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Ucraina lancia il formato «Carpathian Eight», l'Ungheria rifiuta e scontro con Kiev

Il 18 settembre il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato la nascita del formato di cooperazione regionale «Carpathian Eight» (C8), che riunisce Ucraina, Romania, Serbia, Polonia, Slovacchia, Cechia, Austria, Ungheria e UE. Il primo vertice si è svolto a Bukovel il 18–19 settembre, con una dichiarazione finale firmata da sei paesi ma non dall'Ungheria. Il 21 settembre il primo ministro ungherese Péter Magyar ha dichiarato in parlamento che Budapest ha declinato l'invito, scatenando un botta e risposta con il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. Al vertice è stata anche concordata la creazione di una «Coalizione ferroviaria» per sostenere Ukrzaliznytsia.

Punti chiave

  • Il 18 settembre Zelensky ha annunciato il formato «Carpathian Eight» (C8), che unisce Ucraina, Romania, Serbia, Polonia, Slovacchia, Cechia, Austria, Ungheria e UE.
  • Il primo vertice C8 si è tenuto a Bukovel il 18–19 settembre (alcune fonti indicano 18–20, con tappe a Huta e Bukovel, nell'oblast di Ivano-Frankivsk).
  • La dichiarazione finale è stata adottata da Ucraina, Austria, Polonia, Romania, Serbia e Slovacchia; l'Ungheria non ha firmato.
  • Il 21 settembre il premier ungherese Péter Magyar ha detto in parlamento che Budapest ha ricevuto l'invito ma non ha aderito al formato, citando «ragioni rispettabili» senza specificarle.
  • Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito «inutilmente conflittuali» le dichiarazioni di Magyar e ha criticato la posizione di Budapest come prosecuzione delle politiche di Orbán.
  • Il 20 settembre Naftogaz ha annunciato un memorandum con la ungherese MOL per costruire depositi di prodotti petroliferi al confine; Magyar ha risposto che MOL ha negoziato senza il consenso del governo e che il deposito non si farà.
  • Al vertice è stata concordata una «Coalizione ferroviaria» a sostegno di Ukrzaliznytsia, con 100 milioni di dollari dalla Banca Mondiale (RELINC) per locomotive usate e 130 milioni di euro dalla BERS per la resilienza energetica.

Perché è importante

Il formato C8 è un'iniziativa regionale promossa da Kiev per posizionarsi come leader, e non solo come beneficiario, della cooperazione UE nell'area carpatico, toccando sicurezza, energia, logistica e progetti transfrontalieri. Il rifiuto dell'Ungheria, nonostante il cambio di governo da Orbán a Magyar, segnala la persistenza di attriti tra Budapest e Kiev e complica l'immagine di un blocco regionale unito. Il vertice ha però prodotto risultati concreti — la Coalizione ferroviaria per Ukrzaliznytsia, i finanziamenti di Banca Mondiale e BERS, un portafoglio investimenti di circa 40 miliardi di euro — mostrando che il C8 punta a esiti infrastrutturali reali. Il memorandum Naftogaz–MOL sullo stoccaggio di prodotti petroliferi, poi disconosciuto da Magyar, illustra sia le potenzialità di cooperazione energetica transfrontaliera sia i suoi limiti quando il governo ungherese prende le distanze dagli accordi delle proprie aziende.

