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Attacco russo con 108 droni nella notte del 14 settembre: l'Ucraina ne neutralizza 85

Nella notte tra il 13 e il 14 settembre le forze russe hanno lanciato 108 droni d'attacco e di disturbo contro l'Ucraina da più direzioni. Le difese aeree ucraine hanno abbattuto o soppresso 85 velivoli, ma sono stati registrati impatti in sette località. L'attacco era ancora in corso al mattino, secondo il comando dell'Aeronautica militare ucraina.

Punti chiave

  • 108 droni lanciati tra il 13 e il 14 settembre, inclusi Shahed (anche a reazione), Gerbera e droni-esca tipo Parodia
  • Direzioni di lancio: Orel e Kursk (Russia), Donetsk occupata e Hvardiiske (Crimea occupata)
  • Alle 08:00 del 14 settembre abbattuti o soppressi 85 droni su 108, dati preliminari
  • Impatti registrati in 7 località, attacco ancora in corso al mattino con droni nello spazio aereo
  • Coinvolte nella difesa aviazione, missilistica antiaerea, unità di guerra elettronica e sistemi senza pilota e gruppi mobili di fuoco delle Forze di difesa ucraine
  • Yurii Ihnat (comando dell'Aeronautica) avverte di una possibile prosecuzione dell'attacco da nord e da est nella stessa giornata

Perché è importante

L'attacco è tra le più massicce onnotturne di droni della guerra, con una combinazione di Shahed, Gerbera e Parodia lanciati da più direzioni. Nonostante un tasso di intercettazione vicino al 90%, i colpi registrati in sette località mostrano che gli attacchi di droni in massa continuano a causare danni anche quando la maggior parte viene abbattuta. L'avvertimento di Ihnat che l'offensiva potrebbe proseguire nella stessa giornata da nord e da est tiene alta l'attenzione sulla minaccia in corso.

Che cosa è successo

Nella notte tra il 13 e il 14 settembre le forze russe hanno attaccato l'Ucraina con 108 droni d'attacco e di disturbo: droni Shahed, anche a reazione, del tipo Gerbera e droni-esca del tipo Parodia. I velivoli sono stati lanciati da più direzioni, ovvero da Orel e Kursk sul territorio russo, da Donetsk temporaneamente occupata e da Hvardiiske nella Crimea temporaneamente occupata. Secondo i dati preliminari del comando dell'Aeronautica militare ucraina, alle 08:00 del 14 settembre le difese aeree avevano abbattuto o soppresso 85 dei 108 droni. Sono stati registrati impatti in sette località. Al mattino l'attacco era ancora in corso e droni rimanevano nello spazio aereo ucraino. A contrastare l'offensiva sono intervenuti l'aviazione, le truppe missilistiche antiaeree, le unità di guerra elettronica e dei sistemi senza pilota e i gruppi mobili di fuoco delle Forze di difesa ucraine. Yurii Ihnat, capo delle comunicazioni del comando dell'Aeronautica, ha avvertito che la Russia potrebbe continuare l'attacco nella stessa giornata da nord e da est e ha sottolineato che Mosca dispone di un grande numero di UAV da impiegare contro l'Ucraina.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti fornite sono ucraine e si concentrano sulla narrativa ufficiale del comando dell'Aeronautica militare: numero di droni in arrivo, numero intercettato e unità coinvolte. Diversi pezzi aprono con gli avvertimenti televisivi di Yurii Ihnat, che sottolinea la minaccia in corso e la possibilità di nuove ondate da nord e da est nella stessa giornata. Le cronache evidenziano che il dato di 85 abbattuti su 108 è preliminare e che l'attacco era ancora in corso al mattino, lasciando aperta la possibilità di un aggiornamento del bilancio.

Come la raccontano le fonti internazionali

Tra le fonti fornite solo un articolo, un dispaccio d'agenzia, riporta una reazione internazionale: il commento del primo ministro finlandese, che ha definito l'attacco russo come un pericoloso tentativo di saggiare l'unità europea.

Dove le versioni divergono

Titoli e alcuni dispacci danno conteggi leggermente diversi dei droni neutralizzati (85 su 108 contro 86 su 108). Il dato di base del comando dell'Aeronautica è 85 abbattuti o soppressi su 108 lanciati, e le cifre sono esplicitamente indicate come preliminari.

Contesto

Le direzioni di lancio indicate dalle fonti ucraine comprendono Orel e Kursk in Russia, la Donetsk occupata e Hvardiiske nella Crimea occupata. Secondo Ihnat la Russia ha di recente aumentato l'uso di droni d'attacco con motore a combustione interna, anche contro le oblast occidentali, e i droni Shahed a reazione sono più difficili da intercettare. Ihnat cita una cifra record di circa 2.800 droni a reazione registrati ad agosto, contro i circa 1.500 di luglio e i 350 di giugno.