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Naftogaz e MOL firmano un memorandum per lo stoccaggio di carburante in Ungheria

Il gruppo ucraino Naftogaz e la compagnia ungherese MOL hanno firmato un memorandum d'intesa per la costruzione di strutture di stoccaggio di prodotti petroliferi in territorio ungherese, vicino al confine ucraino. L'accordo è stato concluso durante il Forum economico carpatico nell'ambito del vertice della C8 (Carpathian Eight) e mira a custodire parte delle riserve strategiche ucraine di carburante fuori dalla portata dei raid russi. Il memorandum è stato annunciato dal presidente facente funzioni del consiglio di amministrazione di Naftogaz, Serhiy Fedorenko.

Punti chiave

  • Naftogaz e MOL hanno firmato il memorandum al Forum economico carpatico del vertice C8.
  • Le strutture sorgeranno in Ungheria, vicino al confine ucraino.
  • Il progetto punta a custodire parte delle riserve strategiche ucraine fuori dalla zona dei raid russi.
  • Il vertice C8 si è svolto venerdì 18 settembre.
  • Il formato C8 riunisce Ucraina, Romania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Cechia, Austria e Serbia.
  • Alla riunione hanno partecipato il presidente romeno Nicușor Dan, il presidente serbo Aleksandar Vučić e il premier polacco Donald Tusk.
  • Fedorenko ha indicato come obiettivi la diversificazione delle rotte di approvvigionamento e la stabilità del mercato.

Perché è importante

L'intesa crea nuova infrastruttura transfrontaliera di stoccaggio di carburante sul territorio ungherese, un Paese membro dell'UE e della NATO, pensata per mettere al riparo le riserve strategiche dai raid russi che hanno colpito le infrastrutture energetiche ucraine. È il risultato energetico più concreto emerso dal formato C8 proposto dal presidente Zelensky e testato al Forum economico carpatico del 18 settembre, e segnala una partnership energetica Ucraina-Ungheria funzionante nonostante il nuovo governo di Budapest continui ad acquistare risorse energetiche russe.

Che cosa è successo

Il gruppo Naftogaz e la compagnia ungherese MOL hanno firmato un memorandum per la costruzione di strutture di stoccaggio di prodotti petroliferi destinate alle esigenze ucraine, da realizzare in territorio ungherese vicino al confine ucraino-ungherese. L'accordo è stato concluso durante il vertice della Carpathian Eight (C8) e il relativo Forum economico carpatico, che si è svolto venerdì 18 settembre. Il presidente facente funzioni del consiglio di amministrazione di Naftogaz, Serhiy Fedorenko, ne ha annunciato la firma domenica 20 settembre, spiegando che il progetto mira a custodire parte delle riserve strategiche ucraine di carburante fuori dalla portata dei raid russi e a migliorare l'affidabilità delle forniture per i consumatori ucraini. Al vertice, che riunisce Ucraina, Romania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Cechia, Austria e Serbia, hanno partecipato il presidente romeno Nicușor Dan, il presidente serbo Aleksandar Vučić e il primo ministro polacco Donald Tusk, insieme a rappresentanti di Slovacchia, Cechia, Austria e Ungheria. Naftogaz ha inoltre firmato una serie di iniziative strategiche con aziende energetiche leader di Polonia, Cechia e Ungheria, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica ucraina in vista dell'inverno.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine mettono al centro Naftogaz e il presidente facente funzioni del consiglio Serhiy Fedorenko come portavoce designato, inquadrando il progetto come risposta diretta agli attacchi russi alle infrastrutture del carburante. I media ucraini sottolineano i benefici per l'Ucraina in termini di riserve strategiche protette e di sviluppo di infrastrutture energetiche transfrontaliere con l'Ungheria, e presentano l'intesa come il risultato concreto più rilevante del formato C8 promosso dal presidente Zelensky in vista della stagione invernale.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le fonti internazionali raccontano l'accordo come parte della più concreta iniziativa energetica emersa dal formato Carpathian Eight (C8), un quadro di cooperazione regionale che riunisce Ucraina, Romania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Cechia, Austria e Serbia. L'intesa con MOL — gruppo petrolifero e del gas integrato e indipendente con sede a Budapest — è letta come un segnale di partnership energetica ucraino-ungherese ancora attiva, nonostante il nuovo governo di Peter Magyar insediato a maggio abbia confermato acquisti di risorse energetiche russe. Il ministro ungherese dell'Economia e dell'Energia ha dichiarato che il Paese potrà coprire il proprio fabbisogno di gas senza forniture russe fino a ottobre 2027, pur restando in trattativa su nuove rotte di importazione e acquisti di GNL.

Dove le versioni divergono

Sulla portata dei progetti annunciati al Forum economico carpatico le fonti differiscono: il primo ministro ucraino Serhiy Koretsky viene citato mentre parla di circa 50 progetti nei settori petrolifero e del gas, energetico, infrastrutturale e culturale per un valore complessivo di oltre 1 miliardo di euro, mentre altri resoconti descrivono un portafoglio di investimento congiunto distinto dei Paesi C8 composto da 95 progetti per circa 40 miliardi di euro, presentato nello stesso forum. Le cifre non coincidono né come numero di iniziative né come valore totale.

Contesto

Il formato C8, proposto dal presidente Volodymyr Zelensky, riunisce Ucraina, Romania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Cechia, Austria e Serbia, e al forum del 18 settembre ha presentato un portafoglio comune di 95 progetti del valore di circa 40 miliardi di euro. La Russia ha colpito sistematicamente le infrastrutture ucraine del carburante dall'inizio dell'invasione su larga scala: secondo i resoconti citati, oltre 300 stazioni di rifornimento sono state danneggiate o distrutte nell'ultimo semestre coperto, con raid estesi dalle regioni del fronte agli oblast centrali e occidentali. La legislazione ucraina consente di custodire parte delle riserve strategiche all'estero, ma in pratica il meccanismo ha incontrato problemi di disponibilità di serbatoi, logistica e regole di stoccaggio. Dall'inizio di maggio l'Ungheria ha un nuovo governo guidato da Peter Magyar, e il ministro dell'Economia e dell'Energia ha dichiarato che il Paese potrà coprire il proprio fabbisogno di gas senza forniture russe fino a ottobre 2027, pur continuando ad acquistare alcune risorse energetiche russe.