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Zelensky: la Russia vuole schierare armi balistiche in Bielorussia

Il 17 ottobre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato in un commento audio ai giornalisti che la Russia intende schierare armi balistiche sul territorio bielorusso, con il sostegno del leader al potere Alexander Lukashenko. Secondo Zelensky, un tale schieramento minaccerebbe soprattutto l'Ucraina occidentale e significherebbe il diretto coinvolgimento della Bielorussia nella guerra. L'Ucraina, ha aggiunto, sta rafforzando la difesa aerea nelle aree più colpite e aumentando la produzione di torrette anti-droni.

Punti chiave

  • Zelensky ha detto il 17 ottobre che la Russia vuole schierare armi balistiche in Bielorussia.
  • Lo schieramento, secondo Zelensky, richiede il sostegno di Alexander Lukashenko.
  • La minaccia principale ricadrebbe sull'Ucraina occidentale.
  • Zelensky ha definito l'eventuale schieramento un diretto coinvolgimento della Bielorussia nella guerra.
  • L'Ucraina sta rafforzando la difesa aerea nelle regioni più colpite e aumentando la produzione di torrette contro i droni a reazione.
  • A settembre il vicecapo dell'intelligence militare (HUR) Vadym Skibitsky aveva avvertito di un possibile intensificazione dei raid sull'Ucraina occidentale.
  • La Russia è nella fase finale di test di un nuovo missile balistico con gittata fino a 800 km, sempre secondo Skibitsky.

Che cosa è successo

Il 17 ottobre, in un commento audio ai giornalisti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la Russia intende schierare armi balistiche sul territorio della Bielorussia, contando sul sostegno del leader bielorusso Alexander Lukashenko. Secondo Zelensky, un tale schieramento costituirebbe una minaccia soprattutto per le regioni occidentali dell'Ucraina e significherebbe il diretto coinvolgimento della Bielorussia nella guerra, con rischi anche per la stessa Bielorussia. Il presidente ha aggiunto che la Russia sta già installando ripetitori sul territorio bielorusso per creare un corridoio per i droni d'attacco e ha assicurato che l'Ucraina sta rafforzando la difesa aerea nelle aree più colpite e aumentando la produzione di torrette per abbattere i droni a reazione.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti fornite sono media ucraini in lingua ucraina, e tutte aprono la notizia sulle parole di Zelensky. I titoli sottolineano la minaccia per le regioni occidentali dell'Ucraina e inquadrano l'eventuale schieramento russo in Bielorussia come un coinvolgimento diretto della Bielorussia nella guerra. Le fonti abbina la dichiarazione di Zelensky al resoconto dei recenti attacchi a Lutsk e in Volinia, rafforzando l'urgenza dell'allarme. Le voci principali sono funzionari ucraini — Zelensky, il vicecapo dell'intelligence militare Vadym Skibitsky e il portavoce del servizio di frontiera Andriy Demchenko — senza alcuna dichiarazione di funzionari russi o bielorussi.

Dove le versioni divergono

I fatti forniti descrivono in modo coerente i piani russi di schierare armi balistiche in Bielorussia come un'intenzione futura, senza confermare che tali armi siano già state effettivamente dispiegate o che la Bielorussia abbia formalmente acconsentito. Alcuni elementi indicano che sistemi missilistici e unità militari russe sono già presenti sul territorio bielorusso, ma la loro prontezza a colpire l'Ucraina non è stata confermata pubblicamente.

Contesto

Sistemi missilistici e unità militari russe sono già presenti sul territorio bielorusso, anche se la loro prontezza operativa a colpire l'Ucraina non è stata confermata pubblicamente. Il territorio bielorusso viene utilizzato per ospitare ripetitori di segnale che permettono ai droni d'attacco russi di raggiungere le oblast occidentali ucraine, come confermato dal Servizio di frontiera statale in relazione a raid su Lviv, Volinia e Rivne. Tra il 13 e il 16 ottobre una serie di attacchi con droni russi ha colpito Lutsk e le aree circostanti, danneggiando il centro ricreativo che ospita il Museo d'arte contemporanea Korsakiv, distruggendo il magazzino all'ingrosso di merci europee Yevrohurt (sei morti e 13 feriti), abbattendo droni sulla Volinia con detriti che hanno interrotto elettricità e acqua, e colpendo imprese a capitale estero a Lutsk e un terminale doganale a Kovel.