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Kiev: la Bielorussia ha riattivato i ripetitori che aiutano i droni russi a colpire l'Ucraina occidentale

Il portavoce del Servizio statale di frontiera ucraino Andrij Demchenko ha dichiarato che la Bielorussia ha riattivato sul proprio territorio ripetitori che amplificano il segnale dei droni russi Shahed e Gerber, consentendo loro di colpire più in profondità le regioni occidentali dell'Ucraina. Demchenko ha collegato l'attacco russo al valico di frontiera di Jahodyn, al confine con la Polonia, al supporto dei ripetitori bielorussi e ha riferito che il presidente Zelensky aveva già ammonito Minsk in giugno. Secondo il portavoce, non vi è al momento alcun accumulo di una forza d'assalto bielorussa al confine.

Punti chiave

  • Demchenko: la Bielorussia ha riattivato i ripetitori che potenziano il segnale dei droni russi Shahed e Gerber
  • I droni russi entrano dal territorio russo e restano vicino al confine bielorusso per ricevere il segnale amplificato
  • L'attacco al valico di Jahodyn, nella regione di Volyn al confine con la Polonia, sarebbe stato effettuato con il supporto dei ripetitori bielorussi
  • Le regioni occidentali Rivne, Volyn e Leopoli sono ora a portata dei droni russi grazie a questo supporto
  • In giugno Zelensky aveva dato a Minsk una settimana per smantellare i ripetitori; dal 22 giugno erano stati spenti, ora sono stati riaccesi
  • Il 13 settembre un drone russo ha colpito una locomotiva a Jahodyn, circa 2 km dal confine polacco; passeggeri evacuati 15 minuti prima, nessun ferito
  • Serhij Bratčuk: l'Ucraina ha diverse capacità per contrastare i ripetitori in Bielorussia, ma senza specificare i metodi

Perché è importante

La riattivazione dei ripetitori bielorussi ripristina la capacità della Russia di colpire in profondità le regioni occidentali dell'Ucraina, fino al confine con la Polonia, riportando in primo piano il ruolo diretto della Bielorussia nel conflitto nonostante l'apparente assenza di una minaccia di invasione terrestre.

Che cosa è successo

Andrij Demčenko, portavoce del Servizio statale di frontiera ucraino, ha dichiarato che la Bielorussia ha riattivato sul proprio territorio ripetitori che amplificano il segnale dei droni russi Shahed e Gerber. I droni russi, ha spiegato, entrano dal territorio della Russia e si mantengono vicino al confine bielorusso per ricevere il segnale potenziato e poter così penetrare più a fondo nell'Ucraina occidentale. Secondo Demčenko, l'attacco del 13 settembre al valico di Jahodyn, nella regione di Volyn, a circa due chilometri dal confine polacco, è stato condotto con il supporto di questi ripetitori. Il portavoce ha ricordato che in giugno il presidente Volodymyr Zelensky aveva dato alla Bielorussia una settimana di tempo per smantellare i dispositivi e che dal 22 giugno i ripetitori erano stati disattivati; ora sono stati riaccesi. Demčenko ha aggiunto che non vi è al momento alcun accumulo di una forza d'assalto bielorussa al confine ucraino pronta a un'invasione. Serhij Bratčuk, portavoce dell'Esercito volontario ucraino, ha dichiarato che l'Ucraina dispone di diverse capacità per neutralizzare i ripetitori in Bielorussia, senza specificarle. Il capo dell'Intelligence militare Oleh Ivaščenko, in un'intervista al Times dell'11 settembre, aveva osservato che alcuni ripetitori in Bielorussia potrebbero essere d'aiuto alla Russia.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine si concentrano sulle dichiarazioni dei portavoce ufficiali — Andrij Demčenko del Servizio di frontiera, Oleh Ivaščenko dell'Intelligence militare, Serhij Bratčuk dell'Esercito volontario — e inquadrano la Bielorussia come complice attivo dei bombardamenti russi, non come attore neutrale. La copertura sottolinea l'ultimatum precedente del presidente Zelensky, la disattivazione temporanea dei ripetitori e la loro riaccensione come una deliberata inversione di rotta, collegando direttamente l'attacco di Jahodyn e il colpo del 16 settembre a Kovel ai ripetitori bielorussi e alla vicinanza con la Polonia.

Come la raccontano le fonti internazionali

Il materiale non riporta analisi distinta da parte di fonti internazionali; gli unici elementi internazionali presenti sono il riferimento del capo dell'Intelligence militare Oleh Ivaščenko a un'intervista al Times e i resoconti sulla presenza a bordo del treno colpito dell'ex primo ministro britannico Boris Johnson, dell'ex direttore della CIA David Petraeus e di Günter Sautter, consigliere del cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Contesto

Il 19 giugno il presidente Zelensky aveva dato alla Bielorussia una settimana per smantellare i ripetitori utilizzati per correggere i bombardamenti russi; dal 22 giugno i dispositivi risultavano disattivati. Il 13 settembre un drone russo ha colpito una locomotiva di un treno passeggeri a Jahodyn, nella regione di Volyn, circa due chilometri dal confine con la Polonia: i passeggeri erano stati evacuati 15 minuti prima grazie a un'allerta di un gruppo di monitoraggio e non si registrano feriti. Jahodyn è il principale valico di frontiera tra l'Ucraina e la Polonia nella regione di Volyn.