Massiccio attacco russo di droni su Kiev e provincia: due morti e almeno 43 feriti
Nella notte tra il 22 e il 23 settembre la Russia ha lanciato una massiccia offensiva con 161 droni contro l'Ucraina, prendendo di mira in particolare Kiev e la provincia omonima. Le difese aeree ne hanno abbattuti 119. Nell'attacco sono morte due persone e, secondo il sindaco Vitalij Klyčko, i feriti nella capitale sono saliti a 43. I droni hanno colpito stazioni di servizio (Ucraina e UPG), un centro congressi, magazzini, infrastrutture ferroviarie, lo stabilimento farmaceutico Darnicja e un edificio per uffici. In provincia di Kiev sono rimasti danneggiati 18 oggetti civili in quattro distretti e tre persone sono rimaste ferite.
Punti chiave
- 161 droni russi lanciati nella notte; 119 abbattuti dalle difese aeree
- 2 morti e almeno 43 feriti a Kiev secondo il sindaco Klyčko
- Colpiti una stazione di servizio Ucraina (Holosiivskij) e una UPG (Darnickij), sesto attacco alle stazioni Ucraina in poche settimane
- Colpiti lo stabilimento farmaceutico Darnicja e il centro congressi Parkovyj
- Ferito un ferroviere di Ukrzaliznycja, sospesa la linea Kyiv City Express
- In provincia di Kiev: 18 edifici civili danneggiati in 4 distretti, 3 feriti
- Uffici della procura di Kiev hanno qualificato l'attacco come crimine di guerra (articolo 438 del codice penale ucraino)
Perché è importante
L'attacco del 23 settembre è uno dei più massicci raid con droni della guerra e ha colpito contemporaneamente categorie molto diverse di infrastrutture civili: dalla rete di trasporto ferroviario ai centri dati Internet, da una delle principali fabbriche farmaceutiche del Paese alle stazioni di servizio che negli ultimi mesi sono diventate un bersaglio ricorrente. Le autorità ucraine lo hanno qualificato come crimine di guerra, e la Procura di Kiev ha aperto un procedimento ai sensi dell'articolo 438 del codice penale ucraino. La combinazione di vittime, di interruzioni di servizi essenziali e del colpo inferto a una filiera produttiva critica come quella dei medicinali rende l'episodio un indicatore significativo del livello di pressione a cui è sottoposta quotidianamente la capitale.
Che cosa è successo
Nella notte tra il 22 e il 23 settembre la Russia ha lanciato sull'Ucraina 161 droni d'attacco di vario tipo, oltre a munizioni del tipo «Banderole»/Dan-T; secondo l'Aeronautica militare ucraina, 119 droni e tre «Banderole» sono stati abbattuti dalle difese aeree.
Su Kiev, in mattinata, i droni hanno colpito almeno quattro distretti della città. Nel distretto di Holosiivskij un drone ha colpito una stazione di servizio della rete Ucraina — il sesto attacco contro questa catena nelle ultime settimane — e ha danneggiato magazzini e un centro direzionale di quattro piani, dove sono scoppiati incendi. Nel distretto di Solom'jans'k un drone ha colpito un edificio non residenziale di nove piani al livello del quarto piano — identificato come l'istituto Diprozv'jazok —, un negozio e la sede del mercato «Šajba» (il mercato Zalizničnyj), andato a fuoco; incendi sono scoppiati anche nei locali di un'impresa di trasporti. Nel distretto di Darnyckij un drone ha colpito un'infrastruttura di trasporto e ha incendiato il tetto di una stazione di servizio UPG. Nel pomeriggio un drone ha inoltre colpito il centro congressi ed espositivo Parkovyj mentre vi si svolgevano eventi, ferendo alcuni partecipanti con schegge di vetro.
Lo stabilimento farmaceutico Darnicja è stato colpito durante l'attacco: la direzione ha confermato che nessun dipendente è morto, ma non ha reso noti i dettagli dei danni. Sono stati danneggiati anche centri dati dei provider Internet Utels e Pavutyna, con possibili interruzioni del servizio. Ukrzaliznycja ha fatto sapere che la stazione centrale e quella di Darnicja non hanno subito danni, ma un ferroviere è rimasto ferito da schegge mentre tornava a casa dal turno e diverse corse sono state ritardate; il servizio Kyiv City Express è stato temporaneamente sospeso in entrambe le direzioni per la minaccia aerea. Lo stabilimento Darnicja produce farmaci in cardiologia, neurologia e gestione del dolore.
Per quanto riguarda il bilancio delle vittime, le cifre sono state aggiornate più volte nel corso della giornata. Il sindaco Klyčko ha inizialmente parlato di tre feriti (alle 9:00), poi di un morto e sette feriti (alle 10:00), successivamente di due morti e 25 feriti alle 13:30 (17 ricoverati) e infine di due morti e 43 feriti. La Procura della città di Kiev ha comunicato alle 15:30 due morti e almeno 36 feriti, con questa distribuzione: 7 a Holosiivskij, 5 a Darnyckij, 20 a Solom'jans'k e 4 a Svjatošyns'kij. Un uomo ferito nell'attacco è morto in ospedale.
Nella provincia di Kiev l'attacco ha interessato quattro distretti — Bučans'kij, Obukhivs'kij, Fastivs'kij e Vyšhorods'kij — con 18 edifici civili danneggiati complessivamente; in quello di Bučans'kij sono rimasti feriti tre uomini, tra cui un 76enne con ferite da schegge al volto.
Dove le versioni divergono
Le cifre delle vittime a Kiev sono variate sensibilmente nell'arco della giornata man mano che le informazioni venivano aggiornate. Il sindaco Vitalij Klyčko ha fornito versioni successive: 3 feriti alle 9:00, 1 morto e 7 feriti alle 10:00, 2 morti e 25 feriti alle 13:30 (17 dei quali ricoverati), per poi arrivare a 2 morti e 43 feriti. La Procura della città di Kiev, alle 15:30, ha riportato 2 morti e almeno 36 feriti — 7 a Holosiivskij, 5 a Darnyckij, 20 a Solom'jans'k e 4 a Svjatošyns'kij —, specificando inoltre che le vittime si contano nei distretti di Darnyckij e Solom'jans'k. Le cifre del sindaco e quelle della Procura differiscono dunque sia nel numero di feriti sia nelle fasce orarie considerate.
Contesto
Dal 27 agosto la Russia porta avanti una campagna pressoché quotidiana di attacchi con droni contro Kiev e la provincia. La sera del 22 settembre, prima dell'attacco notturno, droni russi avevano colpito serbatoi di carburante nel distretto di Obolon' e un edificio residenziale di cinque piani nel distretto di Dnipro, ferendo diverse persone. Secondo il ministro dell'Energia Denys Šmyhal' nei sei mesi precedenti sono state distrutte o danneggiate più di 300 stazioni di servizio in tutta l'Ucraina; nella sola Kiev, dall'inizio dell'anno, ne sono state colpite o distrutte più di 15, con la rete Ucraina come bersaglio più frequente — circostanza che ha portato l'azienda a installare gabbioni (barriere in rete metallica riempiti di pietra) attorno ai propri impianti per contenere le schegge.