La Russia lancia 93 droni d'attacco sull'Ucraina nella notte del 18 settembre
Nella notte tra il 17 e il 18 settembre 2026, a partire dalle 18:00, la Russia ha colpito l'Ucraina con 93 droni d'attacco (46 dei quali a getto) e munizioni a persistenza "Banderol"/"Dan-T". Secondo le Forze aeree ucraine alle 8:00 del 18 settembre, le difese ucraine avevano neutralizzato 69 droni nemici di tipo Shahed, Gerbera e altri, oltre a 3 munizioni "Banderol"/"Dan-T", mentre l'attacco era ancora in corso. Sono stati registrati impatti diretti in 13 località e la caduta di detriti in altre 3.
Punti chiave
- Notte tra il 17 e il 18 settembre 2026: la Russia lancia 93 droni d'attacco (46 a getto) e munizioni Banderol/Dan-T a partire dalle 18:00.
- Alle 8:00 del 18 settembre, le difese aeree ucraine hanno neutralizzato 69 droni Shahed/Gerbera e 3 munizioni Banderol/Dan-T.
- Direzioni di lancio: città russe di Orel e Millerovo, Donetsk occupato, Crimea occupata e acque del Mar d'Azov.
- Impatto diretto dei mezzi d'attacco nemici registrato in 13 località; detriti di munizioni abbattute in 3 località.
- Coinvolti nella difesa: aviazione, missili antiaerei, guerra elettronica, sistemi senza pilota e gruppi mobili di fuoco.
- Alle 8:00 l'attacco era ancora in corso, con droni russi nello spazio aereo ucraino.
Perché è importante
L'attacco rappresenta un impiego combinato su larga scala di droni e munizioni a persistenza lanciati da più direzioni, comprese la Russia continentale e i territori occupati. L'attacco risultava ancora in corso alle 8:00, segno di un'assalto prolungato e sostenuto. Gli impatti diretti in 13 località e i danni da detriti in altre 3 indicano una ricaduta diffusa sul territorio ucraino.
Che cosa è successo
Nella notte del 18 settembre 2026, a partire dalle 18:00 del 17 settembre, la Russia ha sferrato un attacco aereo contro l'Ucraina impiegando 93 droni d'attacco (46 dei quali a getto), droni-imitatori e munizioni a persistenza "Banderol"/"Dan-T". I lanci sono avvenuti da più direzioni: le città russe di Orel e Millerovo, il Donetsk occupato, la Crimea occupata e le acque del Mar d'Azov. Secondo il resoconto delle Forze aeree ucraine alle 8:00, le difese avevano neutralizzato 69 droni nemici di tipo Shahed, Gerbera e altri, oltre a 3 munizioni "Banderol"/"Dan-T". Nell'operazione di contrasto sono stati impiegati reparti di aviazione, missili antiaerei, guerra elettronica, sistemi senza pilota e gruppi mobili di fuoco. Sono stati registrati impatti diretti in 13 località e la caduta di detriti in 3 località. L'attacco era ancora in corso al momento della pubblicazione del bollettino, con droni russi ancora nello spazio aereo ucraino. Le informazioni su parte delle munizioni nemiche, che non hanno raggiunto i propri obiettivi, erano ancora in fase di verifica.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine, tra cui l'agenzia Ukrinform e testate come Ukrajinska Pravda, Suspilne, Hromadske Radio, LIGA.net e Novynarnia, inquadrano l'evento in chiave operativa, fornendo dettagli su direzioni di lancio, tipologie di droni e unità di difesa aerea coinvolte (aviazione, missili antiaerei, guerra elettronica, sistemi senza pilota, gruppi mobili di fuoco). La copertura evidenzia i successi difensivi (69 droni neutralizzati su 93) pur riconoscendo 13 luoghi con impatti diretti e un pericolo ancora in corso, presentando l'evento come una situazione di difesa attiva in evoluzione.
Dove le versioni divergono
Le fonti riportano conteggi diversi delle neutralizzazioni. Il bollettino delle Forze aeree delle 8:00 indica 69 droni e 3 munizioni Banderol/Dan-T abbattuti, per un totale di 72. Un messaggio precedente su Telegram parla di "oltre 70 droni e Banderolie" neutralizzati dalla sera, mentre altri articoli riportano semplicemente "72 droni neutralizzati su 93 lanciati". Le differenze riguardano arrotondamenti e modi di conteggiare i diversi tipi di mezzi aerei.
Contesto
L'uso combinato di droni Shahed, Gerbera, droni-imitatori, varianti a getto e munizioni a persistenza Banderol/Dan-T riflette una dottrina di attacco aereo a strati, che mescola esche e asset d'attacco. Le direzioni di lancio da città russe continentali come Orel e Millerovo, insieme a Donetsk occupato, Crimea e acque del Mar d'Azov, illustrano il carattere multi-assiale dell'assalto.