Che cosa è successo

Il 18 settembre 2025 il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato la nascita del formato «Carpathian Eight» (C8), pensato per riunire Ucraina, Romania, Serbia, Polonia, Slovacchia, Cechia, Austria, Ungheria e UE in progetti di sicurezza, energia, logistica e cooperazione economica transfrontaliera. Il primo vertice si è svolto a Bukovel il 18–19 settembre (alcune fonti estendono le date al 20 e indicano anche la località di Huta), con la partecipazione del presidente ucraino, di alti funzionari dell'Ufficio del presidente, di quasi tutto il governo ucraino e di rappresentanti di imprese ucraine e straniere. Al termine, una dichiarazione finale è stata firmata da Ucraina, Austria, Polonia, Romania, Serbia e Slovacchia, ma non dall'Ungheria, che ha inviato solo un rappresentanza diplomatica di basso livello. Il 21 settembre il premier ungherese Péter Magyar ha dichiarato al parlamento che Budapest aveva ricevuto l'invito ma non lo aveva accettato, scatenando una polemica con il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. Parallelamente, il 20 settembre la società statale ucraina Naftogaz ha annunciato un memorandum con la ungherese MOL per la costruzione di depositi di prodotti petroliferi al confine, Memorandum che Magyar ha poi disconosciuto, sostenendo che MOL aveva negoziato senza il consenso del governo. Al vertice è stata inoltre concordata la creazione di una «Coalizione ferroviaria» a sostegno di Ukrzaliznytsia, accanto alle già esistenti «Coalizione dei volonterosi» e «Coalizione delle capacità», con 100 milioni di dollari dalla Banca Mondiale per l'acquisto di locomotive usate e 130 milioni di euro dalla BERS per la resilienza energetica delle ferrovie.

Come la raccontano le fonti ucraine

La narrazione ucraina mette al centro i risultati concreti del vertice: la nascita della Coalizione ferroviaria per Ukrzaliznytsia, i 100 milioni di dollari della Banca Mondiale nell'ambito del progetto RELINC, i 130 milioni di euro della BERS nel quadro UZ Energy, e un portafoglio comune di circa 95 progetti per un valore di circa 40 miliardi di euro, con oltre 50 accordi per più di 1 miliardo di euro pronti alla firma. Kiev sottolinea di essere l'iniziatore del formato C8 e di volersi presentare come leader regionale capace di organizzare progetti economici, energetici e transfrontalieri con partner europei, non come semplice beneficiario di fondi UE. Il rifiuto ungherese viene letto come una continuità con la politica ostruzionistica di Viktor Orbán: Sybiha ha definito le dichiarazioni di Magyar «inutilmente conflittuali» e ha affermato che «la politica di blocco e di isolamento di Orbán continua a fiorire» anche dopo la sua uscita di scena.

Dove le versioni divergono

Le fonti non concordano sulle date del vertice: la maggior parte indica il 18–19 settembre, mentre alcune riportano il 18–20 settembre con tappe a Huta e Bukovel, nell'oblast di Ivano-Frankivsk. Variano inoltre le formulazioni con cui Magyar ha motivato il rifiuto ungherese del C8: alcune fonti riportano «buone ragioni» («хороші причини»), altre «ragioni rispettabili» («поважні причини»). Resta inoltre contestato lo stesso status dell'Ungheria: Zelensky, nel suo annuncio del 18 settembre, aveva inizialmente incluso Budapest tra i membri del formato, ma l'Ungheria ha poi confermato pubblicamente di aver declinato l'invito, e la dichiarazione finale del vertice è stata firmata da sei paesi — Ucraina, Austria, Polonia, Romania, Serbia e Slovacchia — escludendo l'Ungheria.

Contesto

In maggio Péter Magyar ha sostituito Viktor Orbán alla guida del governo ungherese, ma l'Ucraina rileva che Budapest non ha smesso di acquistare energia russa e continua a sollevare la questione degli ungheresi della Transcarpazia nel contesto dell'adesione ucraina all'UE. L'Ucraina partecipa già ai formati «Coalizione dei volonterosi» e «Coalizione delle capacità»; la Coalizione ferroviaria si presenta come un terzo strumento, specificamente dedicato alle infrastrutture ferroviarie. Secondo il ministro delle Infrastrutture Mykola Kalashnyk, dall'inizio dell'invasione su larga scala sono stati danneggiati 533 locomotori di Ukrzaliznytsia e 75 locomotori di imprese industriali private.