Zelensky a CBS: elezioni «domani» pronte, ma impossibili durante la guerra; in arrivo misure «impopolari» sul deficit
In un'intervista a CBS, il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l'Ucraina potrebbe tenere elezioni «domani», ma non durante le ostilità attive, per ragioni costituzionali, legislative e di sicurezza. Ha criticato figure di spicco come l'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov per aver chiesto il voto in tempo di guerra e ha legato la possibilità di elezioni a un cessate il fuoco che, secondo Kyiv, la Russia ha ripetutamente rifiutato. Separatamente, Zelensky ha annunciato decisioni «difficili e impopolari» per coprire un deficit di bilancio legato a un fabbisogno militare di 23 miliardi di euro.
Punti chiave
- Zelensky è pronto a indire elezioni «domani», ma le ritiene impossibili durante le ostilità per motivi costituzionali, elettorali e di sicurezza.
- Ha criticato l'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov e altri che chiedono il voto in guerra: «vogliono fare politica».
- Ha condizionato ogni percorso elettorale a un cessate il fuoco che, secondo Kyiv, la Russia ha ripetutamente rifiutato.
- Ha stimato circa 9 milioni di ucraini all'estero, contro i circa 500.000 che votavano dall'estero prima dell'invasione su larga scala.
- Ha denunciato un divario di 23 miliardi di euro (26,5 miliardi di dollari) nella spesa militare e 7 disegni di legge per finanziare il deficit, definendo alcune misure «impopolari».
- Gli Stati europei hanno concesso alla fine dello scorso anno un prestito di 90 miliardi di euro (104 miliardi di dollari) per le esigenze del 2026–2027.
- Zelensky si è detto aperto a un reciproco stop agli attacchi alle infrastrutture energetiche, su richiesta degli Stati Uniti, ma ha difeso come legittimi gli attacchi alle raffinerie russe.
Perché è importante
Le dichiarazioni di Zelensky definiscono i contorni del possibile per le elezioni in Ucraina: legalmente e praticamente impossibili durante le ostilità, ma realizzabili dopo un cessate il fuoco. Il presidente respinge le pressioni interne — comprese quelle dell'ex ministro Fedorov — come mosse politiche, e addossa a Mosca la responsabilità di aver rifiutato il cessate il fuoco che sbloccherebbe il voto. Sul piano economico, il richiamo a un deficit di 23 miliardi di euro nella spesa militare, coperto solo in parte dal prestito europeo di 90 miliardi per il 2026–2027, annuncia decisioni dolorose per la tenuta dello Stato. Infine, l'apertura a una de-escalazione sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, su impulso degli Stati Uniti, delinea un possibile terreno negoziale senza concessioni sulla legittimità degli attacchi alle raffinerie russe.
Che cosa è successo
In un'intervista rilasciata a CBS, il presidente Volodymyr Zelensky ha affermato che l'Ucraina potrebbe indire elezioni «domani», ma che durante le ostilità attive ciò è impossibile per motivi costituzionali, di legislazione elettorale e di sicurezza. Ha citato come ostacoli concreti i bambini che non possono andare a scuola in sicurezza, i circa 9 milioni di ucraini attualmente all'estero (contro i circa 500.000 che votavano dall'estero prima dell'invasione su larga scala) e la presenza di soldati russi nei territori temporaneamente occupati, dove non sarebbe chiaro chi controllerebbe il voto. Zelensky ha condizionato qualsiasi percorso elettorale a un cessate il fuoco — stimato in una pausa di almeno diversi mesi — che, ha detto, l'Ucraina ha proposto ripetutamente e che la Russia ha rifiutato.
Alla domanda su figure di spicco che chiedono elezioni durante la guerra, tra cui l'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, Zelensky ha definito l'idea un errore e ha detto che queste persone «vogliono fare politica». Ha aggiunto che in tempo di guerra la pace è la priorità numero uno e la politica non è nemmeno seconda.
Separatamente, Zelensky ha annunciato — anche nel suo discorso quotidiano — che prenderà decisioni «difficili, spiacevoli e impopolari» per affrontare un ampio deficit di bilancio, legato in gran parte a un fabbisogno di 23 miliardi di euro (26,5 miliardi di dollari) nella spesa militare per finanziare il conflitto, ormai al quinto anno. Ha menzionato sette disegni di legge «necessari per finanziare il deficit del bilancio statale» senza entrare nei contenuti. Il prestito europeo di 90 miliardi di euro (104 miliardi di dollari), concordato alla fine dello scorso anno, copre le esigenze militari e civili solo per il 2026 e il 2027.
Zelensky ha inoltre ribadito che l'Ucraina è pronta a congelare la linea del fronte solo in cambio di un cessate il fuoco incondizionato e di negoziati, escludendo una fine del conflitto «win-win». Ha risposto alla richiesta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di interrompere gli attacchi alle infrastrutture diesel russe — nel quadro di una proposta reciproca di stop agli attacchi al settore energetico — dicendosi aperto a «passi di de-escalation» se la Russia farà altrettanto, ma difendendo come legittimi gli attacchi alle raffinerie russe in risposta ai ripetuti attacchi di Mosca alle infrastrutture energetiche ucraine.
Come la raccontano le fonti internazionali
L'emittente qatariota Al Jazeera Arabic apre la copertura sul versante economico, dando rilievo all'avvertimento di Zelensky su misure «difficili» per chiudere un ampio deficit di bilancio e al divario di 23 miliardi di euro nella spesa militare. La stessa fonte sottolinea inoltre la proposta americana di uno stop reciproco agli attacchi alle infrastrutture energetiche e la richiesta di Trump di cessare gli attacchi alle infrastrutture diesel, un angolo diplomatico assente nella copertura in lingua ucraina.
Dove le versioni divergono
Una fonte anonima del partito Servitore del Popolo ha affermato che Mykhailo Fedorov non sta lasciando definitivamente la politica; il suo entourage lo ha smentito (LIGA.net).
Contesto
La legislazione ucraina attualmente non consente elezioni durante la guerra. Pochi giorni prima dell'intervista a CBS, Zelensky aveva criticato l'idea di elezioni in tempo di guerra, sostenendo che dividerebbero il paese. L'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov aveva registrato a metà agosto un videomessaggio a favore del voto anche durante il conflitto e ai primi di settembre aveva annunciato una società di defense tech con Alex Karp, amministratore delegato di Palantir, come primo investitore. L'Ucraina stima circa 9 milioni di cittadini all'estero, a fronte dei circa 500.000 che votavano dall'estero prima dell'invasione su larga scala. Gli Stati europei hanno concordato alla fine dello scorso anno un prestito di 90 miliardi di euro per coprire i deficit militari e civili dell'Ucraina nel 2026–2027. Il 12 settembre, al forum YES di Kyiv, l'inviato speciale statunitense Jared Kushner ha dichiarato che per porre fine alla guerra è «semplicemente necessario trovare la formula giusta che funzioni per tutti».