problema in un'intervista al Financial Times, spiegando che circa metà della flotta è ferma in Europa per riparazioni, e ha chiesto ai partner occidentali di trasferire la manutenzione sul territorio ucraino. Il 29 settembre ha annunciato un accordo con il Belgio per tre ulteriori F-16 entro fine 2026 e ha riferito di forniture urgenti di munizioni da Belgio, Spagna e altri paesi. Il 30 settembre Bloomberg ha riferito che l'Ucraina intende acquistare decine di migliaia di proiettili da 20 mm per F-16 da usare contro i droni a reazione russi, con un fabbisogno stimato di circa 10.000 colpi al giorno.
Una fonte occidentale anonima citata dal WSJ ha avvertito che, ai ritmi attuali, l'Ucraina potrebbe esaurire i restanti F-16 entro l'anno. Il generale USA in pensione David Deptula ha definito la situazione «un fallimento della prontezza operativa che sta diventando una crisi di difesa aerea». L'Ucraina sta inoltre testando nuovi intercettori contro i droni a reazione, il cui tasso di intercettazione è sceso a circa il 55% rispetto a oltre il 90% per i più vecchi droni Shahed, mentre gli attacchi russi con droni a reazione sono saliti da circa 350 a giugno a circa 2.000 in un mese recente e a 2.800 ad agosto 2026.
Come la raccontano le fonti internazionali
La copertura internazionale, guidata dal Wall Street Journal, mette al centro della storia un singolo contraente belga sotto contratto USA come collo di bottiglia della manutenzione, citando funzionari occidentali anonimi e generali USA in pensione che descrivono la situazione come un fallimento della prontezza operativa che si trasforma in una crisi di difesa aerea. Bloomberg e altre testate straniere inquadrano la risposta ucraina in termini di approvvigionamento, in particolare l'acquisto di decine di migliaia di proiettili da 20 mm — molto più disponibili a livello globale rispetto ai missili Patriot — e il calcolo di circa 150 colpi per intercettazione.
Il reportage straniero contestualizza inoltre il problema ucraino nella più ampia crisi di manutenzione dell'aviazione militare USA, citando un avvertimento della GAO della primavera 2026 sui ritardi crescenti e un deficit di 14 miliardi di dollari in pezzi di ricambio dichiarato da una generale dell'USAF. Complessivamente, la cornice internazionale presenta il rischio strategico per Kyiv — esaurimento della flotta F-16 entro l'anno — come una vulnerabilità concreta, ma cerca anche una soluzione tecnico-logistica nell'espansione della manutenzione in Ucraina o nell'uso di strutture in Romania.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono innanzitutto sulla gravità del problema di prontezza: una fonte occidentale anonima citata dal WSJ sostiene che oltre metà degli F-16 ucraini sia non operativa a causa dei ritardi di manutenzione, mentre il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Heorhiy Tykhyi contesta pubblicamente questa lettura, definisce i tempi di riparazione in via di accorciamento e avverte che diffondere l'idea di una prontezza catastroficamente bassa rischia di minare la fiducia nel finanziamento internazionale della manutenzione.
Una seconda divergenza riguarda l'orizzonte temporale in cui l'Ucraina potrebbe perdere i restanti F-16 secondo la fonte WSJ: il giornale parla semplicemente di «entro l'anno», ma alcune testate ucraine scrivono «entro la fine del 2025», mentre altre indicano «entro la fine del 2026». C'è infine una differenza minore sulla durata delle ispezioni in Belgio: la maggior parte delle fonti, citando il contrammiraglio Montgomery, indica fino a 40 settimane, ma almeno una fonte parafrasa la stessa cifra come fino a nove mesi.
Contesto
L'Ucraina ha ricevuto i primi F-16 nell'estate del 2024 e ulteriori velivoli dai Paesi Bassi nel febbraio 2025. La politica USA colloca la manutenzione degli F-16 ucraini sotto un contratto con la società belga Sabena Aerospace Engineering del valore fino a circa 235,5 milioni di dollari, firmato nel gennaio 2026. Gli F-16 richiedono un'ispezione tecnica di fase ogni circa 300 ore di volo; tali ispezioni durano tipicamente 2-6 settimane negli USA ma, secondo un contrammiraglio USA in pensione, possono richiedere fino a 40 settimane in Belgio.
Il ritardo nella manutenzione coincide con un forte aumento degli attacchi russi con droni a reazione (da circa 350 a giugno a circa 2.000 in un mese recente, e 2.800 ad agosto 2026 secondo l'Aeronautica ucraina) e con un calo del tasso di intercettazione ucraino contro questi droni a circa il 55%, rispetto a oltre il 90% per i più vecchi droni Shahed. Le intercettazioni Patriot scarse su disponibilità, e l'Ucraina sta cercando anche decine di migliaia di proiettili da 20 mm per usare i caccia in modo più economico contro i droni a reazione.
L'aviazione militare USA deve affrontare una propria pressione di manutenzione, tra cui un deficit di pezzi di ricambio di circa 14 miliardi di dollari citato da una generale dell'USAF e un avvertimento GAO della primavera 2026 sui ritardi crescenti.