Russia lancia 161 droni sull'Ucraina nella notte del 23 settembre: abbattuti 122 target
Nella notte tra il 22 e il 23 settembre la Russia ha lanciato 161 droni di vario tipo contro l'Ucraina, di cui 82 Shahed a reazione (jet). Le difese aeree ucraine hanno abbattuto o soppresso 119 droni e 3 missili Banderole/Dan-T (122 target in totale, dato preliminare alle 08:00). L'attacco è ancora in corso. Colpi e detriti sono stati registrati in 26 punti, con vittime e danni a infrastrutture civili a Kyiv, Zaporizhzhia, Kharkiv, Kherson e in altre regioni.
Punti chiave
- 161 droni russi lanciati nella notte del 23 settembre, di cui 82 Shahed a reazione (jet)
- Difesa aerea ucraina: abbattuti/soppressi 119 droni (Shahed, Gerbera e altri) e 3 missili Banderole/Dan-T, totale preliminare 122 target alle 08:00
- Colpi diretti registrati in 18 località, detriti di droni abbattuti in altre 8
- Attacco ancora in corso al momento del rapporto, con droni nemici nello spazio aereo ucraino
- Lancio dai distretti russi di Orel, Kursk, Primorsko-Akhtarsk e Millerovo e da Donetsk e Hvardiiske (Crimea) occupate
- A Kyiv colpiti magazzini, due stazioni di servizio e due imprese di trasporto; un ferito nel distretto di Darnytskyi
- Colpito il centro commerciale Amstor a Zaporizhzhia; un morto a Kushuhum, almeno 8 feriti a Izium (regione di Kharkiv)
Perché è importante
L'attacco mostra una diversificazione dei mezzi impiegati dalla Russia — Shahed a reazione, droni Gerbera, imitatori Parodia e missili da crociera Banderole/Dan-T — e un deciso aumento dell'uso di droni a reazione, passati da poche centinaia a quasi 2.900 al mese in pochi mesi. Nonostante la difesa aerea ucraina abbia intercettato la maggior parte dei target, colpi e detriti hanno causato vittime civili e danni a infrastrutture in più regioni, incluso un centro commerciale a Zaporizhzhia. L'episodio si inserisce in un trend di escalation documentato dai dati forniti dal portavoce dell'Aeronautica Jurij Ihnat.
Che cosa è successo
Nel periodo compreso tra le 18:00 del 22 settembre e la mattina del 23 settembre 2026, le forze russe hanno sferrato un attacco aereo su larga scala contro l'Ucraina con 161 droni di vario tipo. Di questi, 82 erano droni d'attacco a reazione (Shahed), accompagnati da Gerbera, imitatori Parodia e dai missili da crociera/ammunizione di piccole dimensioni Banderole/Dan-T. I lanci sono avvenuti dalle direzioni di Orel, Kursk, Primorsko-Akhtarsk e Millerovo (Russia), oltre che dalla Donetsk occupata e da Hvardiiske in Crimea.
Alle 08:00 la difesa aerea ucraina — composta da aviazione, truppe missilistiche antiaeree, unità di guerra elettronica e sistemi senza pilota e gruppi di fuoco mobili — aveva abbattuto o soppresso 119 droni (Shahed, Gerbera e altri) e 3 missili Banderole/Dan-T, per un totale preliminare di 122 target neutralizzati. Sono stati registrati colpi diretti in 18 località e detriti di mezzi abbattuti in altre 8. Al momento del rapporto dell'Aeronautica l'attacco era ancora in corso e droni nemici restavano nello spazio aereo ucraino.
A Kyiv il sindaco Vitalij Klitschko ha riferito colpi su magazzini nel distretto di Holosiivskyi, due stazioni di servizio e due imprese di trasporto su entrambe le rive, con un ferito nel distretto di Darnytskyi e un incendio sul tetto di una stazione di servizio. A Zaporizhzhia un drone russo ha colpito il centro commerciale Amstor nel distretto Pivdennyi, provocando un incendio. A Kushuhum (regione di Zaporizhzhia) un uomo è morto nell'attacco alla sua abitazione. Nella regione di Kharkiv la città di Izium è stata colpita con 8 bombe guidate KAB, con almeno 8 feriti e parte della città senza elettricità. A Kherson un anziano è rimasto ferito da un drone con trauma da esplosione, frattura esposta della tibia e schegge. A Sumy quattro località sono state colpite da armi a lungo raggio, con almeno un ferito. A Odessa l'infrastruttura è stata colpita due volte nella notte, senza feriti.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura delle fonti ucraine — quasi tutte riprese dal comunicato dell'Aeronautica — insiste sulla dimensione massiccia del raid (161 droni, 82 dei quali a reazione) e sulla risposta integrata della difesa aerea, citando per nome le unità coinvolte: aviazione, truppe missilistiche antiaeree, guerra elettronica, sistemi senza pilota e gruppi di fuoco mobili. Si sottolinea la tendenza all'aumento dei droni reattivi citata da Jurij Ihnat (7.700 droni a reazione finora impiegati; 350 a giugno, 1.500 a luglio, 2.850 ad agosto, circa 1.900 a settembre) e si ricorda che circa la metà degli Shahed attuali sarebbe a reazione. Le conseguenze locali — centro commerciale Amstor a Zaporizhzhia, danni nei distretti di Kyiv, feriti a Izium e a Kherson — vengono ancorate al bilancio civile.
Dove le versioni divergono
Le fonti sono perlopiù concordi: abbattuti o soppressi 119 droni più 3 missili Banderole/Dan-T (122 target totali alle 08:00). Una formulazione isolata separa invece i 3 missili da "122 droni" abbattuti, il che potrebbe essere letto come 125 target neutralizzati. L'Aeronautica ucraina qualifica esplicitamente i numeri come preliminari ("за попередніми даними").
Contesto
L'Aeronautica delle Forze armate ucraine, tramite il portavoce Jurij Ihnat, ha documentato un forte aumento dell'impiego di droni a reazione da parte della Russia — 7.700 unità complessive dall'introduzione del mezzo, con un picco di circa 2.850 ad agosto — nonostante l'alto costo dei componenti e le difficoltà logistiche di approvvigionamento da UE e USA. I droni a reazione rappresentano ormai circa la metà degli Shahed impiegati. Il raid del 23 settembre rientra in questa traiettoria: alla componente Shahed si sono aggiunti Gerbera, imitatori Parodia e i missili/ammunizione di piccole dimensioni Banderole/Dan-T, lanciati da Orel, Kursk, Primorsko-Akhtarsk, Millerovo, Donetsk e Hvardiiske (Crimea).